Home Politica STALIN, I GULAG E I “FUCILIERI” DEL PROGRESSIMO STALINISTA

STALIN, I GULAG E I “FUCILIERI” DEL PROGRESSIMO STALINISTA

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Ieri ricorreva la morte di Pavel Aleksandrovič Florenskij, matematico, filosofo e mistico russo, fatto fucilare da Stalin nel giorno dell’Immacolata.

Quando si affronta la storia del Novecento, per onestà intellettuale, si devono mettere nel conto degli orrori quelli del nazismo, quelli del fascismo e anche quelli del comunismo.

Le dittature e gli orrori non hanno giustificazione ideologica.

Si devono mettere in conto i lager, i gulag, le foibe a anche le atomiche sul Giappone.

Stalin equivale a Hitler? Si, ma a chi dobbiamo paragonare il democratico americano Harry S. Truman, il quale decise di far sganciare la prima bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945 e la seconda su Nagasaki il 9 agosto?

Se si imputano oggi a Putin gli orrori dei bombardamenti in Ucraina non si devono dimenticare quelli degli Alleati sulla Germania, con le città rase al suolo.

Queste sono il Male. Quelle erano il Bene?

Quando si parla di deportazioni non si devono dimenticare quelle di Tito nei confronti degli italiani.

Gli esempi potrebbero continuare.

La storia presenta sempre il conto, soprattutto quando, depositato il clamore delle fanfare dei vincitori, sottoposte a verifica le loro narrazioni e quelle dei loro tifosi, emerge la verità.

Ricordare la morte di Pavel Aleksandrovič Florenskij oggi significa fare i conti con la storia e anche con l’attualità di teorie che hanno costituito la base di crimini e che non sono solo il più identificabile razzismo, ma l’ateismo di Stato, il transumanesimo scientista cosmista, la cancellazione della cultura, l’imposizione di un pensiero unico politicamente corretto.

Stalinismo puro, amato dai fabiani.

Nella Russia sovietica di Stalin, ateismo, transumanesimo, cosmismo scientista, cancellazione della cultura, imposizione del pensiero unico politicamente corretto erano il fondamento di un’ideologia che andava ben oltre l’utopismo comunista, a dimostrazione che ogni utopia è madre di una dittatura.

Florenskij ha avuto, agli occhi indagatori degli atei cosmisti scientisti transumanisti dei vertici stalinisti, l’imperdonabile delitto di aver introdotto il rapporto tra fisica e metafisica, da scienziato e teologo, da matematico e da mistico. Rapporto sintetizzato in quel “metafisica concreta” ripreso oggi nel titolo dell’ultimo scritto di Massimo Cacciari (Metafisica concreta – Adelphi, pagine 424).

Oggi è in corso una “fucilazione” di massa, ossia il tentativo di passare dall’Umanesimo al transumanismo cosmista, che è l’estinzione dell’Umanità.

Dietro al progressismo, alla ideologia californiana woke, al cancel culture, al pensiero unico politicamente corretto, al transumanesimo proposto dalle élite tecnocratiche, si agitano gli stessi fucili stalinisti che tolsero la vita a Pavel Aleksandrovič Florenskij.

Il transumanismo, infatti, ha profonde radici nel cosmismo, una corrente filosofica sviluppatasi in Russia a partire dall’Opera comune di Nikolaj Fëdorov (1829-1903) e la cui caratteristica principale è l’idea di “evoluzione attiva” o “evoluzione autodiretta” della razza umana, con una visione ottimista sui destini e le potenzialità sconfinate dell’umanità, una mirabile fede nell’evoluzione e nello sviluppo inevitabili della conoscenza umana.

Gli aderenti del cosmismo scientista credono che gli uomini siano destinati a diventare un fattore decisivo nell’evoluzione cosmica, conquistando, trasformando e perfezionando l’universo, sconfiggendo la malattia e la morte e, infine, generando una razza umana immortale.

Con il termine “Cosmismo”, coniato verso gli anni settanta del XX secolo, s’indica un vasto movimento culturale nato e sviluppatosi in Russia a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Una corrente che unisce filosofi, scienziati ed artisti, che amalgama elementi radicati nella tradizione spirituale dell’anima russa con la scienza e la tecnica occidentale moderna. Una corrente sorprendentemente creatrice, fertile ed eclettica, che è stata capace di partorire ed influenzare alcune delle più importanti personalità russe del novecento, cresciuto in quell’humus culturale unico da cui è germogliata anche l’altra grande rivoluzione del tempo, l’ «assalto al cielo» del bolscevismo, influenzandosi reciprocamente. Le idee di Fëdorov ebbero influenza su molti personaggi dell’arte, delle filosofia, della letteratura e della politica.

Durante il periodo sovietico, specialmente nei primi anni rivoluzionari, questa corrente scientifico-filosofica-religiosa ricevette la stima, l’appoggio e l’entusiasmo non solo nella ristretta cerchia dei ricercatori scientifici, ma anche di personalità politiche che a volte sopprimendo, a volte alimentando una tendenza che parve quasi occultista, se ne resero in qualche modo protagonisti.

Storicamente è con il lavoro culturale di Aleksandr Gorskij (1886-1943) e Nikolaj Setnitskij (1888-1937) che ebbe inizio la transizione dal fedorovismo puro al cosmismo.

Nella Russia sovietica l’escatologia laica del sogno comunista si legava alla filosofia cosmista della seconda metà del XIX secolo, con cui condivideva il desiderio di costruire una nuova società caratterizzata da fondamenta scientifiche e da valori universali ed egualitari, individuando il cosmo quale obiettivo essenziale per riuscirvi.

