Home Opinioni MORIRESTE PER LA PATRIA?

MORIRESTE PER LA PATRIA?

0

di Ugo Busatti
“Morireste per la Patria?” Articolo sul Riformista che vale la pena di commentare.
“Noi non siamo più abituati alla guerra o, per meglio dire, alla competitività internazionale capace di degenerare in violenza.” Giusto, le guerre non sono motivate dai “princípi” come ci vogliono far credere, ma dagli interessi piú luridi di pochi. Questo é quello che succede senza se e senza ma. Interessi.
Andiamo avanti. “Questo esempio (la domanda morireste per la patria) ci deve far riflettere su un sistema scolastico che abitua gli studenti a vedere, giustamente, il mondo come dovrebbe essere; ma senza fare i conti col modo in cui si manifesta davvero”. E anche questo é vero. O almeno dovrebbe. Si dice che la scuola insegna ideali e non come realmente é. Io non so se la scuola veramente fa questo, mi sembrerebbe troppo bello per essere vero, ovvero insegnare a capire quello che dovrebbe essere e non quello che é. Ma quello che mi spaventa é che ció, ammesso che sia vero, venga criticato.
“È come se esistesse una sorta di influenza positivista all’interno della nostra mentalità, la quale ci spinge a categorizzare tutto e a dover trovare forzatamente un lato giusto e un lato sbagliato. Nulla di più lontano dal funzionamento delle relazioni internazionali; nelle quali la parola chiave non è colpa ma interesse. “E questo modo di funzionare nelle relazioni internazionali deve essere perpetrato? E qui viene il bello nell’articolo in questione:
“La gioventù è il bacino di partenza che alimenta le università, dalle quali fuoriesce la classe dirigente capace di contribuire anche alla formazione della politica estera di un paese. Che succede se la mentalità, e l’approccio, di un paese diventa idealistico? Che succede se il rifiuto del cinismo de facto in virtù di inapplicabili precetti morali si fa metodo rigido e aprioristico? Il rischio è di produrre una politica estera inconcludente e marginale, che è il tipo di situazione costantemente sfiorata sia dall’Italia sia dall’UE negli ultimi anni”.
A parte che la UE e l’Italia in politica estera stanno pazziando, come si direbbe a Napoli, e nella direzione sbagliata sostenendo la guerra contro la Russia, che invece dovrebbe essere il nostro miglior partner per motivi energetici, di materie prime, ambientali e culturali. Indebitiamo le generazioni future per aprire le adesioni a nazioni che sono ben lontane dagli “standard ideologici” falsamente e ipocritamente portati avanti dalla UE.
Ma al di lá di queste considerazioni che denunciano solo la mancanza di statisti in Europa, dobbiamo educare i giovani al cinismo della politica e non all’idealismo dei grandi pensatori? Non dovremmo educare la futura classe dirigente al concetto che la competitivitá a tutti i costi genera guerre immotivate, mentre la strada da seguire é la cooperazione a tutti i costi? Non ingenui bambocci trallallero trallalá che dicono di mettere i fiori nei cannoni, ma consapevoli dirigenti che sanno vedere le opportunitá offerte dalla collaborazione internazionale, e che si adoperano per seguire tale strada. Un diverso pragmatismo.
Ma per l’estensore dell’articolo del Riformista dovremmo insegnare ai giovani cosa é la Realtá attuale, in modo che anche domani (se esisterá un domani) si continuerá a combattere e perdere la vita per difendere gli interessi di certi, contrabbandati come valori e interessi di tutti.
 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui