
di Giovanni Bernardini
La signora Paola Cortellesi ha stabilito che “Biancaneve” è una fiaba “sessista”. La bella Biancaneve infatti fa da colf ai sette nani e alla fine viene salvata da un baldo principe azzurro, tutte cose profondamente sessiste che relegano la donna in un ruolo subordinato.
Evitiamo ogni commento sul razzismo strisciante di chi considera vergognosa la professione della colf e sulla giustezza o meno di considerare sessista l’aiuto che un uomo può prestare ad una donna in difficoltà. Se è sessista il principe azzurro che risveglia Biancaneve lo è altrettanto un giovanotto che soccorre una fanciulla aggredita da un bruto che intende stuprarla… la stupidità del politicamente corretto supera ogni limite.
Questi però a ben vedere le cose sono semplici dettagli. Dietro a tanta pochezza c’è qualcosa di più profondo, grave ed inquietante. C’è la pretesa di trasformare tutta la letteratura, anzi, tutta l’arte in una sorta di galleria del politicamente corretto.
Le vicende narrate nella letteratura dovrebbero adeguarsi agli schemi del politicamente corretto, i personaggi di racconti, romanzi, drammi, commedie, opere liriche dovrebbero pensare ed agire come gli attuali “eroi” dell’ideologia politicamente corretta, ogni deviazione da questo schema sarebbe sessista, razzista, sciovinista, islamofoba e chi più ne ha più ne metta.
Partendo da simili presupposti sarebbero sessiti oltre che sciovinisti i poemi omerici, sarebbe sessista oltre che islamofoba la Divina commedia, sarebbe sessista quella splendida poesia che è “A Silvia” di Leopardi, sarebbero sessiste quasi tutte le tragedie di Shakespeare, per non parlare dell’ignobile sessismo che caratterizzerebbe un romanzo come “I Promessi Sposi”. Tutte o quasi le grandi opere liriche sarebbero inoltre sessiste, allargando un po’ il discorso sarebbero “razzisti” tutti i quadri che rappresentano Gesù bianco e sarebbe sessista la “Pietà” di Michelangelo che relega la donna nel ruolo di madre sofferente.
Per farla breve, usando i criteri della signora Cortellesi sarebbe sessista tutta o quasi l’arte occidentale. Dovremmo leggere solo l’immortale opera della signora Murgia e del signor Saviano, potremmo guardare solo i film della signora Cortellesi. Fantastica prospettiva!
Val la pena di sottolineare una cosa: il sessismo che fa tanta paura ai fanatici del politicamente corretto non è a ben vedere le cose universale, non riguarda tutte le culture, solo quella occidentale. Si, perché Biancaneve è sessista, ma non sono sessiste le lapidazioni e le fustigazioni delle adultere, il velo ed il burka, la polizia morale, gli stupri delle donne israeliane da parte dei militanti di Hamas, l’infibulazione, i matrimoni combinati, le condanne a morte degli omosessuali. Di fronte a queste cosette chi accusa di “sessismo” Biancaneve di solito tace, o emette qualche flebile belato di rispettosa critica.
Val la pena di ripeterlo: il politicamente corretto è il cancro dell’occidente.





