Home Opinioni IL TERRORISMO VA CONDANNATO SENZA SE E SENZA MA

IL TERRORISMO VA CONDANNATO SENZA SE E SENZA MA

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di Alessandro Roazzi

In una delle trasmissioni tv di poche sere fa una signora, certamente intellettuale di sx, ha definito in modo non certo molto severo il gesto della P38 mostrato per essere giudicato. Non ricordo la parola esatta ma siamo nel campo di parole tipo ”indisponente” o poco più.

Mi ha colpito la…leggerezza del giudizio perché trascina con sé due guai capitali: il non ricordare come è doveroso gli anni cupi del terrorismo della nostra storia e il non voler neppure per un attimo rinunciare ad una logica di contrapposizione con la destra che finisce per non vedere i pericoli di certi atteggiamenti dall’altra parte.

I francesi avrebbero parlato a tal proposito di cultura ”mandarina” della quale non avevano un gran giudizio. Io direi di più, una cultura al fondo che ricorda uno dei vizi della sinistra storica, vale a dire il rispolverare quando serve un profilo pseudo stalinista.

È’ come se una certa cultura avesse il terrore di uscire dall’immobilismo nel quale si è trincerata, dimenticando che molto è cambiato ma anche che la memoria storica dovrebbe aiutare a riflettere e trovare nuove strade senza incaponirsi sulle vecchie ormai vuote di spirito e giustificazione.

In questo modo si vanifica però il contributo della cultura a ridefinire ruoli, obiettivi, pensiero politico. E gli altri vanno avanti, non di rado purtroppo verso situazioni pericolose. L’autoritarismo ci sguazza in questa situazione.

Tutto per evitare di fare la cosa più semplice: non autocritiche, ma volontà di avventurarsi in piena libertà fra i problemi reali del nostro tempo e ricostruire una nuova e credibile identità di sinistra. A Roma si dice “Stamo indietro de mo’, stamoce”.

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