
COSA RESTERA’ DI QUEGLI ANNI ‘80
Agosto 1989. Agenti dell’Fbi entrano nella filiale georgiana della Bnl: sostengono che la banca ha fatto grandi prestiti a Paesi stranieri, tra cui l’Iraq, e che tali crediti non figurano nella contabilità ufficiale superando di gran lunga i limiti stabiliti in relazione ai depositi.
Guido Carli è in quel momento a capo del Ministero del Tesoro, il maggiore azionista di Bnl. Giulio Andreotti è il Presidente del consiglio. Carlo Azeglio Ciampi è il Governatore della Banca d’Italia, l’ente che (tra l’altro) ha l’obbligo di controllare l’attività degli intermediari creditizi italiani. Infine, Nerio Nesi: è l’anticonformista presidente di Bnl. Già direttore finanziario in Olivetti, soprannominato «il banchiere rosso», ha attraversato da partigiano, banchiere e politico la storia del nostro Paese.
Il resto è storia.
Gli agenti federali accerteranno la fondatezza delle informazioni ma la vicenda sarà frettolosamente archiviata come uno scandalo economico-bancario concernente l’Italia. Bnl si limiterà così a controbattere di esser stata vittima del comportamento di un direttore infedele (Christopher P. Drogoul, poi licenziato) e Nesi, con un gesto inusuale per gli occupanti di cariche pubbliche, si dimetterà. Entrambi sostituiti da Paolo Savona e Giampiero Cantoni.
Solo successivamente, quando l’Iraq di Saddam Hussein invaderà il Kuwait, il caso assumerà rilevanza internazionale. Nel ’92 Kenneth Timmerman, autore del libro «The Death Lobby: How the West Armed Iraq» dichiarerà, infatti, a una commissione del Senato americano, che la fabbrica di carburo di tungsteno di Al Atheer, parte del programma nucleare clandestino dell’Iraq, in realtà era stata fornita da aziende americane con finanziamento della Bnl di Atlanta. E, sempre nel ’92, la (consueta) commissione d’inchiesta del Senato italiano (nella cui sede il mese prima avverrà una incursione notturna da parte dei soliti ignoti) concluderà per la tesi dell’intrigo internazionale con ampie responsabilità sia interne sia esterne all’istituto di credito.
A ben vedere, non saranno imputati né gli uomini del governo americano e meno che mai Henry Kissinger, già segretario di Stato e membro dell’ International Advisory Board della Bnl fin dal 1985 (epoca in cui la filiale di Atlanta inizierà a erogare prestiti all’Iraq). Quello della Bnl diverrà così una torbida macchinazione in cui si amalgameranno con la vanagloria di Saddam Hussein, la brama dei mercanti d’armi e gli obiettivi geopolitici dell’amministrazione statunitense. In Italia, sul reale svolgimento dei fatti calerà una fitta cortina di silenzio mentre per Bnl (e il suo presidente) l’intera vicenda provocherà enormi danni in termini di immagine minando altresì il ruolo dello Stato-banchiere.
L’11 febbraio 2024 il quasi centenario Nerio Nesi morirà portando con se nella tomba le ombre di questa oscura e triste vicenda.





