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UNFIL HA FALLITO LA MISSIONE ASSEGNATA

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In questi giorni si sta creando una grave conflittualità tra le forze dell’ONU, UNIFIL, e Israele. Conflittualità riguardo la quale vorremmo offrire ai lettori elementi di riflessione, a cominciare dalla Risoluzione 1701, riguardo la quale si riporta integralmente quanto si può leggere sul sito del Ministero della Difesa.

Prima della crisi di luglio/agosto 2006 la missione delle forze UNIFIL era quella di verificare il ritiro delle truppe israeliane dal Libano, assistere il Governo libanese nel ristabilire la propria autorità nell’area ripristinando così la sicurezza e la stabilità internazionale.
 
Con la Risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha previsto il potenziamento del contingente militare di UNIFIL con lo scopo di:
 
  • monitorare la cessazione delle ostilità (permanente);
  • accompagnare e sostenere le Lebanese Armed Forces (LAF) nel loro rischieramento nel Sud del paese, comprendendo la Blue Line, non appena Israele ritira le sue Forze Armate dal Libano;
  • coordinare il ritiro delle IDF dai territori libanesi occupati ed il ridispiegamento delle LAF negli stessi territori una volta lasciati liberi dagli israeliani;
  • estendere la propria assistenza per aiutare ad assicurare un corridoio umanitario alla popolazione civile ed ai volontari nonchè assicurare il rientro in sicurezza degli sfollati;
  • assistere le LAF nel progredire verso la stabilizzazione delle aree:
  • pieno rispetto della Blue Line (anche Israele);
  • prevenire la ripresa delle ostilità, mantenendo tra la Blue Line e il fiume Litani una area cuscinetto libera da personale armato, assetti ed armamenti che non siano quelli del Governo libanese e di UNIFIL;
  • mettere in atto i rilevanti provvedimenti degli accordi di TAIF, e della Risoluzione 1559 (2004) e 1680 (2006), che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano;
  • nessuna arma o autorità che non sia dello Stato libanese;
  • nessuna forza straniera in Libano senza il consenso del Governo;
  • nessun commercio o rifornimento di armi e connessi materiali al Libano tranne quelli autorizzati dal Governo;
  • consegna all’ONU di tutte le carte/mappe contenenti lo schieramento delle mine in Libano (Israele);
  • intraprendere tutte le necessarie azioni nelle aree di schieramento delle sue forze e, per quanto nelle proprie possibilità, assicurare che la sua area di operazioni non sia utilizzata per azioni ostili di ogni tipo. Reagire con la forza a tentativi di impedire l’assolvimento del proprio compito sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza, per proteggere il personale ONU, le infrastrutture, le installazioni e gli equipaggiamenti, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento del personale dell’ONU e delle organizzazioni umanitarie, e senza pregiudizi verso la responsabilità del Governo del Libano, per proteggere i civili da imminenti minacce di violenza fisica.
Attualmente UNIFIL continua a monitorare il rispetto del cessate il fuoco ed il rispetto della Blue Line. Le attività operative attualmente svolte da UNIFIL consistono in:
  • osservazione da posti fissi;
  • condotta di pattuglie (diurne e notturne);
  • realizzazione di check-points;
  • collegamento con le Forze Armate libanesi;
  • pattugliamento marittimo.

Il giorno 10 ottobre il nostro Ministro della Difesa Guido Crosetto nella conferenza stampa a seguito dell’attacco israeliano alla base UNIFIL presidiata dai nostri soldati ha più volte citato tale risoluzione che merita un approfondimento.

La prima e più importante prescrizione ONU è quella che esplicitamente vieta la presenza di gruppi armati in tali zone, la presenza di armi e relativo commercio, subordinando tutto alle autorità libanesi e nello specifico all’Esercito Libanese.

Nei fatti, perchè sono fatti citati dal Ministro Crosetto, in questi lunghi anni Hezbollah, vero Stato nello Stato in Libano, componente sciita al soldo dell’Iran, grazie al forte sostegno economico ricevuto,ha stabilito a ridosso della Blu Line imponenti presenze militari con ulteriori presenze di depositi missilistici.

Dall’altra parte l’Esercito Libanese, su cui il Ministro Crosetto ha utilizzato il termine “…adottare da parte dei Pesi contributori l’Esercito Libanese…” è inefficiente, mal pagato ed assente malgrado l’opera meritoria del nostro Esercito, con la costante opera di addestramento ed affiancamento.

Che la situazione in Libano, da sempre, sia complessa a causa della multi confessionalità delle componenti di governo, è palese, basti pensare che è vacante la carica di Capo dello Stato attribuita per legge costituzionale ai Cristiano Maroniti, come pure le altre cariche nelle pubbliche, compresi i servizi segreti, sono assegnate alle varie confessioni (cristiane, sunnite, sciite), cosa che accentua la fragilità di tale Paese.

Ma veniamo al puntoo riguardante l’attacco israeliano alla base UNIFIL, con qualche considerazione ulteriore.

Israele nella Sua storia quasi mai o mai ha rispettato una risoluzione ONU, e la recente dichiarazione di Netanyahu che indicava il segretario generale dell’ONU Guterres “persona non grata” avrebbe dovuto attivare allert ad ogni livello.

Come sempre fatti sono che nella lunga storia delle missioni militari ONU, spesso se non sempre, sono stati caratterizzati da opacità, collusione e impreparazione; basti ricordare come si comportarono le proprie unità di “caschi blu” durante la Guerra dei Balcani od in Africa, ove alcune loro componenti si macchiarono di crimini innominabili.

Ovviamente come non scrivere in modo inequivoco che ciò che ha fatto Israele verso la nostra base è inaccettabile.

Si riconosce a Israele ogni legittimità nella difesa dei suoi confini e dei suoi diritti, ma non si può accettare che vengano messe in atto azioni ostili verso i nostri soldati.

In tal senso benissimo a fatto il nostro Governo a convocare l’Ambasciatore Israeliano per esprimere la propria disapprovazione.

Entrando nel merito e nella sostanza va anche ricordato che o le risoluzioni ONU si fanno applicare oppure alla fine questi sono i risultati, che poi significano gli Hezbollah che lanciano i missili su Tel Aviv.

In politica, sia interna che estera, non esiste l’istituto civilistico della “rinunzia all’eredità”, perchè ciò che è stato ereditato da questo governo, che non brilla per presenza di illuminati esponenti, mostra criticità sotto molti punti di vista.

Accade addirittura che esponenti della cosiddetta opposizione ricevano in questi giorni esponenti finanziatori di Hamas. Che si sollecitino interventi dei partiti di governo sulla crisi in Medio Oriente, proprio coloro che hanno giustificato come “manifestazione pacifica” ciò che è successo a Roma il giorno 5 ottobre, dove i loro figli di papà hanno “caricato” la nostra Polizia.

Con l’occasione un ultimo cenno. Israele si deve ricordare e rammentare al Mossad che negli anni ’50 furono i “nostri” ufficiali di Marina, quelli della “X” per capirci, che li addestrarono sul litorale laziale a ridosso del Circeo, e che sempre loro ad Haifa gli insegnarono come affondare le navi egiziane.

Si deve ricordare un pò a “tutti” che l’ Italia è un Paese pacifico, con mille difetti, ma che esiste sempre “qualcuno” che si considera erede non solo di Enrico Mattei, bensì anche di Cesare Amè, e che il nostro Tricolore, la nostra Patria, non si tocca, e che il famoso principio “..non abbiamo amici ma solo nemici…” non lo hanno inventato a Tel Aviv, ma a Roma. 

Autore

  • Redazione

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