
di S. R.
Domenica a Roma si terrà un vertice di altissimo livello tra rappresentanti di Israele, Stati Uniti, Qatar ed Egitto per negoziare un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e discutere il rilascio degli ostaggi israeliani.
I partecipanti di alto profilo saranno:
Bill Burns, direttore della CIA; Dedi Barnea, capo del Mossad; Mohammed bin Abdel Rahman al-Thani, primo ministro del Qatar; Abbas Kamal, capo dell’intelligence egiziana.
L’incontro è stato rivelato da fonti di Axios e Walla, sottolineando l’importanza di questo nuovo round di negoziati in un momento cruciale per la regione. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, incontrando recentemente il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha ribadito l’importanza di raggiungere un accordo sia per la sicurezza di Israele che per la sua eredità politica. Netanyahu ha espresso la sua determinazione a spingere per il ritorno degli ostaggi e la fine delle ostilità, incontrando le famiglie degli ostaggi e rassicurandole sul suo impegno. Le famiglie, dopo il colloquio, si sono dichiarate più ottimiste.
Durante l’incontro con Biden, Netanyahu ha presentato richieste più severe: Monitoraggio delle armi e dei militanti** dal sud al nord di Gaza. Mantenimento del controllo israeliano del confine tra Gaza e l’Egitto. Netanyahu si è impegnato a fornire una proposta aggiornata ai mediatori di Stati Uniti, Qatar ed Egitto entro due giorni, da sottoporre poi ad Hamas. Tuttavia, le fonti di Axios segnalano l’incertezza di Biden e dei suoi consiglieri riguardo alla vera volontà di Netanyahu di raggiungere un accordo, sospettando che potrebbe voler solo guadagnare tempo per evitare il collasso del suo governo.
Un altro aspetto interessante è la relazione altalenante tra Netanyahu e l’ex presidente Donald Trump. Dopo un lungo periodo di silenzio e mancanza di comunicazione, il primo colloquio telefonico tra i due è avvenuto questo mese, con Netanyahu che ha chiamato Trump per augurargli un felice 4 luglio. Fonti dell’ex amministrazione Trump descrivono il loro rapporto come una “relazione di odio e amore”.
La vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha espresso in modo deciso la necessità di porre fine alla guerra. In un colloquio con Netanyahu, definito “franco e costruttivo”, ha manifestato serie preoccupazioni riguardo alle vittime a Gaza e ha sottolineato l’importanza di una soluzione a due Stati. Reazione di Israele Le dichiarazioni di Harris hanno suscitato preoccupazioni tra i funzionari israeliani. Un alto funzionario ha espresso il timore che tali parole possano essere interpretate da Hamas come un segnale di una frattura tra Israele e Stati Uniti, ritardando così un possibile accordo sugli ostaggi.
Il vertice che si terrà Roma rappresenta un momento decisivo per le negoziazioni di pace nella regione. L’esito di questi incontri potrebbe segnare un passo avanti significativo verso la stabilità e la sicurezza sia per Israele che per i palestinesi nella Striscia di Gaza.
-
Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.