
di Raffaele Romano
In questa confessione a cuore e mente aperta devo ammettere di rimanere sempre più meravigliato, sorpreso e colpito.
A cosa mi riferisco?
Semplice, a diversi “personaggi” che qui in Italia vanno per la maggiore e che sono riusciti, senza spiegarcelo a piegare la curva dello spazio tempo della quarta dimensione di Einstein, per riuscire a vivere più vite contemporaneamente. La stessa curva spazio temporale che sta usando il Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico smarritosi nelle vie di Pomigliano per cercare di intrappolare in una morsa politico-diplomatica l’irraggiungibile Āyatollāh SeyyedAli Khamenei.
Personaggi che sono in Tv a fare programmi, scrivono decine di libri su tutti gli argomenti dello scibile umano, fanno i giornalisti della carta stampata dove pubblicano centinaia di articoli sull’universo mondo e dintorni e, come se non bastasse, sono invitati ad eventi dovunque per a portare le loro verità assolute che, aiutati da loro colleghi in studi televisivi, propinano come certezze.
Personalmente per scrivere un saggio di Storia contemporanea impiego dai 16 ai 20 mesi quando va bene. Il maggior tempo lo impiego per fare adeguate “storiche ricerche documentali” che, molto spesso, sono in inglese per cui vanno tradotte e catalogate. Settimanalmente non riesco a fare più di due articoli per cui, in confronto a questi altri super dotati soggetti, mi sento a dir poco “scarso”. Anche per gli articoli ricerco prima dati e documenti perché non ho la pretesa di far passare mie idee o pregiudizi per scienza sicura e precisa.
Da tempo seguo, con molta attenzione, in particolare un onnipresente di vaglia che è passato attraverso la composizione di una trentina di libri che vanno dalla storia contemporanea a quella antica, dal romanzo ai diritti di varie categorie calpestate in stile politicamente corretto ovviamente, dall’osanna femminile al sommo poeta Dante, da analisi sociologiche alla prima guerra mondiale, dall’esaminare quei ragazzi che volevano fare la rivoluzione e che poi si sono convertiti al capitalismo e allo Stato che volevano abbattere, senza tralasciare che era meglio quando si stava peggio.
Sugli editoriali della stampa nazionale che propina quasi quotidianamente e che, detto per inciso quasi nessuno più compra e legge in quanto superati e surclassati da quotidiani on line come il nostro che non hanno bisogno di tuttologi a tanto al chilo, è poi esplosa la sua mania di rappresentare l’universo mondo dal calcio alla sociologia spiccia, dal tentativo fallito di Mussolini di invadere la Grecia ai botti napoletani di fine anno, dall’accorgersi, finalmente, del malfunzionamento dell’italica sanità ai gladiatori abusivi del Colosseo.
Le specialità della ditta, inoltre, sono state e sono le interviste all’incirca più di cento che vanno da Ennio Moricone a Steven Spielberg, da Achille Lauro (l’armatore napoletano di qualche decennio fa oltre che politico) ma il cantante a Riccardo Muti.
Considerando che anche lui ha famiglia sarebbe da informazione scientifica sapere quanto tempo gli rimane da dedicargli visti gli innumerevoli e totalizzanti impegni.
Di tuttologi siamo pieni.





