
Il 16 ottobre Die Zeit On Line ha reso noto, con largo anticipo, un fatto che si è verificato domenica scorsa e che fa capire come stiano rapidamente cambiando le carte in tavola.
Si tratta di un incontro riservato (segreto non lo è, dal momento che ne parla la stampa) tra una delegazione russa e una delegazione tedesca
Ufficialmente, scrive Die Zeit on line, il forum di discussione russo-tedesco “Dialogo di Pietroburgo” è considerato concluso, ma i funzionari del Cremlino stanno lavorando per rilanciarlo e cercano cercano sostegno in Germania.
Il “Dialogo di Pietroburgo”, fa notare la rivista tedesca ARD Contrasts, è stato lanciato nel 2001 dall’allora cancelliere Gerhard Schröder e dal presidente russo Vladimir Putin con lo scopo di avvicinare la società civile tedesca e quella russa. Dopo che nel 2021 la Russia ha dichiarato “indesiderabili” le organizzazioni coinvolte nel dialogo, la parte tedesca ha ufficialmente interrotto il dialogo. Dopo l’attacco all’Ucraina nel febbraio 2022, i tedeschi hanno sciolto anche le strutture dei club associati.
Siamo nel febbraio del 2022 e Gerhard Schröder, ex cancelliere tedesco (1998-2005), da sempre in ottimi rapporti con Mosca, ottiene un nuovo incarico nel settore del gas russo, entrando a far parte del Consiglio di sorveglianza del colosso Gazprom.
Lo ha reso noto a febbraio 2022 la stessa azienda, la quale ha precisato che la sua nomina sarebbe stata sottoposta all’Assemblea degli azionisti prevista per il 30 giugno successivo a San Pietroburgo.
I legami di Schröder con Mosca sono antichi: è amico personale di Putin ed è già a capo del consiglio di sorveglianza della compagnia energetica russa Rosneft (dal 2017, rieletto a giugno 2021 con un compenso di 600 mila euro), oltre che presidente del Comitato Azionisti di Nord Stream AG e ceo del gasdotto Nord Stream 2.
E, a quanto pare, proprio la distruzione di una parte del Nord Stream Due, operata da un commando ucraino, non deve essere stata dimenticata dai tedeschi che, anzi, se la sono lagata al dito.
In ogni caso, l’economia tedesca, che ora langue, ha avuto fortuna nei decenni scorsi grazie al gas russo comperato a basso prezzo.
Approfittando di un vuoto di leadership europea e americana (vuoto del quale approfitta anche Netanyahu), la Germania, evidentemente, da quanto scrive Zeit on line, ha ripreso l’iniziativa per una ricucitura con l’Orso moscovita.
Da qui l’incontro a Baku del quale riferisce il quotidiano tedesco.
“Una pianificazione meticolosa è fondamentale – scrive Zeit on line – , soprattutto per un incontro di natura cospiratoria. Quando gli ospiti atterreranno nella capitale azera, Baku, domenica prossima [domenica scorsa per chi legge] , tutto sarà rigorosamente cronometrato. Il trasferimento al Four Seasons Hotel dura 35 minuti. Ritiro nella hall alle 18:30. Cena dalle 19, alla quale sarà presente anche l’ambasciatore russo. Almeno così si legge nel programma di un incontro di cui nessuno dovrebbe essere a conoscenza e che non si svolgerà per la prima volta a Baku”.
“Il piano dietro l’incontro è alquanto audace – sottolinea Zeit on line -. A Baku si prevede che eminenti lealisti russi di Putin e un’illustre delegazione tedesca rilancino le relazioni tra i due paesi. Tutto questo sotto la bandiera del Dialogo di Pietroburgo, un formato di discussione che il governo federale ha abbandonato da tempo. Nell’ordine del giorno, che ZEIT e la rivista politica ARD Contrasts hanno potuto visionare, gli organizzatori elencano tra i partecipanti nomi noti dalla Germania: l’ex primo ministro del Brandeburgo Matthias Platzeck (Spd), l’ex capo della Cancelleria federale Ronald Pofalla (Cdu) e il lobbista russo Martin Hoffmann. Viene menzionato anche l’ex candidato cancelliere della Cdu, Armin Laschet, che però nega di avervi preso parte.
