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LA RICERCA DELLA VERITA’ E DELLA CONOSCENZA

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di Robero Federico

Proprio quando pensavamo di aver raggiunto il maggior stato di conoscenza possibile, la vita ci chiama ad un atto di coraggio e di umiltà allo stesso tempo, siamo cioè invitati al rifiuto di tutte quelle manifestazioni mentali, che avevamo fino a quel momento considerate sacre e inviolabili. Un fatto, un incontro, un colloquio con un amico, ci danno la sveglia ed è così che ci accorgiamo all’improvviso, quanto in realtà eravamo limitati e delimitati in noi stessi.

Fino ad allora eravamo immersi in una dolce incoscienza autoreferenziale, accompagnata da un accentuato compiacimento, frutto di un percorso ingannevole, che ci stava portando fuori strada. La nostra libertà, così tanto sbandierata, era cristallizzata entro confini angusti, era soffocata in un “Tempio Chiuso”, avevamo smarrito il coraggio di rimetterci in gioco, di guardare oltre. La Ricerca della Conoscenza e della Verità non poteva restare imprigionata.

Ad un tratto si è disvelato e dissolto il velo illusorio, che fino ad allora ci aveva condizionati, permettendoci di vedere le cose del mondo con occhi nuovi e finalmente rinnovati. Il supremo atto dell’abbattimento delle colonne è accaduto, portandoci a considerare un significato nuovo da dare alla nostra vita. La verità è sempre stata lì davanti a noi, ma oggi siamo noi cambiati, trasformati e la lettura del visibile ci pare più chiara.

Tutto questo potrebbe sembrare in sfregio ai valori in cui, fino a quel momento avevamo creduto; ma così non è. L’atto rivoluzionario, dell’abbattimento di quelle che sembravano essere certezze assolute è invece un gesto di liberazione massima, del pensiero e della ricerca interiore, un profondo atto di coraggio per affermare che nulla può fermare la tensione individuale, protesa verso i massimi gradi di crescita e di conoscenza.

D’altra parte, è anche evidente pensare, che l’evoluzione e il profondo rinnovamento, insito in questo gesto violento, è anche il frutto di un cammino personale che abbiamo fino a quel momento percorso e che sarebbe ridicolo rinnegare. Tutto ciò che è avvenuto prima, tutto il bagaglio di esperienza, comunque accumulata, ora diventa un sostegno importante, su cui ricostruire il nostro futuro.

 È come se prima fossimo concentrati solo su noi stessi e l’atto dirompente di abbattere le colonne della nostra vanità, del “sé” antico, ci ha riportati a nuova vita, a quei valori fondanti del nostro essere. Ora, il terreno su cui lavorare ed esprimere ciò che abbiamo intuito essere una nuova narrazione di noi stessi è ampio e sterminato e sentiamo che non c’è nessun limite alla libertà. La mente e lo spirito non hanno più sudditanze, rispetto a precedenti idee acquisite, percepite ora come stantie e arrugginite

D’ora in poi si parlerà dunque di un coraggio e di un dovere nuovo, verso noi stessi, in primo luogo e a seguire verso l’umanità. “Non ho consigli da darti, sei un uomo libero e saprai valutare le occasioni che ti si presenteranno. L’amicizia e la Fratellanza non significano dipendenza da qualcuno. Verrebbe meno il motivo iniziatico. Con l’altro si può condividere molto, ma non l’obbligo di fare o dire quello che in cuor nostro non si vuole”  grazie Pierangelo  C.

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