Inizialmente era un’azienda del gruppo Fiat. Successivamente viene venduta al fondo speculativo Melrose e continua a produrre semiassi per autovetture e fatturare per il gruppo Fiat. Balzerà agli onori della cronaca per aver licenziato i 422 dipendenti con un clic di Pec (Posta Elettronica Certificata). Dopo un tentativo illegale di licenziamento senza alcun preavviso, inizia in azienda la mobilitazione dei lavoratori, con un’assemblea permanente.
Il collettivo dei lavoratori costituisce la SOMS ( Società Operaia di Mutuo Soccorso ) con l’appellativo “Insorgiamo”, che rappresenta il motto dei partigiani fiorentini. Il movimento dei lavoratori Gkn non si limita alla semplice occupazione, ma avvia tutta una serie di riflessioni e di contatti miranti alla definizione di piani di riconversione industriale. Un primo piano riguarda la tradizionale produzione dei semiassi, mentre un secondo piano di riconversione industriale è molto più articolato.
Tale secondo piano prevede lo studio, lo sviluppo e la produzione di pannelli fotovoltaici, pannelli solari e batterie, cicli, cargo-bike, motocicli, risciò a pedalata assistita con alimentazione anche solare, componenti accessori per il settore automobilistico e dei veicoli industriali e articoli tecnici in genere.
Si decide di costituire una proto – Cooperativa denominata GFF, che vede impegnati 9 futuri soci lavoratori e 5 soci sovventori, con l’obiettivo di convertire l’ex Gkn in una fabbrica sostenibile e socialmente integrata. Accanto al primo sovventore , rappresentato proprio dalla SOMS “Insorgiamo”, viene lanciata la campagna per la prenotazione delle azioni della Cooperativa GFF, indirizzata sia ai lavoratori e sia a semplici cittadini, enti e istituzioni nazionali e internazionali.
Si decide di fare ricorso alla legge del 27/2/ 1985 n. 49, nota come “legge Marcora”, dal nome del suo propugnatore, già ministro dell’Industria nel governo guidato dal senatore del PRI Giovanni Spadolini, ma approvata durante il primo Governo Craxi. La legge ha per oggetto: “Provvedimenti per il credito alla Cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli occupazionali”, con la costituzione di un fondo destinato alla salvaguardia dell’occupazione attraverso la formazione di cooperative tra dipendenti di aziende in crisi.
Il fondo è attualmente gestito da CFI -Cooperazione Finanza Impresa – che, in qualità di investitore istituzionale, utilizza le risorse conferite dal Ministero delle imprese e del made in italy (ex Ministero dello Sviluppo Economico) per finanziare la crescita di imprese cooperative attraverso una combinazione di linee di intervento in capitale sociale e in capitale di credito. La CFI, dal 1986, hanno di costituzione, al 31/12/2022 ha sostenuto 586 cooperative permettendo di salvare e creare 27.205 posti di lavoro.
Al capitale sociale di CFI concorrono il citato Ministero delle imprese e del made in italy, Invitalia, fondi mutualistici di AGCI, Confcooperative, Legacoop e 393 imprese cooperative. Il caso della ex Gkn rappresenta un significativo esempio di come i lavoratori sono impegnati a salvare la fabbrica dal basso, con la proposta di azionariato popolare, che rappresenta un precedente di grande valore sociale, al quale guardare con grande interesse, esprimere sentita solidarietà e partecipare in concreto con la sottoscrizione delle azioni della Cooperativa GFF.
Auguriamo ai lavoratori della ex Gkn un futuro positivo sotto ogni aspetto. Tale iniziativa di azionariato popolare può costituire l’esempio di come riconvertire una industria che licenzia, unendo clima e lavoro.
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