
Israele non assumerà il controllo amministrativo della Striscia di Gaza al termine dell’operazione militare in corso, lanciata il 7 ottobre 2023 dopo l’attacco del movimento islamista palestinese Hamas nello Stato ebraico.
Lo ha dichiarato il ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant, durante un’ispezione al confine con l’enclave palestinese.
“Nella Striscia di Gaza vivono i palestinesi, quindi i responsabili (amministrativi) saranno palestinesi, a condizione che non siano ostili allo Stato di Israele”, ha aggiunto.
Secondo un’indiscrezione pubblicata il 2 gennaio sull’emittente israeliana “Kan”, nel corso di una riunione a porte chiuse della commissione Esteri e sicurezza del parlamento, Gallant avrebbe dettagliato un piano in diversi punti per lo scenario post bellico.
In particolare, dopo la guerra, “Hamas non deve rappresentare una minaccia alla sicurezza e non deve controllare Gaza, mentre Israele manterrà la capacità di operare nella Striscia senza limitazioni”. Nella prima fase, il controllo di Gaza sarà esercitato dai p Il terzo punto del piano prevede che una task force multinazionale composta da Stati Uniti, Europa e Paesi arabi moderati si assuma la responsabilità della riabilitazione economica e infrastrutturale di Gaza. Infine, per quanto riguarda il valico di Rafah – punto di transito tra l’Egitto e Gaza – “Israele ed Egitto condurranno un’operazione congiunta in collaborazione con gli Stati Uniti per garantire un efficace isolamento del confine tra Gaza e l’Egitto, avvalendosi della tecnologia e del controllo congiunto sull’ingresso delle merci”.
In particolare, dopo la guerra, “Hamas non deve rappresentare una minaccia alla sicurezza e non deve controllare Gaza, mentre Israele manterrà la capacità di operare nella Striscia senza limitazioni”. Nella prima fase, il controllo di Gaza sarà esercitato dai palestinesi non ostili a Israele e vi saranno “comitati locali”.
Il terzo punto del piano prevede che una task force multinazionale composta da Stati Uniti, Europa e Paesi arabi moderati si assuma la responsabilità della riabilitazione economica e infrastrutturale di Gaza. Infine, per quanto riguarda il valico di Rafah – punto di transito tra l’Egitto e Gaza – “Israele ed Egitto condurranno un’operazione congiunta in collaborazione con gli Stati Uniti per garantire un efficace isolamento del confine tra Gaza e l’Egitto, avvalendosi della tecnologia e del controllo congiunto sull’ingresso delle merci”.





