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OGNUNO DEVE ESSERE PADRONE IN CASA PROPRIA

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di Ugo Busatti

Ognuno è padrone in casa propria. Questo è il risultato, o almeno dovrebbe esserlo, del contratto sociale che noi non firmiamo quando veniamo al mondo, ma che sicuramente ci migliora la vita. Se non ci fosse lo Stato e le sue leggi, chiunque potrebbe entrare in casa nostra e buttarci fuori. Puntualmente è quello che capita in Italia. 50 mila sarebbero le case occupate abusivamente e i giornali di regime hanno fatto grande pubblicità alla nuova legge (ne abbiamo già poche) che punirebbe chi ci sbatte fuori da casa nostra.
Non serve assolutamente a nulla continuare a fare leggi che poi non trovano applicazione. Esistono già tutte le fattispecie per liberare immediatamente un immobile occupato e per arrestare chi ha compiuto l’abuso. Talmente tante che i due-sette anni di reclusione previsti dalla nuova legge diventerebbero caramelle di fronte alla serie di reati che commette chi entra ed occupa una casa altrui.
Questo è solo uno dei temi fin troppo evidenti di come lo Stato, come è impostato oggi, non risponde e non rispetta più il contratto sociale che non abbiamo firmato alla nascita.
Non sono libero di difendermi perché solo i delinquenti possono girare armati. Non sono libero di buttare fuori a calci chi mi occupa la casa. Non sono libero di muovermi perché una qualunque categoria di cittadini incazzata per qualche motivo mi blocca le strade, mi rovescia l’auto parcheggiata, sfascia negozi e resta impunita. In compenso le forze dell’ordine sono impegnate a fare multe a chi va a 35 kmh o a chi ha il fanalino rotto.
Siamo messi male, cari amici. Ormai su tutti i giornali di regime ci spiegano perché dobbiamo fare la guerra, la burocrazia ci crea obblighi e ci leva libertà essenziali, gli automatismi levano lavoro a chi non ha competenze specifiche.
Forse sembrerà anacronistico, ma io sostengo che in questo mondo ormai troppo complicato, si deve fare un passo indietro e uscire da tutti i club che ci creano obblighi e ci distruggono la vita.
Dobbiamo ritornare padroni in casa nostra, guardare i fatti nostri e smetterla di giudicare e “punire” gli altri.
C’è molto lavoro da fare. E visto che la maggioranza è narcotizzata, chi ha ancora un poco di senso delle cose si dia da fare. Non abbiamo più molto tempo

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  • Redazione

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