Chi scrive ha sempre preferito la letteratura di spionaggio britannica con Graham Greene o John Le Carrè a quella statunitense con Tom Clancy, in quanto i ragazzi snob di Vauxhall Cross si ritengono più capaci ed intelligenti dei muscolari cow boys di Langley. Circa la cinematografica, tuttavia, film come “I 3 giorni del Condor” o “La Talpa” restano capolavori statunitensi ed anglosassoni. Si scrive che al contempo il “noir” francese ha sempre avuto il suo fascino. Film come “Nikita” di Luc Besson con protagonisti i simpaticoni del Dg si o come” Secret Defense” girato nell’amatissima Beirut od ancora “Agents Secretes” con la bellissima Monica Bellucci e l’ardimentoso Vincent Cassel con protagonisti i raffinati del Dg se hanno il loro valore. Bene. La rivista Formiche.net, rivista patinata, colta, nella sezione nominata “James Bond” nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo sulle scelte di Macron per i vertici dei servizi segreti di Oltralpe. Formiche.net, come Limes, ha indubbie qualificate e competenti “fonti” per poter produrre articoli così accurati. L’articolista, il professor Carrer con una carriera all’ISPI, ci rende edotti che Macron ha nominato come nuovo direttore del Dgse Nicolas Lerner, 45 anni, proveniente dai vertici del Dgsi al posto di Bernard Emie’ diplomatico di lungo corso. Ai vertici del Dgsi una donna, Celine Berthon, 47 anni, di professione poliziotta. La novità, perché tale è, che per la prima volta un alto dirigente del Dg si diviene direttore del Dgse per tradizione ruolo ricoperto da diplomatici od ammiragli come tradizione ereditata dallo Sdece. L’articolo si dilunga citando le 7.000 unità del Dgse a cui forse si dovrebbero aggiungere un numero doppio per il Dgsi. Le valutazioni, e lo si scrive da semplice lettore di libri a narrazione a tema, forse sono altre. Come spiegano i professori ed analisti, quelli bravi che forse neanche il militare hanno fatto, la polizia giudiziaria sta alla magistratura come i servizi segreti stanno alla politica. E di politica sempre trattasi per le attività delle Agenzie. Il Dg se e prima lo Sdece ha sempre operato in Europa ma soprattutto in Africa, in Medio Oriente fino all’Indocina seguendo le direttive di politica estera dell’Eliseo. Oggi, indipendentemente da successi od insuccessi, la politica estera francese è mutata perdendo importanti aree di influenza soprattutto in Africa. A fronte di ciò le tensioni interne aumentano con l’incremento della instabilità sociale ed economica e forse questa potrebbe essere una corretta chiave di lettura per scelte così importanti. Va dato atto che le scelte premiano la giovane età dei 2 nuovi direttori, segno di coraggio e lungimiranza nella costruzione di classe dirigente. Il nostro amato Presidente Emerito Francesco Cossiga, nome in codice “gatto sardo”, in un delle sue ultime interviste ebbe modo di citare i “cugini francesi ” a proposito della individuazione del loro capo centro a Roma, a memoria un giornalista di cui il “sornione” Cossiga aveva dimenticato il nome in considerazione del fatto che, dato che amava andare in Francia, non voleva rischiare qualche incidente automobilistico. Si vedrà cosa succederà. Si dimenticava…i “cugini francesi ” ancora ricordano gli Uomini di Mattei, quelli che chi scrive cita come aventi al seguito penna Bic e ’34, ma forse ancora ricordano qualcosa successo in Niger, oltre alla Tunisia, dove il nostro grande ammiraglio Martini realizzò un capolavoro. Auguri ai novelli “Agents Secretes”.
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