
di Angelo Ciccarella
Partiamo dalla tesi che stiamo dormendo, che siamo profondamente addormentati, che non siamo sulla via che conduce al risveglio, ma che è cosa buona e giusta svegliarci. Ogni nostra azione quotidiana si svolge nella notte e nel sonno, solo svegliandoci facciamo salire il Sole sull’orizzonte, e possiamo cominciare a riscaldarci a questo Sole. Parlo di una vita vissuta ad un voltaggio più alto, ad una vibrazione più elevata, fin dove possiamo. Acquistiamo per un momento questa consapevolezza. Proviamo per un momento a vedere se si può essere più svegli di come crediamo di essere, proviamo a vedere se non sia un’avventura da tentare, da sperimentare. Un’avventura alla quale veramente va sacrificato tutto, affinché questa luce si accenda, affinché la nostra essenza si desti e rinasca. Così che io possa dire: sono forma e sono corpo e sono pensiero e molto altro ancora.
Come e dove svegliarci? In automobile nel traffico cittadino, in coda all’ufficio postale, facendo la spesa. Sono tutte occasioni per il risveglio. Perché non siamo nati a Katmandu o in un monastero zen, siamo nati in un ameno paese calabrese o in una città piena di gas miasmi magnetismo, tra gente che ci pesta i piedi, il vicino che ci manda a fare in cul*; ed è qui che dobbiamo realizzarci, e tanto più questa realizzazione è difficile tanto maggiore sarà la velocità che ci condurrà alla meta. Debbo volerlo con tutto me stesso. Niente e nessuno deve impedirmelo. Spingermi oltre i limiti finché nasca la sensazione forte che si scoperchi il cranio e una luce calda proveniente dall’alto mi investe e inonda il corpo, uno stato beatifico mi prende, vedo e sento trascolorare tutto intorno, flussi e strati d’energia mi avvolgono, mille punti luccicanti girano vorticosi, le persone che incontro sprigionano aloni variopinti. Lo spirito si accende e avverto una spinta verso il cielo sopra di me. La gravità s’allenta. Cammino come sulle scale mobili, più velocemente. L’effetto è grandioso sebbene non duri molto. Ma ciò che rimane è una persona nuova. Niente sarà più lo stesso.
Ci troviamo all’angolo più remoto dell’esistenza. Esclusi dall’Eden affinché imparassimo a camminare da soli e a sacrificarci per qualcosa di grande. È ora di tornare perché c’è un luogo da raggiungere, non è un’illusione, credetemi, è una realtà, anzi, è l’unica cosa per cui valga la pena vivere.





