
Per gli idioti del woke la tolleranza deve finire. Pene pesanti e risarcimenti in denaro sono da attivare per chiudere questa vicenda incresciosa che trova alimento anche grazie al fatto che le azioni di questi delinquenti trovano alimento nelle parole di personalità varie, di una certa stampa e anche nelle esternazioni di Jorge Mario Bergoglio, ormai divenuto una sorta di influencer green e climatico.
Due attiviste per il clima hanno gettato zuppa sul dipinto della Gioconda, il dipinto più famoso del mondo che, al Louvre, a Parigi, è protetto da un vetro blindato. Il gesto è stato rivendicato da “Riposte Alimentaire”che ha giustificato l’azione con la volontà di promuovere in particolare “il diritto a un’alimentazione sana e sostenibile”.
La celeberrima opera di Leonardo da Vinci, meta di migliaia di turisti ogni anno, è sotto una teca dal 2005 ma è già stato più volte oggetto di atti vandalici; nel maggio 2022, ad esempio, è stato ‘bersagliata’ con una torta alla crema.
Le due donne, riprese durante la loro azione durata quasi due minuti, hanno lanciato una zuppa color arancione e sono anche sgusciate velocemente sotto le transenne che proteggono il quadro.
“Cosa è più importante? L’arte o il diritto a un’alimentazione sana e duratura? Il nostro sistema agricolo è malato”, ha gridato una delle attiviste. “Ci sono persone che stanno distruggendo la Terra. Tutti gli artisti pensino alla Terra. Ecco perché l’ho fatto. Pensate al pianeta”.
Il lancio della minestra è presentato come “l’inizio di una campagna di resistenza civile, che porta con sè una richiesta chiara, vantaggiosa per tutti: la sicurezza sociale per un’alimentazione sostenibile”.
Dopo l’accaduto, molto rapidamente, il museo ha evacuato la stanza in cui si trova il dipinto e ha avviato l’operazione di pulizia.
Gli idioti sono liberi di essere idioti, ma non devono poter trasformare le loro idiozie in atti vandalici.
L’arte è un bene universale e va rispettata.
Forse questi idioti che vogliono salvare il pianeta farebbero bene pene ai lavori forzati, a ripulire gli alvei dei fiumi o a sistemate i boschi. Lavoro duro ma sano, che toglie i grilli dalla testa e, soprattutto, fa passare la voglia di commettere atti delinquenziali.





