Nonostante alla fine del mese di novembre il debito pubblico si sia ridotto di circa 13 miliardi, l’indebitamento del nostro Paese continua a crescere al ritmo di 100/200 miliardi l’anno (200 nel 2023 quando è arrivato a sfiorare i 2.900 miliardi), ma per dire che scende noi lo misuriamo con il rapporto percentuale col PIL (Prodotto Interno Lordo) il cui leggero calo è però dovuto all’aumento dell’inflazione e nonostante questo ci vantiamo dicendo di essere più bravi della Germania… il cui debito pubblico è però pari al 67% del PIL contro il nostro 140%.
Nel frattempo sciupiamo in finanziamenti a pioggia i soldi del PNRR anziché destinarli a investimenti produttivi che potrebbero migliorare i conti pubblici, per migliorare i quali c’è chi propone invece una patrimoniale dell’1% per ottenere una mancetta da 50 miliardi da sperperare anch’essa in modo improduttivo dopo che neanche i 270 miliardi raccolti in una dozzina d’anni con l’IMU introdotta dal governo Monti sono riusciti nell’intento di contribuire al risanamento di detti conti.




