Home Politica estera UCRAINA, CAMBIARE PARADIGMA

UCRAINA, CAMBIARE PARADIGMA

0

La cronaca ormai è tragicamente monotona nel suo crudo conteggio di missili, morti, feriti.

Anche ieri almeno 11 persone, di cui cinque bambini, sono rimaste uccise e altre otto ferite per effetto di un attacco russo sulla città di Pokrovsk, nell’est dell’Ucraina.

“I russi – spiega il governatore del Donetsk, Vadim Filanchkine – hanno colpito la regione con missili S-300, uccidendo undici persone e ferendone altre otto. Il colpo principale è stato portato su Pokrovsk e Rivnè nella comunità di Myrnograd”.

La Russia, da parte sua, ha fatto sapere di aver abbattuto quattro missili ucraini che volavano sulla Crimea durante la notte.

“La difesa aerea ha intercettato e distrutto quattro missili ucraini sulla penisola di Crimea”, ha detto il ministero della Difesa russo. Il giorno prima, Mosca aveva assicurato di aver sventato un nuovo attacco di droni ucraini contro la penisola e aveva riferito che 36 droni ucraini erano stati abbattuti venerdì.

Il fronte è praticamente immobile, con piccoli avanzamenti russi fatti da piccole unità che attuano continue punture di spillo per mantenere la pressione e far sprecare munizioni agli ucraini, ben sapendo che il munizionamento scarseggia e che l’Occidente non è in grado di fornirne nella quantità necessaria.

La guerra simmetrica tra Russia e Stati Uniti, delegata per procura al disgraziato popolo dell’Ucraina, se doveva fiaccare Mosca, impedendole di aspirare ad essere un impero e riducendola a potenza regionale innocua, non c’è riuscita. Nel frattempo ha fiaccato l’Europa, rendendone evidente la debolezza, e ha palesato le falle del sistema difensivo Usa, ancora dominante sui mari, ma disabituato ad un confronto simmetrico di terra.

Se le cose stanno, al di là della stupida propaganda, come indicano gli esperti militari, la guerra potrebbe anche andare avanti anni, con le caratteristiche attuali di frizione, di logoramento, di tributo di sangue ucraino e di distruzione immane di risorse.

Un dato che emerge dai commenti di chi segue da vicino gli avvenimenti è che ora la narrazione comincia ad essere volta verso la necessità di un armistizio e di un accordo che dia per scontato che Donbass e Ucraina sono ormai della Russia e che la restante parte del territorio ucraino è assicurato a Kiev, compreso lo sbocco sul Mar Nero.

I russi sembrano impegnati a rafforzare le linee difensive e le linee di comunicazione e ad aggiustare porzioni di territorio in funzione di definire confini naturali (i fiumi).

L’Ucraina, se si sta a quanto scrivono gli esperti che seguono l’andamento della guerra da tutti i versanti, non ultimo quello del procurement militare, danno per scontato che grandi arrivi di armamenti e di munizioni non ci saranno per evidente mancanza di produzione.

Va inoltre considerato il fatto che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di mettere in campo armi che, catturate, potrebbero essere oggetto di trasferimento tecnologico.

Nella guerra dei droni la Russia ha dimostrato di non avere problemi di approvvigionamento.

Mosca sta inoltre equipaggiando aerei e sottomarini con missili ipersonici. Putin ha fatto sapere che le forze aerospaziali russe stanno iniziando a pattugliare costantemente lo spazio aereo sul Mar Nero con aerei dotati di missili ipersonici Kinzhal.

I famosi F16 sono considerati da tutti gli esperti militari più elementi di propaganda che di possibile cambiamento della guerra.

In buona sostanza la guerra è e sarà di frizione, di logoramento, di distruzione di uomini, mezzi e risorse, ma quello che è oggi sarà anche domani.

Nel frattempo si sono accesi altri focolai di guerra e sono entrati in scena altri soggetti: Hamas, Houti, Hezbollah, Jiad e, ultimo l’Isis. Soggetti che sono la longa manus di altri soggetti e che stanno ridefinendo i rapporti di forza nel Medio Oriente.

L’entrata in campo dell’Isis, oltre a rispondere alla logica del mercato, che impone la presenza per non essere esclusi, va capita in tutti in suoi risvolti.

L’Isis è nato dalla rivolta dei servizi segreti iracheni dopo che Bush ha fatto eliminare Saddam, consentendo all’Iran e agli sciiti di invadere di fatto il territorio sunnita iracheno.

Il fatto che l’Isis abbia fatto un attentato in Iran, al di là delle dichiarazioni ufficiali e propagandistiche, è semplicemente un mostrare bandiera e una dichiarazione di disponibilità.

Non va dimenticato che una porzione della Siria è ancora nelle mani dell’Isis e che la rete dell’organizzazione non è mai stata smontata del tutto.

La Corea del nord spara sulla Corea del Sud, dando segni di una possibile destabilizzazione dell’area.

In tutto questo ribollire di focolai di guerra e di tensione una cosa è certa: la questione ucraina va chiusa.

Le narrazioni cominciano a volgere verso la necessità di un accordo.

Probabilmente per avviare una trattativa dovrà uscire di scena Zelenski, ma qui si apre un problema grande come una bomba atomica: Biden.

Quanto è compromesso Joe Biden in Ucraina? Quanto può Joe Biden, in compagnia del figlio Hunter e dei Biden, intesi come famiglia, permettersi di abbandonare Zelensky e il suo gruppo che comanda a Kiev dopo che proprio lui, con Victoria Nuland e George Soros, li ha creati? Quanto è compromesso in chiave di affari, di laboratori gain of function, di tangenti l’ex vice presidente di Obama che dell’Ucraina aveva fatto il suo feudo?

Quanto sanno i russi?

Le divisioni interne all’Ucraina sono ormai evidenti e una presa di posizione netta degli Usa potrebbe dare il segno di una svolta, ormai necessaria, per depotenziare questa guerra a macchie di leopardo che rischia di disastrare ulteriormente l’Occidente.

E’ necessario cambiare paradigma e congelare la guerra tra Usa e Russia combattuta sulla pelle degli ucraini e degli europei.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui