Una testimonianza di persona a conoscenza dei fatti
L’Onorevole avvocato Carlo Giovanardi, Ex Ministro per i Rapporti con il Parlamento, ci ha cortesemente inviato una riflessione sui fatti di Ustica.
Vi ringrazio per l’ospitalità che mi permette di tornare su quello che viene rappresentato come uno dei più grandi misteri d’Italia mentre, invece, è semplicemente un caso da manuale di disinformazione e manipolazione politica.
Scrivo queste righe nella mia qualità di ex Parlamentare e Ministro della Repubblica, incaricato a suo tempo dal Governo di riferire in aula sulla tragica esplosione del DC 9 Itavia nei cieli di Ustica la sera del 27 giugno 1980, che provocò la morte di 87 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio.
Numererò i vari punti di questa intricata vicenda, dando la possibilità chiunque lo voglia di poter contestare quanto affermo:
1) Riferendo come Ministro della Repubblica, dopo una certosina istruttoria lo stato dell’arte in Parlamento l’8 di ottobre del 2002 (Seduta n. 200) documentai da fonte certificata NATO che nel momento dell’esplosione del DC 9 non c’era nessun aereo in volo nelle vicinanze (uno era in volo sulla Costa Azzurra ed un altro in zona ma venti minuti dopo); lessi in quella occasione le lettere personali di Jacques Chirac e Bill Clinton a Giuliano Amato che sul loro onore giuravano che rispettivamente Francia e Stati Uniti non c’entravano nulla e le 36 rogatorie a cui avevano risposto quei Paesi; l’On. Daria Bonfietti può continuare a dire che non crede ai due Presidente e alle rogatorie, ma non che non ci hanno mai risposto; informai il Parlamento che la Commissione di periti internazionali (due Inglesi, due Tedeschi, due Svedesi e cinque italiani tra cui il Presidente Aurelio Misiti ancora vivente) avevano concluso dopo 4 anni di studio sul relitto recuperato per il 95 per cento dal fondo del mare e ricostruito a Pratica di Mare che l’esplosione di una bomba nella toilette posteriore di bordo aveva causato la perdita del DC 9.
2) Su tutta questa vicenda, però, gravava ancora l’apposizione del Segreto di Stato e, malgrado successivamente i Generali dell’Aeronautica imputati nel processo penale fossero stati tutti assolti con formula piena perché il fatto non sussiste e la sentenza definisse da fantascienza l’ipotesi della battaglia aerea, le polemiche continuavano.
3) Uno dei più attivi in queste polemiche è stato il giornalista Andrea Purgatori, sostenitore della battaglia aerea, che però al processo per una querela ricevuta dai Generali era stato assolto perchè aveva sostenuto (è agli atti) che alla fine del suo film “Il muro di gomma” era scritto chiaramente che “ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale “e non lo si poteva penalizzare perché scriveva cose da fantascienza”.
4) Una svolta c’è stata con il Governo di Matteo Renzi che decise di togliere il segreto di Stato agli atti su Ustica, che sino a quel momento neppure i Magistrati avevano potuto consultare ma li segretò nuovamente per tutti con l’eccezione dei Magistrati e i membri delle Commissioni Parlamentari d’inchiesta che hanno gli stessi poteri della Magistratura; in quella veste il sottoscritto, Aldo Di Biagio, Maurizio Gasparri e altri parlamentari che facevano parte della Commissione sulla morte di Aldo Moro poterono consultarli.
5) I documenti raccontavano minuziosamente del sequestro dei missili terra aria a Daniele Pifano ad Ortona nell’autunno del 1979, del suo arresto e di quello del Palestinese Abu Saleh, residente a Bologna e referente di Abu Nidal, capo dell’ala estremista dell’OLP, che li trasportavano; dell’immediata reazione di Arafat che richiamava il governo Italiano al rispetto degli accordi dopo la strage di Fiumicino del 1973 (il cosiddetto Lodo Moro, della cui esistenza ultimamente si è accorto anche il giornale Repubblica); dei vani tentativi del sottosegretario Francesco Mazzola di convincere i magistrati dell’Aquila a liberare Saleh, la sua condanna e i due drammatici cablogrammi da Beirut del mattino del 27 giugno 1980 nei quali il Colonnello Stefano Giovannone del Sismi avvertiva che eravamo nell’imminenza di un attentato e addirittura chiedeva l’evacuazione dell’Ambasciata italiana e la sera purtroppo il DC 9 esplose nei cieli di Ustica.
6) Mentre continuava il dibattito su Ustica venni formalmente convocato a Roma dal Governo Conte che mi fece incontrare il Capo di Gabinetto Alessandro Goracci e il Capo dei servizi Gennaro Vecchione; ambedue mi ricordarono che quelle carte erano segrete, non potevano essere diffuse perché sarebbe stato reato e scrissero alla Signora Giuliana Cavazza, Presidente dell’Associazione per la verità su Ustica, che aveva perso la madre sul DC 9, che l'”interesse nazionale” impediva di renderle pubbliche; il collega Senatore Minniti, tutte le volte che ci incontravamo in Parlamento, mi ricordava della possibile denuncia in caso rivelassi la verità.
7) Tutte le questioni di cui ho parlato sono ancora di grande attualità dal punto di vista politico, morale, processuale ed economico; dopo 46 anni dai fatti il Pubblico Ministero Erminio Amelio ha chiesto l’archiviazione del caso sostenendo ancora la tesi di una battaglia aerea; per prima si è opposta l’Associazione presieduta dalla Signora Cavazza ed il Giudice per le indagini preliminari ha fissato una lunga serie di udienze alla fine delle quali deciderà se archiviare o no; a chi sostiene che la verità su Ustica è nella sentenza civile che condanna lo Stato (cioè i cittadini) a pagare altri 315 milioni di Euro come risarcimento che si aggiungono ai 70 milioni già versati ai famigliari a titolo di indennizzo bisogna ricordare che mentre la sentenza penale ha valore erga omnes quella civile soltanto tra le parti; la verità è che mentre l’avvocatura di Stato aveva dimostrato in primo grado che si era trattato di bomba, misteriosamente in appello la stessa Avvocatura si è costituita in ritardo ed è stata estromessa dal Processo cosicché la sentenza finale, essendo rimasta soltanto la tesi del missile, ha stabilito che fosse “più probabile che non” che si sia trattato di un missile.
8) Ricordo che il Dr. Amelio sostenne la pubblica accusa contro i Generali dell’Aeronautica poi assolti con formula piena, dopo l’assoluzione scrisse un libro sostenendo ancora la loro colpevolezza e dopo le dichiarazioni di Francesco Cossiga su americani e francesi, non si sa perchè ma a lui fu affidata la nuova indagine finita poi nel nulla; voglio precisare che però Cossiga il giorno dopo la sua dichiarazione precisò sulle Agenzie che Lui nulla sapeva ma si era limitato a riferire l’opinione del generale Fulvio Martini, lo stesso Martini che viceversa in ogni sede pubblica e privata aveva sempre indicato in una bomba la causa dell’abbattimento.
9) Le indagini senza esito sono state costellate da episodi tragicomici come la trasferta dei PM in California per interrogare tale Sablin, marinaio americano che raccontava di aver visto la sera di Ustica gli aerei libici in volo: purtroppo Sablin era in servizio in Italia nel 1981, non nel 1980, e aveva confuso la sera di Ustica con quella della battaglia della Sirte avvenuta nel 1981.
10) Ho chiesto più volte, invano, come ex Ministro, di essere sentito come persona informata sui fatti; gli Avvocati dell’Associazione per la verità hanno avuto accesso agli atti e mi hanno fatto avere la lettera del Dr Amelio al Procuratore di Roma Francesco Lo Voi nella quale lo informava della decisione di chiedere l’archiviazione e di non aver mai sentito Giovanardi su sua precisa indicazione; ho chiamato subito il Dr Lo Voi che mi ha riferito di non aver mai dato tale indicazione ad Amelio, autorizzandomi anche a rendere pubblica tale circostanza.
11) Un mese fa ho interpellato Palazzo Chigi per sapere che fine avessero fatto i circa 315 milioni di euro di risarcimento spettanti ai familiari oltre agli indennizzi: la risposta è stata che stanno facendo conti difficili per capire se gli spettano o no avendo già avuto indennizzi mensili che dureranno tutta la vita (circa 2200 euro netti mensili ad ogni familiare vivente).
12) In un recente Convegno a Fiumicino, alla presenza dei rappresentanti dei vertici di tutte le Forze Armate, abbiamo spiegato e documentato che le vittime dei due attentati a Fiumicino del 1973 e del 1985 sono stati ufficialmente riconosciuti come attribuibili ad Abu Abbas; negli ultimi giorni la Procura di Roma ha incriminato uomini di Abbas come esecutori materiali dell’ attentato alla Sinagoga di Roma nel 1981 dove perse la vita il piccolo ebreo Michael Tachè e come Ustica 1980 sia attribuibile a quella stessa organizzazione criminale con la possibilità di arrestare ancora se non il mandante almeno gli esecutori.
13) Vista l’evoluzione della tecnica l’Associazione per la verità su Ustica aveva chiesto una nuova superperizia sul DC 9 affidato a Daria Bonfietti per esporlo in un museo a Bologna ma trattandolo come prova giudiziaria; la risposta è stata che una nuova perizia è impossibile perché il relitto è stato manomesso facendolo trattare da studenti e soprattutto perché un’ala è stata montata alla rovescia, con i carrelli rivolti verso l’alto, per mettere in evidenza la scritta Itavia.
14) Poiché “verba volant scripta manent” aspetto eventuali obiezioni a quanto ho scritto nella speranza che l’indagine continui e ci sia un qualche Magistrato interessato a sentire cosa ha da dire su Ustica un ex Ministro della Repubblica che ha già riferito, a suo tempo, al Parlamento.





