
A guardarla bene, la vittoria del socialista musulmano Zohran Madmani a sindaco di New York è un bel regalo a Donald Trump, perché fare, come stanno già facendo, del musulmano socialista la nuova bandiera del progressismo facilita la narrazione Maga: i Dem sono un partito radicalizzato a sinistra, un partito woke.
Che a New York dovesse vincere il Partito Democratico era scontato. Alle elezioni presidenziali dello scorso anno Kamala Harris aveva preso l’80% dei voti. La Grande Mela è sempre stata Dem.
Quello che non è scontato è il confronto interno ai democratici, con una sinistra radicale woke che si sta misurando con la parte moderata e centrista.
Zohran Madmani è la perfetta immagine del “pericolo comunista e islamico” rappresentato dall’Asinello da propagandare in lungo e in largo.
Avvertiamo i progressisti italiani che non ha vinto il Pd, quello della Elly Schlein, la quale faceva campagna elettorale per Barack Obama. Ha vinto una mina vagante per Il Pd Usa.
Calati i coriandoli e gli applausi della sinistra benedicente italiana per la vittoria di Zohran Mamdani alla carica di sindaco di New York, la politica deve fare i conti con la realtà.
E la realtà è che non è stato sconfitto Donald Trump, come si vuol far credere, ma il Partito democratico, perché l’altro candidato, quello sconfitto, è Andrew Cuomo, uomo del Partito democratico moderato e centrista. Andrew Mark Cuomo è un politico e giurista statunitense, governatore dello Stato di New York dal 1º gennaio 2011 al 24 agosto 2021, il quale ha ricoperto anche l’incarico, sempre per questo stesso Stato, di procuratore generale.
Il democratico socialista Mamdani ha vinto con un ampio vantaggio sul democratico centrista moderato Andrew Cuomo in un’elezione che ha visto un’affluenza record, la più alta dagli anni 1960. A votare sono infatti stati circa 2 milioni di newyorkesi e il socialista democratico ha incassato ben oltre un milione di preferenze, battendo in scioltezza l’ex governatore. Una sconfitta che per Cuomo quasi sicuramente indica la fine della sua carriera politica.
Cuomo è il figlio di Mario Cuomo, famosissimo esponente dei Democratici e governatore di New York per tre volte tra il 1983 e il 1994.
La vittoria di Mamdani apre, pertanto, una questione interna ai democratici, non certamente nei confronti dei repubblicani.
Una delle prime questioni da esplorare è l’appoggio di Soros al nuovo sindaco di New York. Il figlio di George Soros ha celebrato la vittoria di Zohran Madmani come sindaco di New York e la Open Society Foundation, associata a George Soros, ha donato circa 37-40 milioni di dollari negli ultimi dieci anni a gruppi di sinistra che hanno sostenuto la nomina e la campagna di Mamdani, come il Working Families Party del DSA-I (Democratic Socialists of America). Soros ha twittato: “Sono così orgoglioso di essere newyorkese! Il sogno americano continua!”
“Abbiamo rovesciato una dinastia politica. Auguro a Andrew Cuomo solo il meglio nella vita privata. Mi auguro che questa però sia l’ultima volta che pronuncio il suo nome”, ha detto il sindaco neo-eletto davanti al suo popolo democratico in delirio che finalmente si sente rappresentato nella sua diversità. Mamdani è infatti il sindaco più giovane degli ultimi 100 anni, il primo musulmano e il primo del sudest asiatico.
A Gracie Mansion – la residenza ufficiale del primo cittadino di New York – porta con sé un cambio ideologico rispetto ai democratici moderati che finora l’hanno occupata, riflesso anche di una nuova generazione che avanza.
Se qualcuno pensa che Mandani possa essere un futuro candidato alla presidenza degli Usa si sbaglia. Il sindaco neo-eletto non è infatti nato negli Stati Uniti e questo gli impedisce di avere potenziali aspirazioni presidenziali.
Nel suo primo discorso dopo la vittoria, Mamdani ha teso la mano a Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan e simbolo di quella industria finanziaria che domina la Grande Mela ed è responsabile di buona parte del suo pil. “Il primo gennaio, quando si celebrerà l’inaugurazione della nuova amministrazione, celebreremo anche una nuova era per la nostra città”, ha detto, assicurando di essere aperto a un dialogo anche con Trump sui temi e sulle modalità per aiutare e migliorare New York: “Non userò mezzi termini quando si tratta del presidente Trump. Continuerò a descrivere le sue azioni così come sono e lo farò sempre lasciando una porta aperta al dialogo”.
