Home Economia e finanza EUROPA, L’ECONOMIA BLOCCATA DALLE CONTRADDIZIONI

EUROPA, L’ECONOMIA BLOCCATA DALLE CONTRADDIZIONI

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di Ugo Busatti

“Doppio legame”, questa la definizione dello studioso britannico Gregory Bateson per indicare quella situazione in cui, trovandosi davanti a due messaggi tra loro contraddittori, l’azione si blocca. Oggetto del suo studio, l’economia europea e la sua reazione schizofrenica alle crisi in corso.
Da un lato l’Europa, che vuole continuare nella grande abbuffata per le imprese ( del resto a cos’altro serve se non a questo?) sotto l’ombrello della necessitá di una sostenibilitá ambientale. E dall’altro la stessa Europa ci vincola nelle spese.
E mette regole, paletti, obblighi nel piú completo disprezzo dell’ambiente, al contrario di quello che sostiene a parole ( e purtroppo a fatti). Al pulito ed economico gas russo trasportato con i gasdotti, oggi ci obbliga a comperare gas molto piú caro trasportato da navi altamente inquinanti, per non parlare dei rigassificatori. Per esempio.
Ma il problema é molto piú grave. Per l’Italia. Siamo stritolati dal debito, che la UE si premura di rendere ancora piú alto con il PNRR, la grande abbuffata sulle spalle della next generation, che dovrá restituire i soldi gettati nelle tasche di amministratori pubblici ed imprese private e sperperati in riforme di facciata.
Dall’1 gennaio del 1999 al 31 dicembre 2022, il debito pubblico italiano è cresciuto di oltre 1.462 miliardi di euro. E, udite udite, in questi ultimi 24 anni, abbiamo pagato ai creditori qualcosa come circa 1.707 miliardi per gli interessi. E ci prepariamo a pagarne 360 miliardi da quest’anno al 2026, come riportato dal ministero per l’economia.
Il miracolo economico dal 1950 al 1970, ha visto un debito al 35% medio del PIL, si comperavano case, e si viveva bene con ottimismo. Oggi abbiamo sempre meno servizi, sempre piú tasse dirette o camuffate ( revisioni auto, certificati ambientali, obblighi assicurativi, oboli energetici etc etc) e soprattutto un debito pubblico dovuto non a spese per investimenti, ma a interessi che vanno soprattutto a banche e fondi ( per la metá stranieri). Inoltre siamo in balia dei mercati. Che se gli gira il chiccherone, si mettono a speculare e allora le previsioni giá apocalittiche diventeranno carta straccia.
Si stava decisamente meglio quando si stava peggio.

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  • Redazione

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