Home Opinioni Ulisse, eroe del nostro tempo d’incertezza e inquietudine

Ulisse, eroe del nostro tempo d’incertezza e inquietudine

0
Ulisse, eroe del nostro tempo

Le molteplici interpretazioni letterarie dell’eroe omerico

Il film Odissea di Christopher Nolan sta suscitando una rinnovata attenzione sul mito di Ulisse e questo a petto di un kolossal che, in verità, presenta molte divergenze con il testo omerico.

Molto più fedeli al poema sono l’Odissea di Franco Rossi, Piero Schivazappa e Mario Bava con Bekim Fehmiu e Irene Papas, lo sceneggiato della Rai del 1968, Itaca – Il ritorno di Uberto Pasolini del 2024 con Ralph Fiennes e Juliette Binoche e lo stesso Ulisse di Mario Camerini del 1954, con Kirk Douglas, Silvana Mangano, Anthony Quinn e Rosanna Podestà.

Ma, al di là delle ricostruzioni cinematografiche, il dibattito su Ulisse e sul suo “ritorno”, appare legato all’inquietudine e all’incertezza del nostro tempo.

Una tematica da leggere con le varie interpretazioni letterarie dell’eroe omerico.

Ulisse è il personaggio leggendario che Dante incontra nel XXVI Canto dell’Inferno. Parla della sua Itaca, dell’amore per Penelope, per il suo vecchio padre Laerte e per il figlio Telemaco.

Ma, soprattutto, racconta del desiderio di ripartire dalla sua terra natale per affrontare il mare e tentare nuove esperienze in territori mai attraversati.

Dante lo ammira per la sua tenacia e il suo ardore, ascoltando l’esortazione rivolta ai marinai timorosi di fronte al pericolo.

All’interno del grande affresco spicca, in modo straordinario, il viaggio di Ulisse, l’eroe del “folle volo” e della conoscenza:

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguire virtute e canoscenza”
Inferno, XXVI, 118-120

Il personaggio che incontriamo nell’Inferno dantesco non è più il protagonista dell’Odissea, l’Ulisse che torna a Itaca e ai suoi affetti, ma l’uomo che da Itaca vuole ripartire per tentare nuove scoperte.

È affascinante la modernità e l’attualità di Dante che proietta in questo viaggio, oltre le colonne d’Ercole, il valore della conoscenza. Dante non giudica l’eroe greco temerario, gli affida il messaggio di una vita che vale se spesa per il sapere, la verità, il coraggio.

Ulisse rappresenta il simbolo dell’amore per la conoscenza, l’eroe che per il desiderio di sapere non ha esitato a spingersi oltre i limiti che nessun uomo aveva mai tentato di superare.

Il suo viaggio terminerà tragicamente perché lui e i suoi compagni moriranno in fondo al mare a causa della tempesta.

È una delle morti di Ulisse. Quella più rispondente al mito è nell’Epitome di Pseudo-Apollodoro. Tornato a Itaca, l’eroe muore per mano di Telegono, il figlio avuto da Circe, colpito da una lancia forgiata da Efesto che, sulla punta, aveva il pungiglione velenoso di un trigone.

E James Joyce nel suo Ulysses rievoca il topos del viaggio e dell’eroe viaggiatore, ambientando la vicenda in una città moderna, dove l’uomo cerca di dare un senso alla banalità del quotidiano, in un flusso insensato ed esausto di pensieri.

Il ritorno di Ulisse verso Itaca e quello di Leopold Bloom verso casa sono frutto di due viaggi, prima che fisici, interiori e personali.

L’Ulisse omerico vaga per il Mediterraneo, supera ostacoli, prove, pericoli, ha sete di conoscenza e tutto il suo viaggio diventa prova di conoscenza, nel senso più ampio del termine.

Il significato del viaggio è nel percorso di un uomo che si immola a eroe, coraggioso e mai domo, che ritrova pace solo una volta giunto a casa.

Quello di Leopold è invece diverso: il suo viaggio nella vita non porta ad alcune meta né risultato; il suo percorso è denso di insuccessi e sconfitte: dalla mancata sintonia con Stephen al tradimento della moglie Molly.

Leopold si configura, dunque, come il capovolgimento del modello omerico: un inetto alla vita, l’antitesi dell’eroe greco: è semplicemente un uomo moderno, turbato da un dramma che prende il nome di viaggio nella vita.

Un viaggio che significa sofferenze, cadute, ma anche lotte e risalite per ritrovare la luce.

Il viaggio di Odisseo è – in tutte le trasposizioni letterarie – l’allegoria dell’esistenza, ma anche dell’esilio e rappresenta la condizione dell’uomo lontano dalla sua città.

Immagine universale dell’uomo lontano dalla sua vera patria e lontano dalla felicità del bene ultimo, con l’etica, ancora scossa dalla distruzione nietzscheana della morale, che appare inadeguata a farsi veicolo di prassi autentica mirata alla realizzazione integrale dell’essere umano.

È il tema dell’età dell’incertezza di cui parlava Christopher Lasch ne La rivolta delle élite. Il tradimento della democrazia, pubblicato nel 1995, un anno dopo la sua scomparsa, la ribellione delle élite e la conseguente disgregazione delle società occidentali.

Da una parte abbiamo un’élite autoreferenziale e dall’altra un popolo senza orientamento politico e culturale: “È naturale che in un clima del genere, con un Occidente disgregato e senza cultura e religiosità comune, pressato dalla conflittualità con altri poli emergenti, vengano fuori le degenerazioni che vediamo: l’attacco alle libertà personali, il passaggio dal capitalismo della sorveglianza ai regimi di sorveglianza, la tecnocrazia come alternativa pedagogica alla politica”.

Il nostro tempo, così gravido di inquietudini – tra guerre, pandemie, mutamenti climatici, migrazioni di massa, violenze, decadimento culturale – appare, purtroppo, regolato unicamente dalla rigida legge del mercato, cifra della crisi della nostra cultura, della nostra incertezza esistenziale: ecco, quindi, l’esigenza del viaggio per il “ritorno” in patria dell’eroe omerico, inteso come ritorno alle esperienze di comunità e di mutualismo.

Autore

  • Maurizio Ballistreri

    Maurizio BallistreriMaurizio Ballistreri, Ordinario ab. di Diritto del Lavoro Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell'Università di Messina. Delegato della Rettrice dell'Università di Messina alle Relazioni sindacali. Direttore degli "Annali" della Facoltà di Economia dell'Università di Messina. Componente del Centro de Estudos, Jurídicos Económicos e Ambientais dell'Universidade Lusíada di Lisbona. Rank Full Teaching Professor International Academy of Social Sciences of Catholic University of New Spain, Florida, USA. Presidente Istituto di Studi sul Lavoro, Roma.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui