Home Politica estera IRAN MINACCIA L’OCCIDENTE: “CHIUDEREMO IL MEDITERRANEO”

IRAN MINACCIA L’OCCIDENTE: “CHIUDEREMO IL MEDITERRANEO”

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Un comandante delle Guardie della Rivoluzione iraniana ha affermato che il Mediterraneo potrebbe essere “chiuso” se gli Stati Uniti e i loro alleati continuassero a commettere “crimini” a Gaza.

Lo riferisce la Reuters sul suo sito.

“Dovranno aspettarsi presto la chiusura del Mar Mediterraneo, dello Stretto di Gibilterra e di altri corsi d’acqua”, ha detto Mohammad Reza Naqdi, comandante dei pasdaran citato da Tasnim. L’Iran non ha accesso diretto al Mediterraneo e non è chiaro come possa tentare di chiuderlo, anche se Naqdi ha parlato di “nascita di nuove potenze di resistenza e chiusura di altre vie d’acqua”.

“I palestinesi hanno vinto l’attuale guerra di Gaza perchè hanno rivelato la falsità delle affermazioni degli Stati Uniti e dei paesi occidentali in difesa dei diritti umani”. Lo ha dichiarato il leader iraniano Ali Khamenei, aggiungendo che gli Usa e i loro alleati “hanno perso la faccia” dopo aver “sfacciatamente posto il veto alla risoluzione” del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla cessazione degli attacchi israeliani. “Oggi nessuno fa differenza tra il regime sionista, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna”, ha aggiunto. “Indubbiamente, il regime usurpatore e ostile di Israele sarà sradicato dalla terra. Ciò accadrà sicuramente in futuro”, ha sottolineato il leader iraniano.  

La Marina militare iraniana è composta da circa 18.000 uomini tra le forze regolari. Esse hanno delle dotazioni di rango ristretto e possono contare solo su otto fregate – di cui tre sole recenti e un’altra in consegna – 14 motomissilistiche, tre sommergibili a propulsione convenzionale di costruzione russa, affiancati da 20 sommergibili costieri più piccoli. 

La componente aerea equivale a circa dieci aerei da pattugliamento e ad un numero ridotto di elicotteri. Gli aerei da combattimento iraniani – circa 250 – non sono di recente produzione ma comunque possono garantire delle capacità operative non trascurabili[1].

Alla Marina di bandiera vanno aggiunte le forze dei Pasdaran, aventi circa 20.000 uomini.

Queste ultime posseggono un migliaio di imbarcazioni di piccole dimensioni a basso dislocamento, con autonomia limitata. Mezzi che, però, sono dotati di missili a corto raggio e sono in grado di collocare mine magnetiche sugli scafi-obiettivo. 

Seppur ufficialmente distinte, la commistione politico-operativa tra le forze della Marina regolare e quella dei Pasdaran è inevitabile e appurata. 

Nonostante siano integrate tra loro, renderle apparentemente indipendenti è fondamentale per Teheran. Ciò implica la possibilità di armare o coordinare una forza parastatale, senza dover necessariamente rispondere di tali azioni nel contesto internazionale. Indubbiamente, questa strategia non svincola l’Iran dall’essere direttamente accusato di eventuali attacchi condotti dai Pasdaran. Pertanto, possiamo collocare tale scelta nella sfera della deterrenza.

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  • Redazione

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