La risposta di Trump non si è fatta attendere. Mercoledì Trump ha dichiarato che potrebbe offrire un aiuto federale limitato a Zohran Mamdani, dicendo ai suoi sostenitori che “vogliamo che New York abbia successo”.
Negli ultimi giorni di campagna elettorale, Trump aveva ripetutamente criticato la piattaforma socialista di Mamdani, definendola “estrema” e “sostanzialmente comunista”.
Una settimana prima del giorno delle elezioni, il CEO di Tesla, Elon Musk, aveva previsto che Mamdani sarebbe stato “il futuro del Partito Democratico”. Ron De Santis commentò: “Se verrà eletto, Mamdani sarà il democratico più in vista d’America il giorno in cui entrerà in carica. Gli elettori di tutto il Paese potranno vedere in azione il suo programma di sinistra e sapere che il suo percorso è quello democratico a livello nazionale. Sarà un bene per i repubblicani, un male per New York City”.
Ecco il punto. New York del socialista democratico musulmano woke sarà la bandiera che Maga sventolerà per dire cosa si rischia se vincono i Dem.
Non è andata così ovunque.
Mercoledì, durante l’ultimo turno di scrutinio delle elezioni cittadine con voto preferenziale, il sindaco democratico di Minneapolis Jacob Frey ha sconfitto il socialista democratico Omar Fateh e altri 13 sfidanti.
Frey, che si è assicurato un terzo mandato, era in vantaggio su Fateh di circa 10 punti percentuali dopo il primo turno di scrutinio di martedì sera, ma non ha superato la soglia del 50% più un voto necessaria per vincere. Frey, un democratico mainstream, e Fateh, un senatore statale del Partito Democratico e socialista democratico, guidavano una lista di 15 candidati. Gli unici altri candidati ad aver ottenuto voti significativi sono stati il reverendo DeWayne Davis e l’imprenditore Jazz Hampton.
Fateh sperava di diventare il primo sindaco musulmano e il primo somalo-americano della città, che ha la più grande popolazione somala negli Stati Uniti. Non gli è andata bene.
La vittoria di Mamdani è arrivata in un Election Day che ha visto vincere le candidate democratiche a governatore di Virginia (strappata ai repubblicani) e New Jersey, (confermato ai Dem) rispettivamente Abigail Spanberger e Mikie Sherrill.
La sfida tutta femminile per guidare la Virginia è stata vinta dalla dem Abigail Spanberger, che strappa la leadership ai repubblicani e diventa la prima governatrice donna dello stato.
Ex operativa della Cia, democratica molto moderata, Spanberger ha battuto la repubblicana Winsome Earle-Sears, veterana della Marina che però non aveva ricevuto l’endorsement di Donald Trump. La vincitrice subentrerà al repubblicano Glenn Youngkin, cui la costituzione statale proibiva un secondo mandato consecutivo.
I dem mantengono inoltre la guida del New Jersey con la vittoria della 53/enne deputata “Mikie” Sherrill, che diventa la prima governatrice donna del ‘Garden State’. Sposata, madre di 4 figli, studi d’elite, è una ex procuratrice federale e una ex ufficiale di Marina, una ‘top gun’ che ha pilotato elicotteri con missioni in Europa e in Medio Oriente. È considerata una democratica moderata. Ha battuto l’uomo d’affari italo-americano Giacchino Michael “Jack” Ciattarelli, 64 anni, che nel 2021 aveva già tentato la corsa contro il governatore democratico in carica Phil Murphy.
L’elezione del socialista dem Mamdani ha aperto una questione ebraica a New York.
Il ministro israeliano della diaspora Amichai Chikli ha lanciato tesa a incitare gli ebrei newyorkesi a emigrare dalla Grande Mela, il 34enne democratico “socialista” e un “sostenitore di Hamas”. “La città che una volta rappresentava un simbolo di libertà globale ha consegnato le sue chiavi a un sostenitore di Hamas,” ha scritto su X il ministro israeliano per la Diaspora e la Lotta all’Antisemitismo, Amichai Chikli.
“New York non sarà mai più la stessa, specialmente per la sua comunità ebraica,” ha aggiunto. “Invito gli ebrei di New York a considerare seriamente di fare della Terra d’Israele la loro nuova casa.”
Le posizioni di Mamdani su Israele — che ha definito un “regime di apartheid” e descritto la guerra a Gaza come un genocidio — hanno suscitato l’ira di diversi funzionari israeliani e figure sioniste nella comunità ebraica.