Tra i partecipanti ARD Contrasts segnala anche due svizzeri: Tim Guldimann, ex ambasciatore svizzero a Berlino, e Thomas Greminger, ex segretario generale e ora direttore del Centro di Ginevra per la politica di sicurezza, anch’esso finanziato dallo Stato svizzero.
Il programma prevedeva la partecipazione di Viktor Zubkov, ex primo ministro russo e compagno di lunga data di Vladimir Putin. Zubkov detiene il titolo di Consigliere di Stato attivo di prima classe della Federazione Russa, che è il grado più alto per i funzionari statali russi. Dal 2008 è anche presidente del consiglio di sorveglianza della società statale Gazprom. Nel programma viene menzionato anche l’ambasciatore russo in Azerbaigian, Mikhail Evdokimov.
Nella lista dei partecipanti figura anche Valery Fadeev, presidente del Consiglio presidenziale russo per i diritti umani e consigliere di Putin.
Mikhail Schwydkoj- riferisce ARD Contrasts – , menzionato nel programma e rappresentante speciale di Putin per la cooperazione culturale con l’estero, ha detto, alla domanda che l’incontro previsto dal 20 al 21 ottobre a Baku sarà di carattere informale, che i partecipanti parleranno solo per se stessi e personalmente.
I giornalisti di Time and Contrasts si sono imbattuti anche in un bando pubblico dell’Università statale di San Pietroburgo alla ricerca di fornitori di servizi per organizzare eventi nell’ambito del Forum di dialogo di Pietroburgo che fa capire che c’è stato un incontro anche ad aprile.
Secondo un ordine del giorno che Time and Contrasts ha potuto valutare, si diceva che ci fosse stato un incontro confidenziale al Four Seasons di Baku sei mesi prima, il 21 e 22 aprile 2024. Lo ha confermato, su richiesta, anche Mikhail Schwydkoj.
Esperti russi e tedeschi hanno discusso delle relazioni attuali e possibili future della Russia.
Le informazioni corrispondono all’ordine del giorno, secondo il quale all’incontro di aprile, su proposta della parte tedesca, c’erano due punti: “Il giorno dopo” e “Il tempo in mezzo” – si legge nel programma: ” Come stabilire canali di comunicazione e ponti di fiducia “Cosa possono fare entrambe le parti per mantenere le reti?” Infine, il terzo punto da discutere è la frequenza con cui il “gruppo di contatto” dovrà incontrarsi in futuro.
Tra i partecipanti di aprile, sempre secondo qunto riferisce ARD Contrasts – figuravano Platzeck e Hoffmann nonché Stephan Holthoff-Pförtner, ex ministro degli affari europei nel gabinetto NRW di Armin Laschet.
“Anche Holthoff-Pförtner – scrive ARD Contrasts – è strettamente legato a Ronald Pofalla: lavora come avvocato nello studio legale Holthoff-Pförtner di Essen. Holthoff-Pförtner ha però chiaramente negato al telefono la sua partecipazione all’incontro di aprile.
Platzeck e Hoffmann non hanno commentato questa nomina.
Non c’è, ovviamente, da spettarsi che i protagonisti ci vengano a dire di cosa hanno discusso, ma è del tuto evidente che tra Mosca e Berlino è iniziato un nuovo dialogo che scavalca le posizioni ormai assolutamente fuori dalla realtà dell’Unione Europea.
A cosa porterà il dialogo russo tedesco lo si vedrà nei prossimi mesi. Quel che si capisce è che Berlino ha iniziato a fare da solo in una logica di dialogo che nulla ha a che fare con le posizioni di Bruxelles dove l’Unione Europea diplomaticamente e geopoliticamente si dimostra essere semplicemente inesistente.





