
di Ugo Busatti
Una delle parole, peraltro non italiana, che sta condizionando la nostra vita in ogni senso, é “privacy”.
In teoria dovrebbe essere l’espressione della protezione della nostra sfera privata, della possibilitá, ormai solo teorica, di avere una nostra vita. E viene anche usata per crearci una serie di obblighi addirittura per “proteggerla”, quando invece é esattamente il contrario, come nel caso piú irritante dei maledetti ” cookies” che sei obbligato ad accettare su internet se vuoi leggere o aprire un sito, e che servono a tracciare i tuoi dati. E compare la frase, che piú ipocrita non potrebbe essere: ” per noi la tua privacy é importante….”
Privacy? Siamo controllati a vista. Dal fisco, che grazie alle sue regole invadenti ed opportunamente create, pretende ogni anno di sapere TUTTO ció che facciamo e possediamo e ti richiede il codice fiscale anche per comprare il pane, alle telecamere ovunque che registrano il passaggio di persone o auto. Navigare su internet, grazie ai cookies di cui sopra ti crea l’invasione degli annunci che sono conseguenza dello spionaggio su cosa guardi, e ti interessa. Per motivi di “sicurezza”, ci stanno prendendo le impronte digitali, memorizzano il nostro viso, e grazie alle nuove tecnologie sapranno in ogni momento dove siamo e cosa facciamo. Il cellulare insegna.
L’ultima trovata, che almeno ci é resa nota, é Il Targa System, ovvero una tecnologia attiva in oltre 900 comuni italiani che permette di riconoscere un’auto e segnalare il suo passaggio, il tutto in pochi secondi. Si possono anche riconoscere con facilità e rapidità veicoli che circolano senza copertura assicurativa o senza revisione. Insomma una vera manna per i maniaci del “controllo”.
Ci sará ancora in questo Mondo sempre piú complesso un posto dove mettersi le dita nel naso senza la paura di essere scoperti?





