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LA MELONI COME LA DC

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di Gianvito Caldararo
La Meloni va al concreto e cerca di accrescere il consenso elettorale, sia con una efficace attività di comunicazione e relazioni, ma soprattutto instaurando forti legami con alcuni bacini elettorali. Quello interamente conquistato. la famosa corazzata della Federazione della Coldiretti, l’associazione che aggrega i coltivatori diretti italiani. La Coldiretti è la più potente e forte associazione del mondo agricolo. Infatti, i numeri della Coldiretti sono molto significativi. Ad Oggi conta ben 1,5 milioni di iscritti e ben 340 mila aziende.
La Meloni ha affidato il ministero dell’Agricoltura al cognato Lollobrigida, i quale ha instaurato un solido rapporto sia con il presidente, Ettore Prandini, figlio dell’ex ministro democristiano, ma soprattutto con il potente segretario generale, Vincenzo Gesmundo, artefice di aver introdotto la Coldiretti in importanti operazioni finanziarie con colossi come l’Eni, l’istituto bancario Intesa-Sanpaolo, Cattolica Assicurazioni e con Bonifiche Ferraresi, la prima azienda agricola italiana per estensione. Gesmundo è stato anche l’artefice di aver realizzato la importante iniziativa denominata “Campagna Amica”, la rete dei mercati nei quali vengono posti in vendita diretta i prodotti dei coltivatori diretti.
Nel passato tutti i presidenti del Consiglio hanno tentato di far entrare nella propria orbita la Coldiretti. Il presidente Conte del M5S, che come noto si presentò come ” un presidente agricolo “, assunse il provvedimento di inserire l’agroalimentare tra i settori strategici, alla stregua dei settori della difesa e delle Tlc, cioè delle Telecomunicazioni. Con tale inserimento l’agroalimentare fu sottoposta alla tutela della Golden Power, cioè lo strumento normativo che permette al Governo del Paese di bloccare o apporre particolari condizioni a specifiche operazioni finanziarie, che ricadono nell’interesse nazionale.
Fu il Governo guidato da Draghi, come ricorda il giornalista Filippo Santelli del settimanale Il Venerdì “che applicò tale strumento per impedire l’acquisizione della multinazionale italiana dei semi” Verisem “da parte del colosso svizzero della chimica “Syngenta”, che a sua volta era controllata da un’azienda di Stato cinese. I semi italiani sono salvi, esulta Coldiretti. Ma l’azione più incisiva a tutela degli interessi della potente Coldiretti è proprio il Governo guidato dalla Meloni, che compie la prima uscita istituzionale visitando il villaggio Coldiretti e assegna al ministero dell’Agricoltura anche la denominazione della “sovranità alimentare”. E in tale direzione, a tutela degli allevamenti dei coltivatori diretti, arriva ad approvare una legge che vieta la produzione di carne coltivata in vitro, anche se tale “carne artificiale” –  come viene appellata da Coldiretti – in Europa non è ancora autorizzata.
Anche nella revisione del PNRR le risorse riservate al settore agricoltura sono state significativamente aumentate fino all’importo di ben 6,5 miliardi di euro. Diversi progetti presentati per l’utilizzo dei fondi del PNRR sono di organismi e gruppi di imprese e di esponenti e personaggi in simbiosi con la Coldiretti. Si parla che è in corso di presentazione anche una proposta di progetto tra Coldiretti e BF(Bonifiche Ferraresi) connesso al famoso “Piano Mattei”, cioè il grande disegno ipotizzato dalla Meloni per il continente africano.
Anche nel ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare si è insediato un autorevole esponente della Coldiretti, si tratta della recente nomina di Raffaele Borriello, già responsabile dell’area legislativa di Coldiretti, a capo di gabinetto del ministro Lollobrigida. Se il presidente Conte puntava ad un lieve fidanzamento con la Coldiretti, Giorgio Meloni, grazie al solido rapporto instaurato con il presidente Prandini e il segretario generale Gesmundo, punta a realizzare il solidissimo ed organico rapporto che la Coldiretti aveva con la balena bianca, cioè la DC, nella quale contava un nutrito gruppo di parlamentari.
E mentre Salvini, subisce un vero flop nell’incontro con i leader sovranisti europei, la Meloni miete consensi nel mondo agricolo, sia dei coltivatori diretti che negli imprenditori di Confagricoltura. Le elezioni europee del 2024 saranno per entrambi la cartina al tornasole. Si vedrà a chi dei due la cartina si colorerà più intensamente. Le previsioni sono a favore di Giorgia Meloni, che con la manifestazione di Atreju 2023 ha puntato al respiro internazionale della stessa e di portare in scena ” l’orgoglio italiano “. Alla manifestazione di Fratelli d’Italia non ha partecipata, anche se invitata, la segretaria del PD, Elly Schlein. Si discute se la Schlein ha fatto bene o male a non partecipare e se la sua scelta porterà più fortuna a lei o alla Meloni.
Il riscontro si avrà dal voto alle europee del 2024.

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