
di Vito Schepisi
E se l’Italia facesse pagare le tasse alla Chiesa per ovviare ad una evidente stortura sociale.
Sfarzo e lusso, ma braccino corto.
La Chiesa non ha fatto a tempo a far dimenticare la sua pavida arrendevolezza al nazifascismo che, dopo aver tollerato in silenzio l’ondata antisemita , ora reagisce agli sforzi dell’Italia di alleggerire il paese dalle aggressive ondate migratorie.
Dopo i finanziamenti a Casarini, anche il nervosismo per le azioni del Governo di smistare una parte delle difficoltà fuori dal territorio nazionale.
Lo Stato più ricco del mondo (il Vaticano), però, si guarda bene di pagare le tasse sull’enorme patrimonio immobiliare, e tanto meno mette gratuitamente a disposizione i suoi immobili per mitigare le difficoltà per la mancanze di strutture ricettive.
Li ama tanto gli immigrati da volerli mettere tutti sulle spalle del popolo italiano.
Che faccia da sponda a una certa pseudo sinistra, e contro questo Governo, è apparso evidente. Decenza poca, arroganza tanta, disponibilità neanche a parlarne e ragionevolezza nessuna
PS. Peraltro come non ricordare il grande card. Robert Sarah (africano) che ha avversato l’immigrazione selvaggia e la retorica dell’accoglienza: “è bene aiutarli a casa loro. Non si possono accogliere tutti i migranti del mondo. La Chiesa non può cooperare con questi traffici umani che sembrano un nuovo schiavismo. Trovo scandaloso che si usi la Parola di Dio per giustificare tutto ciò”