Il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha fatto eco alle dichiarazioni di Chikli, affermando: “L’antisemitismo ha trionfato sul buon senso. Mamdani è un sostenitore di Hamas, un nemico di Israele e un dichiarato antisemita.”
Avigdor Lieberman, leader del partito nazionalista Yisrael Beytenu, ha scritto su X che “New York ha scelto come sindaco un razzista, un populista e un dichiarato islamista sciita.”
La questione ebraica aperta negli Usa è una spina nel fianco Dem di enormi proporzioni, se si considera la potenza della lobby degli ebrei americani.
Ad occuparsi di una possibile fuga di aziende e di persone da New York ci hanno già pensato i repubblicani della Florida e del Texas.
Martedì il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicato un sondaggio online chiedendo ai residenti del suo stato come rispondere al meglio ai newyorkesi in fuga dalla città in seguito all’elezione a sindaco del socialista democratico Zohran Mamdani.
Il giorno prima, quando l’elezione di Mamdani sembrava ormai certa, il governatore del Texas Greg Abbott aveva avvertito che tutti i newyorkesi che avessero cercato di fuggire dall’amministrazione del nuovo sindaco socialista avrebbero dovuto pagare una tariffa del 100% se avessero tentato di trasferirsi in Texas.
Abbott non ha specificato come o perché avrebbe applicato una misura del genere, ma la dichiarazione ha rapidamente guadagnato consensi tra gli altri leader repubblicani.
Trump ha lanciato un avvertimento simile durante un discorso tenuto mercoledì all’America Business Forum di Miami: “Ora i democratici sono così estremisti che Miami diventerà presto il rifugio di coloro che fuggono dal comunismo a New York City. Fuggono”.
Mercoledì Scott Singer, sindaco di Boca Raton, Florida, è invece apparso su Newsmax per dare il benvenuto alle aziende di New York City che cercano di sfuggire alle politiche socialiste del sindaco eletto Zohran Mamdani. Singer ha affermato che la sua città invita le aziende che cercano stabilità, sicurezza e libertà economica, valori che, a suo dire, sono minacciati dal nuovo ambiente politico di New York.
“Stiamo cercando di concentrarci su come attrarre nuove attività a Boca Raton per le persone che vogliono lasciare New York City”, ha detto Singer.
“Offriamo molte cose che New York City non può offrire”, ha detto Singer. “Prima di tutto, non abbiamo imposte sul reddito statali o locali, e questo è in netto contrasto con l’aliquota del 17% che la città di New York dovrà presto pagare.”
Singer ha affermato che la sua amministrazione ha già riscontrato un picco di interesse da parte delle aziende che stanno valutando la delocalizzazione. “Ecco perché – ha sottolineato – abbiamo ricevuto molte chiamate, anche stamattina, da persone che volevano dare seguito al nostro primo contatto. Siamo al centro del mercato della Florida meridionale, che è in piena espansione”.
Martedì sera, l’analista politico della CNN Scott Jennings ha raffreddato l’entusiasmo dei democratici, ricordando ai telespettatori che tutte le vittorie del partito sono arrivate in aree sempre democratiche.
I democratici hanno vinto le elezioni chiave, vincendo le elezioni per la carica di governatore in Virginia e nel New Jersey, mantenendo il controllo di New York City. “Questi sono stati democratici e si suppone che vincano i democratici, quindi non esagererei”, ha detto Jennings al panel elettorale della CNN. “La Virginia non è mai stata un grande indicatore.”
“Vedo – ha detto Jennings – l’energia del Partito Democratico stasera dietro un socialista, e vedo l’energia dei Democratici della Virginia che guardano dall’altra parte un candidato violento per il procuratore generale che dice di voler uccidere i Repubblicani e i loro figli”. Jennings ha sottolineato la vittoria di Jay Jones, che ha vinto la corsa per la carica di procuratore generale della Virginia nonostante fossero emersi dei messaggi in cui fantasticava di uccidere i suoi avversari politici e i loro figli. “Questa è una notte terribile per l’immagine nazionale dei democratici, visto quello che sta succedendo all’interno del loro partito”, ha aggiunto Jennings, riferendosi al candidato al Senato del Maine Graham Platner, sotto accusa per i suoi post sui social media e per un tatuaggio che ricorda un simbolo nazista.
Jennings ha avvertito che i democratici stanno sempre più promuovendo figure che spingeranno il partito ancora più a sinistra. “Mamdani è un socialista dichiarato, non è quello che la gente dice che sia; è quello che dice lui di essere”, ha detto Jennings. “Ora è il leader del loro partito. Questa è la loro energia”.





