
di Sergio Pizzolante
I comunisti italiani devono dirsi anticomunisti?
Mentre sventolano la bandiera dell’antifascismo?
Cioè, chi è anticomunista e antifascista, antitotalitario a tutto tondo, può pretendere in Italia che i comunisti, i figli dei comunisti, i nipoti dei comunisti, i nostalgici del comunismo, i post comunisti, i comunisti che dicono di non essere stati mai comunisti, quelli, che dicono di essersi iscritti al PCI perché non comunisti, i comunisti anticapitalisti che si vestono da ambientalisti, i comunisti antiamericani che si truccano da pacifisti, i comunisti giustizialisti, che si nascondono dietro Di Pietro e i Davigo, i comunisti “figli dei fiori”, che oggi nascondono ogni desiderio dietro presunti diritti, i comunisti diventati ricchi che però continuano a battersi contro la ricchezza degli altri, i comunisti che fanno la morale a tutti, ma mai a se stessi:
Devono dirsi anticomunisti?
Loro dicono di no.
Li vedete tutti, no? Date una faccia a quelli di cui sopra: tanti polli di allevamento, come direbbe Gaber:
“Cari cari polli di allevamento
Nutriti a colpi di musica e di rivoluzioni”.
Perché dicono di no?
Perché, dicono, il comunismo italiano era diverso. E c’è uno strano destino della storia, che permette loro di dire questa bugia bugiarda, in prima serata, nelle Tv nazionali, nei grandi giornali nazionali.
La Berlinguer ne dice una di colossale, di bugia.
Dice che i comunisti italiani, compreso il padre, nel 56, con i carrarmati sovietici in azione in Europa, presero le distanze da Mosca.
Balla colossale.
Detta in prima serata Mediaset.
Come sono andate veramente le cose?
Il PCI diventa PDS, cambiando solo il nome, non gruppi dirigenti e pensiero, perché il Muro cadeva, era a pezzi, il comunismo era fallito, le miserie e le vergogne del comunismo erano in vista, in prima serata, nel mondo, grazie, anche, a comunisti, che davvero volevano uscire dal comunismo, come Gorbaciof, grazie ai dissidenti dal comunismo, da Walesa e Havel, grazie a chi aveva sostenuto la dissidenza, da Craxi e Wojtyla, mentre i comunisti italiani sostenevano il regime.
I comunisti italiani rimangono tali, col loro nome, senza maschere, per quasi tutti gli anni 80, a pochi anni della loro andata al potere, per via giudiziaria, attraverso Tangentopoli, nella prima metà degli anni 90.
Sino a tutti gli anni 70 prendono soldi da Mosca.
Anche con Berlinguer, anche quando Berlinguer pone la “questione morale”, degli altri.
Da Mosca, da una potenza straniera e ostile. Dell’altra parte del Muro.
Leggete i libri e le ricerche di Cervetti, Zaslasky, Riva e tanti altri ormai.
Cioè, fra l’Occidente e Mosca, stavano con Mosca.
E nel 56 di cui parla la Berlinguer, l’Unità celebra Stalin, nel giorno della morte, come il grande padre di tutti i lavoratori del mondo.
Mentre il PCI era legato, legatissimo, ad un fedelissimo di Stalin, uno che se fosse stato per Stalin, sarebbe rimasto a Mosca, in posti di grande rilievo e potere. Uno che ha avuto responsabilità dirette negli eccidi sovietici, che ha avuto la responsabilità di nasconderli, per decenni, in Italia.
Togliatti. Il migliore, per i comunisti di sempre.
E sino agli anni 80, in alcune sezioni anche adesso, le facce di Stalin e di Lenin e di Marx e o
di Togliatti riempivano i muri delle sedi comuniste, poi diventate sedi del PDS sino ai Ds, poi Pd.
Non hanno portato la dittatura in Italia?
Grazie non a loro, ma grazie agli accordi di Yalta, grazie agli americani, grazie ai democristiani, grazie ai socialdemocratici eroici di Saragat, grazie ai socialisti del dopo 56, grazie ai repubblicani, grazie ai liberali.
Che i comunisti hanno raso al suolo con Mani Pulite.
Mani Pulite!!!
Si dice, ma quello era il passato, i comunisti non ci sono più, poi sono diventati democratici, democratici di sinistra, poi Pd.
E’ vero.
Ma quello, quel passaggio, è stato il tempo, pensateci, dove hanno dato il peggio di loro.
Il peggio.
Quando, cambiando nome, hanno messo in campo il peggio associabile a quel nome.
Il raggiungimento del potere con la violenza.
La “rivoluzione” giudiziaria.
Non avevano mai osato farlo prima.
Lo hanno fatto quando sembrava potessero
essere definitivamente sconfitti dalla storia.
L’istinto della “ditta”. È stato violento. Stalinista.
Anche con alcuni di loro, o fra loro, che hanno cercato di essere diversi da loro.
Non possono dirsi anticomunisti.
E’ evidente. Non possono.





