Home Cultura DILLINGER E’ MORTO, DI MARCO FERRERI

DILLINGER E’ MORTO, DI MARCO FERRERI

0

di Roberto Federico

Dillinger è morto. Capita molto spesso di cercare una cosa, un oggetto o un libro e trovare un altro oggetto, un altro libro, un’altra cosa che pensavamo fossero spariti. E poi ci fermiamo a pensare, increduli agli scherzi del “caso“, che in quel momento ha voluto sicuramente indurci a cambiare i piani della giornata. Per, Glauco, il protagonista di “Dillinger è morto” invece, il fato, il caso gli cambia la sua vita.

Glauco è un designer industriale, arrivato a casa dopo il lavoro, in tavola trova solo cibi freddi. La moglie Anita è a letto con il mal di testa. Leggendo un libro di ricette, decide di prepararsi una cena, mentre la televisione trasmette un documentario. Cercando delle spezie nella dispensa in cucina, trova una vecchia pistola impacchettata nella carta di un quotidiano d’epoca che riporta in prima pagina la notizia della morte del gangster, John Dillinger.

Marco Ferreri firma il film nel 1968. Ha iniziato negli anni 50 ad occuparsi di cinema, prima come produttore poi in Spagna scrive e dirige tre film che sanno ancora di neorealismo. Agli inizi degli anni 60 torna in Italia, diventando in breve il regista del grottesco e di una critica corrosiva, feroce verso tabù, quali il sesso, la religione e le convenzioni sociali.

 Glauco ha la pistola tra le mani, decide di pulirla e rimetterla in funzione dipingendola di rosso. Giocherella con l’oggetto, mentre mangia guarda la TV, cambiando spesso canale ascoltando la radio, sempre accesa. Approccia un gioco erotico con Sabina, la domestica, ma presto annoiato rinuncia. L’uomo moderno non è più interessato alla virilità, fatica a relazionarsi con il femminile e si concentra su di sé, verso l’infanzia in un lento regredire.

Davanti alla luce di un proiettore, dove guarda filmini delle vacanze, Glauco mima il suicidio, impugnando la pistola che nel frattempo è diventato il suo giocattolo. Torna bambino, un irresponsabile voglia di gioco lo prende e lo distacca dalla realtà. Il tema dell’alienazione è affrontato con tono ironico ma violento, Glauco si muove tra le stanze di casa come un automa, in perfetta fusione con la pistola, ormai diventato oggetto della sua regressione.

Uccide la moglie mentre dorme, come se nulla fosse e per un istante prova gioia. Un atto questo che gli sembra un gesto qualunque, ininfluente, forse persino reversibile, privo di drammaticità. Esce di casa, prende l’automobile e va al mare, durante la nuotata sale su un veliero la cui destinazione surreale è la remota Tahiti A bordo è appena morto il cuoco, Glauco decide di prendere il suo posto mentre il veliero naviga verso un sole finto, all’orizzonte.

Film senza trama apparente, non c’è storia da raccontare, se non la messa in scena fin dall’inizio di una noia infinita. Il protagonista è immerso in un iperrealismo alienante, alla ricerca inconsapevole di rinascita. Lo sguardo del regista sugli oggetti, sui tanti oggetti della cucina ci rimanda al consumismo più sfrenato, alla presenza del superfluo dove Glauco non si fa domande, ha paura delle risposte è ormai scollegato dalla realtà.

Una realtà consumistica che lo ha mutato, privato della sua libertà lo ha disumanizzato, meccanizzato e reso solo, nulla ha più senso, non resta che regredire e al fine morire per poter rinascere. L’omicidio della moglie è una scusa come un’altra per fuggire, non importa dove, ma poi dove fuggire? Verso un’isola che non c’è? La rinascita è anche questa una illusione.

Soprattutto oggi non possiamo sfuggire a noi stessi e l’illusione di essere protagonisti in una società di consumatori è alienante, asfissiante. Abbiamo perso l’empatia con l’altro, non conosciamo il dolore dell’altro, solo vuoto interiore, un’insicurezza dell’animo, un’incapacità di relazione, se non unicamente con sé stessi. Il ritorno di Narciso?

Titolo originale: Dillinger è morto Regia: Marco Ferreri Sceneggiatura: Marco Ferreri, Sergio Bazzini Interpreti: Annie Girardot, , Carole André, Michel Piccoli 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui