
Spero per lui che Piero Fassino possa dimostrare la sua buona fede in relazione alla storia incresciosa del profumo all’aeroporto, che è diventata un tormentone mediatico, così come lo è stata quella relativa alla famosa frase a lui attribuita: «Allora siamo padroni di una banca?»
Quello che è da rimarcare è che Fassino, purtroppo per lui, è diventato il simbolo di un esercito “sinistro” che era di sinistra e che attualmente è sinistramente in rotta.
La mediatizzazione delle sue parole e dei suoi gesti (ripeto, sperando per lui che ne esca a testa alta, come gli auguro) lo ha fatto diventare, suo malgrado, il simbolo dell’alleanza della sinistra socialcomunista con la finanza (causa di degenerazione e di rovina) e, ora, di una fine ingloriosa, dove la sinistra finisce in disfatta nell’ambiente profumato radical chic.
Devo dire che provo fastidio per il massacro mediatico di Fassino, ma questo è il modo con il quale oggi la sinistra si sta distruggendo, tra faide, colpi di scena, legami con la malavita, colpi di coda per affermare una linea demenziale come il green.
In Puglia, per fare una bella presentazione del candidato Pd della Schlein Antonio Decaro, il presidente Pd della Regione Michele Emiliano ha raccontato su un palco durante una manifestazione elettorale che lui aveva affidato alla sorella di un boss della mala locale proprio il Decaro, che doveva essere lasciato in pace nel suo operato amministrativo.
Per tutta risposta attorno a Emiliano sono fioccate bombe al napalm, con incriminazione di politici a lui vicini.
In buona sostanza, in Puglia si sta consumando una faida che ha aperto il vaso di Pandora.
Un altro vaso di Pandora si è aperto a Torino, dove esponenti del Pd sono accusati di collusione con la mafia.
Per tutta risposta Elly Schlein ha messo sulla tessera del Pd gli occhi sorridenti di Enrico Berlinguer, il quale si inventò la questione morale in una famosa intervista a Eugenio Scalfari, su La Repubblica, il 28 luglio 1981. Intervista nella quale il segretario del Partito comunista italiano attaccava il Psi di Craxi, colpevole di essersi uniformato ai metodi di governo della Democrazia Cristiana.
Diceva Berlinguer: «Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la DC: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora…».
Tutta la polemica che si è sviluppata a seguito degli avvenimenti pugliesi e torinesi su ‘cacicchi’ e ‘capibastone’ nel Pd sembra essere fatta apposta per ricordare, post mortem, a Enrico Berlinguer che il Pd ha fatto la stessa fine di quei partiti che lui indicava come macchine di potere e di clientela.
Eppure, anziché fare ammenda, la sinistra dei “sinistri” si erge a bastione della moralità mentre è travolta dall’immoralità.
A Madrid il socialista Sanchez rischia il posto per una questione che riguarda la moglie, indagata per traffico di influenze. C’è chi dice che la pantomima delle dimissioni con l’elastico potrebbe servire per mettersi in luce come possibile presidente dl posto della Von der Leyen.
Nel frattempo a Bruxelles, nonostante la Corte dei Conti abbia detto che il green è un libro dei sogni che non tiene conto della realtà delle imprese e del mercato, si votano le ultime leggi capestro in linea con il Green Deal (Affare Verde).
L’esercito socialista in rotta brucia i campi mentre si ritira.
A dare l’idea che in certi ambienti abbiano tutte le migliori intenzioni di portarci via il portafogli ci pensa Bruno le Maire, che vuole bloccare i nostri risparmi per finanziare il green e il riarmo, subito seguito nell’impresa da Mario Draghi.
Tutta la lieta compagnia al governo in Francia spinge per fare gli interessi della finanza, mentre il pupillo dei Rothschild, Emmanuel Macron, vuole diventare la punta di diamante della difesa europea, dopo essere stato scacciato dal Niger e da altre colonie per incapacità manifesta. Un perdente alla testa dell’esercito europeo. Sembra una barzelletta e invece è una tragica realtà.
Incapace di tenersi il Sahel, Macron vorrebbe portare le sue truppe entro i confini dell’Ucraina, con il risultato di portarci sull’orlo di un conflitto con la Russia.
Un pezzo della sinistra comunica di essere felice di ricevere i finanziamenti di George Soros, dimenticandosi delle speculazioni sulla lira e sulla sterlina e del fatto che da giovane l’ebreo György Schwartz (il suo nome originario) dava una mano ai nazisti a espropriare i suoi fratelli ebrei e che non se ne è mai pentito.
Dall’altra parte dell’Atlantico Joe Biden va ad un incontro dove si parla di aborto e, mentre avalla una tesi abortista, si fa il segno della croce, sollevando una marea di proteste dei cattolici Usa. C’è. Ci fa?
Secondo Axios, Joe Biden, che era solito attraversare da solo il South Lawn della Casa Bianca mentre partiva e tornava sull’elicottero Marine One, è ora visto accompagnato da assistenti.
Gli assistenti di solito camminano tra Biden e le posizioni delle telecamere allestite dai giornalisti. Secondo Axios l’effetto visivo è quello di ridurre l’attenzione sull’andatura rigida e strascicata del presidente. I consulenti di Biden affermano di essere preoccupati che i video della camminata di Biden riescano a evidenziare la sua età di 81 anni.
Un sondaggio di marzo condotto dall’Harvard Center for American Political Studies ha rilevato che il 63% degli intervistati ha affermato che Biden è troppo vecchio per diventare presidente e il 57% ha affermato che non è idoneo a ricoprire quale ruolo.
Nel frattempo, il modo in cui Biden sale a bordo dell’Air Force One fa notizia. Secondo il New York Times Biden usa spesso scale più corte mentre sale sull’aereo, con un agente dei servizi segreti posizionato alla base delle scale .
Biden soffre di “artrite spinale” e di “lieve neuropatia sensoriale periferica dei piedi” che hanno contribuito alla sua andatura rigida mentre cammina, hanno detto i medici, secondo la testata giornalistica.
Fosse solo una questione di piedi.
Le continue gaffe mostrano che il presidente è decisamente inadatto a svolgere il suo ruolo, ma l’esercito in rotta dei Dem , inspiegabilmente, lo ha ricandidato. Potenza dell’eutanasia.
Che ci sia un problema generale di lucidità della sinistra, ormai consegnatasi ai “sinistri”, pare evidente.
Rileggendo le parole di Enrico Berlinguer, se oggi il segretario del Partito comunista italiano fosse vivo quelle affermazioni le dovrebbe rivolgere al Pd e alla sinistra.
Non è una tessera con il sorriso negli occhi di Berlinguer che può evitare la rotta rovinosa di un mondo che si è venduto alla finanza e al quale non rimane che darsi da fare per portare a casa un profumo.