Fëdorov si poneva in modo antitetico rispetto all’attività mistica-contemplativa, al ruolo passivo dell’uomo di fronte al mondo e alla natura e a chi cerca di porre limiti al campo d’azione del lavoro umano.

Il cosmismo scientifico – con le sue idee forza dell’“evoluzione attiva” e delle potenzialità cosmiche dell’umanità – è comunque una filosofia universale, e come tale lo è anche la sua eredità. Non sorprende quindi di ritrovare richiami al cosmismo anche in altre parti del mondo. Per esempio il ‘Manifesto Cosmista’ dello statunitense Ben Goertzel. In esso sono contenute 10 tesi cosmiste.

Manifesto Cosmista di Goertzel.

1) L’umanità si fonderà con la tecnologia, rapidamente ed in modo sempre più esteso e profondo. Questa è una nuova fase dell’evoluzione della nostra specie, che sta cominciando ad essere evidente ai nostri giorni. La divisione fra il naturale e l’artificiale sarà prima sfumata, e poi sparirà. Alcuni di noi continueranno ad essere umani, ma con un’espansione radicale e crescente delle opzioni disponibili, ed una diversità e complessità radicalmente aumentate. Altri cresceranno fino a divenire nuove forme di intelligenza, molto al di là del dominio umano.
2) Svilupperemo tecnologie di intelligenza artificiale cosciente e mind uploading. Il mind uploading permetterà di estendere indefinitamente la vita di quelli che sceglieranno di lasciarsi la biologia alle spalle (uploads). Alcuni uploads sceglieranno di fondersi con altri uploads e con intelligenze artificiali. Questo richiederà un ripensamento e una riformulazione della nozione di identità personale, ma saremo capaci di farvi fronte.
3) Raggiungeremo le stelle, e ci espanderemo nell’universo. Incontreremo altre specie nel cosmo, e ci fonderemo con loro. Potremmo anche raggiungere altre dimensioni dell’esistenza, oltre quelle di cui siamo attualmente consapevoli.
4) Svilupperemo realtà sintetiche interoperabili (mondi virtuali) capaci di contenere esseri coscienti. Alcuni uploads sceglieranno di vivere in mondi virtuali. La divisione fra realtà fisiche e sintetiche sarà prima sfumata, e poi sparirà.
5) Svilupperemo tecnologie di ingegneria spazio-temporale ed una “magia futura” basata sulla scienza, molto al di là delle nostre attuali comprensione ed immaginazione.
6) L’ ingegneria spazio-temporale e la magia futura permetteranno di realizzare, attraverso la scienza, molte delle promesse delle religioni—e molte cose meravigliose che nessuna religione ha mai sognato. Un giorno saremo capaci di resuscitare i morti “copiandoli al futuro”.
7) La vita intelligente diverrà il fattore principale nell’evoluzione del cosmo, e guiderà questo nelle direzioni volute.
8) Radicali progressi tecnologici ridurranno drasticamente la scarsezza delle risorse materiali, in modo da rendere possibile un’abbondanza di ricchezza, crescita ed esperienza, per tutte le menti che così desiderano. Nuovi sistemi di auto-regolazione emergeranno per mitigare la possibilità che la mente esaurisca, oltre ogni controllo, le vaste risorse del cosmo.
9) Nuovi sistemi etici emergeranno, basati su principi che includeranno la diffusione di gioia, crescita e libertà nell’universo, e anche su nuovi principi che non possiamo ancora immaginare.
10) Questi cambiamenti miglioreranno in modo fondamentale l’esperienza soggettiva e sociale degli esseri umani, delle nostre creazioni e dei nostri successori, portando a stati di consapevolezza personale e condivisa le cui meravigliose vastità e profondità andranno molto al di là dell’esperienza dei “vecchi umani”.

Non poteva piacere a Stalin e agli stalinisti e non può piacere oggi ai progressisti della religione atea californiana il filosofo delle “Porte regali”, introdotto in Italia da Elémire Zolla, il quale nella prefazione all’opera di Florenskij, scrive: “Mi sovviene appunto che soltanto Florenskij in tutta la filosofia europea sa formulare la natura dell’immagine propria del «mondo intermedio» con la precisione dei metafisici dell’Iran. Roberto Calasso mi suggerisce che Henry Corbin per tutta la vita è venuto cercando invano nei testi più reconditi della filosofia nostrana qualcosa di pallidamente analogo alla teoria immaginale degli illuminazionisti persiani recuperando appena appena la tenue idea della spissitudo spiritualis dei platonici di Cambridge; ma è qui, nelle pagine di Florenskij, che il fatale incontro con quei pensatori persiani avviene davvero”.

“Nella Filosofia del culto – commenta ancora Zolla – sarebbe stato esplorato e definito il «mondo intermedio», in base a una metafisica rifondata. Florenskij ripristina l’intellezione metafisica ma scoprendo che la scienza moderna si va adeguando a premesse metafisiche”.

I pensatori persiani ai quali si riferisce Zolla soni i Sufi, eredi dell’Accademia platonica e delle tradizioni eleusine e isiache.

Il cosmismo scientista, oggi pronto a invadere l’Occidente con i “fucili” del pensiero unico politicamente corretto, della cancel culture e di tutto il pattume woke, è stalinismo all’ennesima potenza e, soprattutto, è l’ennesimo tentativo di strappare le radici della Tradizione, per distruggere la vera essenza dell’essere umano.

I “fucilieri” dello stalinismo contemporaneo gridano al pericolo fascista per mascherare il loso stalinismo che non è altro che la prosecuzione di un’antica eliminazione delle radici, perché un essere umano eradicato è niente altro che un robot in mano alle élite tecnocratiche che intendono governare il mondo.

Rileggere (o leggere) Pavel Aleksandrovič Florenskij è oggi salute mentale e spirituale.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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