Home Opinioni UN GOVERNO, SOSTENUTO DALLA ASSENZA DELLA OPPOSIZIONE

UN GOVERNO, SOSTENUTO DALLA ASSENZA DELLA OPPOSIZIONE

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Qualcuno dovrebbe ormai capire che, se oggi abbiamo il Governo che abbiamo, il merito non è tanto di Meloni (che pure è una donna capace di fare politica con intelligenza, ed ha carisma) ma della assoluta assenza dell’opposizione e, in essa, della sinistra che guarda al centro, Se questo venisse finalmente metabolizzato, si aprirebbero squarci ampissimi di proposte che sono certo farebbero riaffezionare il popolo alla politica. Anzi alla Politica: che oggi latita del tutto.

Sul piano politico, lo spostamento di Meloni (che si considera ancora venga dal partito di Almirante) verso il centro (che viene visto come presidiato da eredi del berlusconismo), uno spostamento che persino Battista, Miele, Molinari e Fontana vedono quasi concluso e che giudicano la novità politica più rilevante, viene visto dalla sinistra solo come “pericolo” e anche di “grande fetore”. L’articolo di Capanna su l’Unità di ieri l’altro è chiarissimo.
In ogni caso i riferimenti che sono alla base delle considerazione delle sinistre, statue di sale immobilizzate nel tempo, dicono di nessuna volontà di aprir gli occhi su ciò che è cambiato. La risposta è la riproposizione del campo largo al quale non crede più neanche … il campo largo. Ed un nuovo “centro” fatto solo di etichette su scatole vuote. Una proposta elettorale per me dubbia; ma una proposta politica inesistente per tantissimi. Sondaggi di opinioni e risultati elettorali lo dicono.
In campo internazionale l’attivismo di Meloni è sotto gli occhi di tutti: può essere giudicato positivo o negativo ma è indubbio che riposa su una scelta politica e relativa proposta. A mio parere il non schierarsi contro Trump forse non è stata una scelta sbagliata. L’atteggiamento di prudenza su Israele controbilanciato dalla più ferma delle posizioni viste in Italia sull’Ucraina credo attiri consensi internazionali più che dissensi. Il Piano Mattei, che viene neanche mai citato dall’opposizione, resta un progetto di presenza in Africa che l’Europa sta guardando con attenzione: l’Africa resta pur sempre una nostra difficile frontiera. I raccordi che si sono avuti, soprattutto nell’ultimo anno, con i Paesi dell’est asiatico Cina compresa hanno in qualche modo anticipato i movimenti che la visita di Trump di questi giorni origineranno. Tutto sbagliato? Possibile. Ma c’è una proposta politica ed è visibile, che cozza contro una non proposta della sinistra. Inesistente.
Sul piano interno, la politica economica ed il suo riflesso su quella sociale c’è ed è, secondo me, disegnata e applicata con grande rigore. E’ piena di difetti, anche gravi, ma si presenta agli occhi del corpo elettorale esplicita e soprattutto credibile. Per responsabilità di chi la contesta. Quando il Governo magnifica i risultati di borsa, rating, spread, giudizi della finanza internazionale, tutto questo è innegabile e fa presa sull’elettorato. Quando l’opposizione fa l’elenco dei drammi sociali che si stanno vivendo, non lo raccorda – e non può perché non sa farlo – con quei risultati. Preferisce dire che non sono veri e che “Meloni è bugiarda”. E rafforzano così l’opinione generale che sono loro a dire fesserie. Andrebbero colte le contraddizioni – e capire il loro perché – tra il giudizio entusiasta di alcuni ambienti importanti per la stessa vita economica del Paese, quello di Lagarde per ultimo, e i dati Istat su welfare e crisi sociali; e su questi ultimi studiare la effettiva indicazione delle crisi che essi propongono. Invece si preferisce prenderli per spot elettorali e giocare al “Meloni è bugliarda: aveva detto… ed invece”, e magari fare l’esempio della mancata riduzione delle accise. Il che fa sorgere qualche risentimento in più ma non guida riflessioni critiche sul Governo perché confondere queste mancate promesse con la politica economica è da somari prima che chiaramente una forzatura. Dunque una proposta alternativa di politica economica è inesistente.
Quando si capirà che l’elettore vota qualcosa che c’è e non quello che gli si lascia immaginare; che la sfiducia verso la politica non consente di ricevere cambiali in bianco e che dunque il massimo risultato che si raggiunge per questa via è l’aumento degli astenuti, sarà sempre tardi.
Spero non troppo tardi.

 
 

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  • Redazione

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