
Sulla vicenda della morte di Alexey Navalny l’unica certezza, per ora, è che si è creata una montagna di menzogne, pronta a cadere miseramente con una serie di slavine.
A ben guardare si sta delineando una situazione assai complicata da spy story.
Partiamo dai primi dati ufficiali.
La storica portavoce del leader dell’opposizione russa Kyra Yarmysh ha reso noto che il referto verbale, consegnato dalla colonia penale di Kharp alla madre e a un avvocato di Alexey Navalny, parla di “Sindrome da morte improvvisa”.
Una sindrome rara, dicono i medici rianimatori sentiti da diverse testate russe. Soprattutto se, come nel caso di Navalny, non ci fosse una predisposizione ereditaria o non avesse avuto precedentemente arresti cardiaci. Con questa sindrome si perde conoscenza e si muore subito. Non si ha prima “un malore”, come recitava l’annuncio ufficiale.
Prima contraddizione evidente: se Navalny è morto di sindrome da morte improvvisa il malore non c’è stato. Prima menzogna.
Secondo una fonte di Novaya Gazeta Europe, l’oppositore di Putin sarebbe morto il 15 e non il 16 febbraio, dopo strani movimenti notturni nel cortile del carcere, con arrivo di automobili in tre ondate. È stato notato che i media ufficiali statali, come l’agenzia Tass, hanno dovuto cambiare la data dal 15 al 16 nei loro messaggi iniziali. Seconda menzogna.
Gulagu.net., blog contro la corruzione e la tortura in Russia, che unisce più di 19mila difensori indipendenti dei diritti umani, volontari e partecipanti, sostiene che l’Fsb due giorni prima aveva messo fuori uso le telecamere.
Strana storia. Perché mettere fuori uso le telecamere? Evidentemente per evitare che si vedano cose che non si devono vedere.
Sempre secondo Gulagu.net nei giorni precedenti al decesso Navalny avrebbe ricevuto la visita di due agenti segreti russi.
La notizia potrebbe avere una connessione con quanto afferma il quotidiano popolare tedesco Bild, il quale sostiene che Alexei Navalny sia morto “forse poco prima di una sua possibile liberazione” nell’ambito di uno “scambio di detenuti” tra Usa, Russia e Germania.
“Secondo la Bild, era in programma uno scambio di prigionieri tra Mosca, Washington e Berlino. Putin voleva riavere l”assassino di Tiergarten’, un agente che aveva sparato a un oppositore del regime a Berlino nel 2019. Lo ha persino accennato pubblicamente in un’intervista con Tucker Carlson. Si parlava della possibilità che Putin, in cambio, rilasciasse Navalny”, scrive il sito del giornale senza fornire altri dettagli in proposito.
“Navalny – scrive Bild – è morto il 16 febbraio 2024, giorno di inizio della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Esattamente un mese prima delle elezioni presidenziali in Russia. E forse poco prima della sua possibile liberazione”.
Solo due giorni prima dell’inizio della Conferenza, mercoledì, era circolato sui media un no-comment del Cremlino su un possibile scambio di prigionieri con gli Stati Uniti che chiedono il rilascio dell’ex marine Paul Whelan e del giornalista Evan Gershkovich, entrambi detenuti nelle carceri russe con accuse di spionaggio. Il giorno prima il Segretario di Stato americano Antony Blinken aveva dichiarato di aver parlato con Whelan in una rara telefonata concessa dalle autorità russe.
Nel frattempo la madre dell’oppositore russo non è ancora riuscita ad avere la salma del figlio. Le autorità di Mosca sostengono che sono necessari ulteriori approfondimenti sul corpo di Navalny.
Il corpo di Alexey Navalny sarebbe stato inviato per un ulteriore esame istologico, poiché “non è stato possibile determinare la causa del decesso”; i risultati potranno apparire “non prima della prossima settimana”. È quanto è stato riferito a uno degli avvocati dell’oppositore di Putin nell’ufficio locale del Comitato investigativo federale nella città di Salekhard, la più vicina alla prigione Ik-3 dove era detenuto Navanly.
Domanda: non era morto per sindrome da morte improvvisa? Non aveva avuto un malore?
I sostenitori di Navalny affermano che le autorità hanno cambiato continuamente la loro versione dei fatti.
In carcere, a Lyudmila è stato detto che il corpo di suo figlio era stato trasferito all’obitorio di Salekhard, su richiesta del Comitato investigativo federale. Ma l’obitorio è risultato chiuso e il personale ha negato di aver mai avuto il corpo.
Domanda: esiste un corpo morto da qualche parte?
Kira Yarmysh, portavoce di Navalny, ha pubblicato su X aggiornamenti sulla situazione. Ha accusato severamente le autorità: “Gli assassini vogliono insabbiare, quindi non consegnano il corpo di Alexei e lo nascondono persino a sua madre”.
Yarmysh ha definito “menzogna” la conclusione di un avvocato secondo cui le prime indagini non avrebbero stabilito “nulla di criminale” nella morte di Navalny.
Nel carcere, a Lyudmila è stato rilasciato un certificato di morte ufficiale, che dichiara il decesso alle 14:17 ora locale del 16 febbraio, ma allo stesso tempo sempre più media riportano che in realtà Navalny potrebbe essere morto prima. Novaya Gazeta Europe ha affermato di aver contattato uno dei detenuti del “Polar Wolf”, il quale ha raccontato che “il putiferio poco chiaro è iniziato il 15 febbraio sera”.
Il team di Alexei Navalny non ha dubbi che l’oppositore sia stato deliberatamente ucciso e accusa le autorità di non volere riconsegnare il corpo alla famiglia per “nascondere le tracce” del delitto.
Dalla città di Salekhard, dove sono atterrati, la madre di Navalny e il legale hanno raggiunto il carcere, distante 50 chilometri. Qui, ha fatto sapere la portavoce dell’oppositore, Kira Yarmysh, hanno dovuto aspettare due ore prima che un funzionario uscisse per dire loro che il corpo era stato portato in un obitorio a Salekhard, a disposizione del Comitato investigativo, che sta conducendo l’inchiesta. Tornati a Salekhard, i due hanno trovato l’obitorio chiuso e alla richiesta di notizie ad un numero telefonico affisso alla porta qualcuno ha risposto che la salma non si trovava là.
All’avvocato di Navalny è stato detto che “la causa della morte non è stata stabilita” e che la salma sarà trattenuta fino alla fine dell’inchiesta. Ovvero fino almeno alla settimana prossima, quando dovrebbero esserci i risultati degli esami istologici.
Fino ad ora l’unica certezza è che c’è una montagna di menzogne.





