I dati dei ricercatori della Fondazione Leone Moressa
1,7 miliardi verso il Bangladesh. In crescita India e Sri Lanka, in calo l’Est Europa.
I risparmi degli immigrati.
Secondo i dati della Banca d’Italia elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, nel 2025 il volume delle rimesse inviate in patria dalle famiglie immigrate in Italia è stato pari a 8,6 miliardi.
Inoltre, utilizzando il modello della Banca d’Italia per la misurazione delle rimesse informali, si può stimare un flusso “invisibile” compreso tra il 15% e il 45%, che porterebbe il volume complessivo tra 9,9 e 12,5 miliardi.
Stabilizzazione post-Covid. Dopo il picco massimo del 2011, il volume delle rimesse ha subito un calo progressivo fino al 2017, per poi risalire fino al 2021.
Dal 2021 si registra una lieve risalita dei valori nominali, che però risulterebbero in calo in caso di rivalutazione. In ogni caso, negli ultimi tre anni i valori sono sostanzialmente stabili anche con la rivalutazione, arrivando nel 2025 a 8,6 miliardi.
Verso il Bangladesh quasi il 20% del denaro inviato. Osservando i dati 2025, il Bangladesh si conferma la prima destinazione con 1,7 miliardi di euro, pari al 19,6% del totale. Seguono India e Marocco, entrambi con poco meno di 600 milioni.
India e Bangladesh, in particolare, segnano trend in forte crescita negli ultimi dieci anni e nell’ultimo anno, mentre segnano il passo Marocco, Filippine, Pakistan e Romania.
Casi opposti: Georgia e Cina. Nell’ultimo anno sono in calo anche Romania, Senegal e Nigeria, mentre aumentano Perù e Georgia. Negli ultimi dieci anni la Georgia ha registrato un aumento di più di cinque volte, a fronte di una popolazione residente in Italia di appena 30 mila abitanti.
Fuori dalle prime 20 posizioni troviamo invece la Cina, verso cui nel 2011 e nel 2012 partivano oltre 3 miliardi, mentre nel 2025 registra appena 4 milioni di euro. Questi casi studio spiegano bene la variabilità di questi flussi e l’impatto di fattori geopolitici contingenti.
Valori pro-capite. Rapportando le rimesse alla popolazione straniera in Italia, mediamente ciascun cittadino immigrato invia in patria 134 euro al mese. Osservando le prime 20 comunità straniere presenti in Italia, i valori massimi si registrano tra i cittadini del Bangladesh (658 euro mensili pro-capite).
Anche le Filippine registrano valori superiori a 300 euro mensili pro-capite. Nettamente sotto la media, invece, i Paesi del Nord Africa (Marocco, Tunisia, Egitto) e quelli dell’Est Europa (Moldavia, Ucraina, Romania).
Il dettaglio territoriale. A livello territoriale, oltre un quinto delle rimesse parte dalla Lombardia (1,9 miliardi).
La seconda Regione è il Lazio, con 1,4 miliardi. Segue l’Emilia-Romagna, con poco più di 800 milioni inviati nel 2025. A livello di singole province, Roma sfiora la soglia di 1,2 miliardi di euro inviati nel 2025; segue Milano, con 944 milioni: un quarto di tutte le rimesse italiane parte da queste due città. Seguono Napoli e Torino, rispettivamente con 489 e 263 milioni di euro.
Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa: le rimesse inviate in patria dagli immigrati residenti in Italia si confermano uno strumento fondamentale di sostegno alle famiglie nei Paesi d’origine e contribuiscono a soddisfare bisogni di base e sostenere piccole spese straordinarie, come ad esempio spese sanitarie o scolastiche.
Nel 2025 il volume complessivo ha raggiunto 8,6 miliardi di euro, ben al di sopra rispetto alla spesa italiana per la cooperazione internazionale allo sviluppo (circa 6 miliardi)”.
In collaborazione multimediale Fondazione Leone Moressa





