
Siamo realisti, Massimo D’Alema ha acquisito il patentino per trattare armi armamenti bombardando Belgrado ?
La risposta la troviamo seguendo la strada del diritto di cronaca sancito da una sentenza definitiva della magistratura a cui lo stesso D’Alema aveva ricorso .
C’è una registrazione con la sua inconfondibile voce, dove la magistratura ha sentenziato che questa prova può essere messa a disposizione di tutti.
Il giornale La Verità, diretto da Maurizio Belpietro, pochi giorni fa ha pubblicato la notizia aprendo ciò che per molto tempo era rimasto un segreto carsico ben costudito.
Il seguito è stato un crescendo di informazioni con la notizia cardine dove si fa riferimento all’amministratore di Leonardo che fa impropriamente pervenire a Massimo D’Alema “documenti classificati” utilizzati per impostare un complicato affare di vendita di armamenti sofisticati alla Colombia .
Beh, il ruolo che il leader Massimo nel passato ha svolto istituzionalmente come presidente del Consiglio mette in luce (e si può ben osservare) come la resilienza al cambiamento sia una prerogativa che in questi tempi gli uomini della presunta sinistra abbiano abbondantemente colto come un’opportunità utile, comoda e redditizia .
La protervia politica anche di fronte a nuovi orizzonti si è la mantenuta intatta, ma senza con questo accorgersi che sul piano dello stile per molti può pure apparire come una vergogna politica ingiustificabile .
Non è questione di garantismo, ma di stile politico, uno stile umiliante che ne visualizza lo spessore anche politico con cui sempre più il riferimento non riguarda più i valori, dove i parametri del mondo della morale sono sostituiti dalla esclusività dell’utilità della centralità finanza .
Che da tempo siamo di fronte ad un cambio del paradigma tradizionale in politica lo aveva ben osservato un grande dirigente della Fiat, Riccardo Ruggeri, dall’alto della sua grande esperienza internazionale, il quale sostiene con un articoli ben argomentati che “oramai la corruzione” in politica là si incassa a fine mandato “con conferenze un po’ fasulle e/o produzione di libri che nessuno legge” . Il tutto pagato da fondazioni collegate a fondi finanziari internazionali che hanno missioni strategiche ben definite sul piano geopolitico, sanitario o di presunto ecologismo salvifico .
La prova?
Basta scorrere con la memoria il percorso dello stesso progetto politico europeo in questi ultimi tempi, per trovare tutte le prove di un passaggio di degenerazione avvenuto con il metodo di cooptazioni disarmanti .
Anche questo è un modo per svilire la politica ai livelli innaturali da un punto di vista del metodo partecipativo e democratico.
Per aspirare ad un futuro dove la democrazia rappresenti il punto di riferimento centrale, occorre procedere con un serio esame di realtà sulle dinamiche regressive del presente, ossia, come si è visto in questi ultimi anni, esaltare dal mondo dell’informazione il ruolo “di ottimati “ dei vari Mario Monti e ancor più Mario Draghi, dove la loro stella polare è esclusivamente il riferimento della forza della finanza: un atto di puro suicidio prospettico della democrazia .
Un percorso questo che rischia di portarci direttamente a conflitti insanabili, dove i venti di guerra sono ormai percepiti da tutte le persone di buonsenso.





