Home Opinioni VITA NUOVA, SENZA BARRIERE E PER ‘VOLARE’

VITA NUOVA, SENZA BARRIERE E PER ‘VOLARE’

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di Angelo Ciccarella
Inutile se non ridicolo spacciarci per esoteristi esibendo biblioteche zeppe di libri o fare carte false per diventare massoni, se poi aspiriamo a vincere l’appalto pubblico o a raccomandare nostro figlio per entrare a Medicina. Appartenere a conventicole occulte produce solo psicosi, paralizza e ottunde l’anima. Liberiamoci da strettoie, da scolastiche steineriane o evoliane. Liberiamoci da una coscienza incardinata al mondo sensibile, rompiamo gli automatismi.
Non facciamoci ingannare dal sistema che spegne gli animi e li rende schiavi. Alcuni, dotati di buon senso, raccomandano di usare la ragione, mah, con essa non è che si faccia molta strada, magari si diventa buoni commercialisti o professori di diritto, ma ci fai poco se vuoi rompere le sovrastrutture psichiche e ideologiche.
Per vedere dobbiamo prima credere; credere nei miti, nei simboli, e solo allora comprenderemo. La mitobiografia di ognuno è ben diversa dalla personalità e dai caratteri acquisiti. I padroni del vapore ci temono perché siamo folli di Dio, perché da solitari percorriamo la via del Graal.
Nessuno potrà impedirci di scegliere, basta avere coraggio e ammettere di vivere in uno stato transitorio. Dobbiamo comprendere che, attraverso l’esperienza sensibile, potremo ritrovare la via che conduce alla Rocca di Smeraldo, dove ci attende il nostro alter ego celeste. Siamo fatti di luce degradata e racchiusa in forma umana e da tale condizione dobbiamo ripartire, trasformando il corpo in ricettacolo di influenze superiori.
Corpo come argilla da modellare con le nostre azioni e dai nostri pensieri. L’iter iniziatico è arduo, soprattutto ostacolato dal contingente, che spesso ci ispessisce e ci distrae dalla “cerca”. Prendere le distanze dalle correnti dissipative del divenire, è impresa epica. Questa realtà ci incapsula e fa di noi esserini sociali, istituzionalizzati, acculturati all’ideologia di turno.
E allora che fare? Qui non si tratta di uccidere l’io, come indicano alcuni guru e maestrini dell’occulto. Qui mi riferisco al noumeno di cui abbiamo più esperienza, sì, quell’ente sovraspaziale e sovratemporale che è proprio il nostro io, e permettergli di irrompere nella natura e di plasmarla con la proiezione magica delle sue rappresentazioni. Possiamo liberare questa potenza dell’io a patto di recuperare una fortissima convinzione in esso, non per deificarlo, bensì risvegliarlo dall’esilio.
Un ultimo avviso. Sono riaperti i valichi che portano alle Vette.

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  • Redazione

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