Home Opinioni NAVALNY, UN EROE VITTIMA DI UN REGIME DISPOTICO

NAVALNY, UN EROE VITTIMA DI UN REGIME DISPOTICO

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La morte del dissidente Alexei Navalny, nella colonia penale a “regime speciale”, nella regione artica di Yamalo-Nenets, dove era rinchiuso da oltre due anni è la prova provata che a Putin non gliene frega assolutamente nulla di niente e di nessuno. Il dipartimento regionale del servizio penitenziario federale russo in un comunicato ha avuto il coraggio di scrivere che Navalny è morto dopo una “passeggiata” per un malore. Una passeggiata con la neve alta due metri e 30 gradi sottozero! A Putin dell’opinione pubblica occidentale non importa un fico secco, a quella interna la Tv di stato può raccontare tutte le balle che lo Zar si inventa. Putin è quello che bombarda da due anni ospedali, scuole, asili nido in Ucraina, eppure condanna la reazione di Israele all’eccidio di Hamas del 7 ottobre scorso. Il bello è che le sue parole le sentiamo in televisione con tanto di postura compunta dei “corrispondenti” da Mosca che per paura o forse per viltà, spacciano per notizie le veline del regime zarista. Alexei Navalny non era sicuramente un “liberale” nell’accezione occidentale, ma sicuramente era un eroe. Era già stato avvelenato dai sicari di Putin in Germania e se la cavò per il rotto della cuffia, poteva starsene al calduccio a Parigi o Berlino e fare l’oppositore a Putin dall’estero, ma lui no. E’ tornato in Russia sapendo benissimo di rischiare la vita. Con una scusa qualsiasi l’hanno incarcerato, condannato a 19 anni di carcere duro e, come doveva finire, così è finita. Navalny è morto in carcere dopo una passeggiata. Ora tenteranno di infangarlo, già lo stanno facendo, la disinformazione russa è molto organizzata e articolata. Diranno che era uno sciovinista, mica un santo. Un estremista, un matto, che aveva pure lui i suoi scheletri nell’armadio, in fondo li hanno tutti, no? E, infatti, il primo a parlare è stato, non a caso, il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, che ha detto: “Non additiamo responsabili finché non ci saranno prove oggettive”. Probabilmente mentre lo diceva indossava la stessa T-shirt che aveva il suo capo, Salvini, a Mosca con la faccia di Putin.

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  • Redazione

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