Home Politica LA TRASFORMAZIONE DELLA SCENA POLITICA E’ PERALTRO IRONICA

LA TRASFORMAZIONE DELLA SCENA POLITICA E’ PERALTRO IRONICA

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di Sergio Restelli

Questa trasformazione della scena politica contemporanea è ironica e paradossale, ma è un fenomeno con cui dovremo fare i conti.La personalizzazione del comando, il bisogno di istituzioni politiche neutrali e di garanzia, il ritorno ai legami politici basati sul sangue e sulla clientela sono elementi sempre più presenti nelle repubbliche o democrazie contemporanee. Accanto alle monarchie democratiche, le repubbliche stanno assumendo forme e pratiche sempre più simili a quelle delle monarchie. Come dimostra il caso dell’Europa contemporanea, l’atteggiamento verso le istituzioni monarchiche dipende dalla storia delle singole nazioni. In molti paesi, come Gran Bretagna, Svezia, Belgio, Danimarca, Norvegia e Paesi Bassi, le monarchie più o meno antiche sono riuscite ad adattarsi alle trasformazioni politiche, ai cambiamenti storici e alle modificazioni del costume collettivo.

Grazie al formalismo e alle cerimonie che caratterizzano ogni loro procedura, sono diventate un elemento di stabilità istituzionale, coesione interna e continuità storica-identitaria, al di là delle divisioni ideologiche e delle congiunture sociali critiche. In altri casi, come quello della Spagna, la monarchia restaurata ha svolto un ruolo fondamentale nell’instaurazione della democrazia pluralistica dopo la dittatura militare franchista. Nonostante la memoria della guerra civile, la corona ha giocato un ruolo pacificatore e di garanzia per il paese. In tutti questi casi, il sovrano ha abbandonato le sue antiche prerogative di governo e la sua legittimità non deriva più dal diritto tradizionale, dal passato mitizzato, dal sangue o da investiture religiose.

Oggi, i sovrani europei traggono la loro legittimità solo dal ruolo di rappresentanti della unità dello stato. Le odierne monarchie europee sono quindi “monarchie democratiche”. Non hanno un potere politico di decisione, ma mantengono un grande potere di influenza. Le loro spese di mantenimento sono coperte dai cittadini attraverso la fiscalità generale, facendo attenzione a non sprecare troppi soldi. I membri delle case regnanti si sono in qualche modo imborghesiti nelle loro abitudini di vita e nelle scelte di lavoro, ma mantengono ancora molto del loro antico prestigio sociale anche in tempi di crescente egualitarismo. La storia di altri paesi europei ha avuto un corso diverso.

Molti di loro si sono liberati delle rispettive case regnanti in modi sempre traumatici. La Francia ha inaugurato la modernità politica con la decapitazione dei re e l’invenzione di nuove forme di legittimazione del potere basate sulla rappresentanza nazionale. La monarchia russa è stata travolta dalla rivoluzione bolscevica nel 1917. Le monarchie tedesca e austro-ungarica non sono sopravvissute alla sconfitta nella Prima guerra mondiale. In Grecia, la monarchia è stata deposta nel 1967 da un colpo di stato militare. Anche l’Italia, nonostante sia stata il luogo di nascita dello Stato nazionale unitario, ha vissuto un percorso complicato. Dopo aver appoggiato il fascismo e promulgato leggi antiebraiche, il paese ha pagato le sue colpe attraverso la guerra e l’abbandono degli italiani al loro destino.

Nel 1946, l’Italia ha rinunciato alla monarchia e ha avviato una repubblica, mettendo al bando i Savoia.Tuttavia, l’ombra del principio monarchico e della regalità come metafora dell’ordine sociale ha continuato a influenzare le democrazie nate dalla dissoluzione dei regni e delle strutture imperiali. Questo si può notare oggi attraverso tre elementi sempre più caratterizzanti delle democrazie contemporanee. Il primo è la tendenza a personificare e concentrare il potere in cima alla piramide politica, creando intorno ad esso un senso di intangibilità ed esclusività simile a quello delle antiche monarchie. Anche se formalmente il potere in democrazia appartiene a tutti, nella realtà diventa sempre più un privilegio di pochi che cercano di perennizzarlo ed utilizzarlo a proprio vantaggio.

Il secondo elemento riguarda la necessità delle democrazie di avere uno spazio politico-simbolico al di sopra delle lotte tra partiti e delle dispute ideologiche. Questo spazio deve essere percepito come autorevole e super partes dai cittadini, in grado di garantire l’unità e la stabilità del corpo politico. Le democrazie che mancano di un centro di potere simile sono quelle più vulnerabili alla dissoluzione interna. La terza tendenza è un ritorno ai legami politici basati sul sangue e sulla clientela, un vero e proprio dinasticismo politico. Con la crisi dei partiti e delle ideologie, l’affiliazione politica avviene sempre più attraverso relazioni di fedeltà personale e famigliare.

Nelle democrazie contemporanee è sempre più comune coinvolgere parenti e membri del proprio clan nella gestione del potere o trasmettere le cariche pubbliche in base a collegamenti familiari. In conclusione, le repubbliche o democrazie contemporanee stanno sempre più assumendo caratteristiche simili a quelle delle monarchie, con la personalizzazione del comando, il bisogno di istituzioni politiche neutrali e di garanzia e il ritorno ai legami politici basati sul sangue e sulla clientela. Questa trasformazione della scena politica contemporanea è ironica e paradossale, ma è un fenomeno con cui dovremo fare i conti sempre di più.

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  • Redazione

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