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CAMMINARE COMUNQUE VERSO LA SPERANZA

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di Ugo Busatti
Un altro anno sta lentamente passando e lascia dietro di se’ una infinita scia di tragedie che sembra non abbiano più fine.
È interessante che in inglese esistano, tra gli altri, due tempi verbali che si definiscono “past continuous” e ” future continuous”. Tradotto letteralmente sarebbero ” Passato e futuro continuo”. Interessante non è quello che vogliono significare grammaticalmente, anche noi li usiamo, ma come vengono definiti. È filosoficamente rilevante.
La nostra vita è tutta lì, nel passato e nel futuro continuo. Siamo quello che siamo stati, e viviamo comunque di aspettative. Il presente fugge veloce, anzi, filosoficamente non esiste.
Cosa c’è prima o dopo nessuno lo sa con certezza. Forse nulla, o chissà. Dunque, dovremmo concentrarci sul tempo che ci è dato di passare quaggiù. La speranza che esista un ” lassù ” serve a consolarci dei problemi infiniti che ciascuno di noi vive. Ma dovremmo trovare sempre dentro di noi la forza per rendere la nostra vita migliore e più accettabile.
La cosa assurda è che esistano delle organizzazioni che non è esagerato definire criminali, che in nome della “difesa” di “interessi superiori” o di non meglio identificati “valori”, possano disporre delle nostre vite.
Gli Stati dovrebbero essere fautori di serenità e benessere per i cittadini, i quali contribuiscono, ciascuno con le proprie disponibilità, a rendere la nostra permanenza su questa terra migliore.
Si deve ripartire dal singolo ed abbandonare il mantra dello sviluppo ad ogni costo per abbracciare quello dello sviluppo sostenibile ambientalmente ma soprattutto psicologicamente.
Questo è il messaggio, non del tutto compreso, di SEI (Stato Etico Italiano). Avere la forza di dire che quello che conta è la vita di ciascun cittadino e che lo Stato deve fornire una base di certezze grazie alle quali ciascuno possa sviluppare la propria personalità.
Si potrebbe fare. Anche a costo di qualche sacrificio personale. Ma il risultato sarebbe sorprendente.
Io sto continuando questo cammino molto solitario e ve ne faccio una cronaca. Spero che i segni che vedo ogni tanto di apprezzamento possano condurre da qualche parte.
In ogni caso confermo che ci credo, e che andrò avanti anche se come i matti, parlerò da solo.

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  • Redazione

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