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U.R.S.E: LA METAMORFOSI POLITICA DELL’UNIONE EUROPEA

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di Francesco Pontelli

In Cina la vendita delle auto elettriche, per la precisione identificabili con le sigle NEV (BEV+PHWV) ha raggiunto oltre il 53,3% del totale delle auto vendute.

Ma il vero dato sorprendente è rappresentato dal fatto che quasi il 47% dei consumatori continui ad acquistare automobili a benzina e a gasolio: quindi a combustione interna. 

Infatti, andrebbe sottolineato come per acquistare un’auto diesel o benzina nelle grandi città venga richiesta l’iscrizione ad una lotteria ed il permesso di acquisto di questa tipologia di mezzo risulti successivo all’esito positivo del sorteggio per ottenere la targa.

Dopodiché i “fortunati ” sorteggiati dovranno pagare oltre 11.000 euro proprio per ottenere la targa della autovettura.

Viceversa, per comprare un’auto elettrica, NEV,  la targa viene fornita gratuitamente senza nessuna iscrizione a qualsivoglia lotteria. 

Ecco spiegato, quindi, l’esito dell’andamento positivo delle autovetture elettriche il quale, tuttavia, risulta espressione di un forte condizionamento tipico di un sistema dittatoriale come quello cinese.

La politica dello Stato cinese, quindi, interviene direttamente sulla tipologia degli acquisti applicando protocolli ideologici che nulla hanno a che vedere con le regole del libero mercato.

Quindi ogni interpretazione positiva espressa dalla compagine ambientalista occidentale e sostenitrice dell’auto elettrica risulta fuori luogo.

Il vero dato importante è che una buona parte del 47% dei consumatori dei grossi centri urbani si sottopone al patibolo dell’estrazione di una targa (si ripete con un costo di oltre 11.000 euro) per acquistare una auto a motore endotermico, piuttosto di rassegnarsi, seppur gratuitamente, ad una targa per un veicolo elettrico.

In Europa, o meglio all’interno dell’Unione Europea, si è riusciti, dopo i falliti tentativi di favorire con finanziamenti pubblici sottratti alla spesa sociale e non certo alle spese militari, di favorire la vendita di auto elettriche con risultati imbarazzanti e disastrosi tanto da mandare in forte crisi l’intero sistema Automotive. 

Non sazi dell’esito del mercato si è deciso di azzerare ogni possibilità di scelta introducendo il divieto della produzione di auto a motore termico dal 2035.

Sembra evidente, così, come i due modelli politici ed istituzionali anche se geograficamente lontani, quello cinese e della Unione Europea, non risultino poi così distanti nell’applicazione di principi etici e ideologici somministrati alla cittadinanza, una pratica tipica delle classi politiche massimaliste e dispotiche.

Da questa evidente similitudine politica tra le due istituzioni politiche, pur dichiarando l’Unione Europea di rappresentare un modello Democratico di natura occidentale in quanto espressione di una maggioranza elettorale esattamente come nella Repubblica di Weimar, emerge come la deriva etica ed ideologica europea determini una sempre maggiore vicinanza dell’Unione  Europea ad un regime massimalista etico e per questo socialista, o meglio comunista. 

Una similitudine della specie con il regime cinese, tale da indurre la UE ad imporre divieti di produzione (2035) che superano l’autoritarismo della stessa Cina.

Anche se,  più simile sotto il profilo organizzativo al vecchio URSS, non alla Cina.

Si manifesta in questo modo la metamorfosi della Unione Europea nella nuova U.R.S.E, Unione delle Repubbliche Socialiste Europee.

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  • Redazione

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