Home Cultura PITAGORA IL MAESTRO SEGRETO

PITAGORA IL MAESTRO SEGRETO

0

“Tra gli esseri viventi e dotati di lógos l’uno è Dio, l’altro è uomo, e il terzo è come Pitagora’ (Aristotele)

Nel corso, se ben ricordo, di una delle sue ultime lezioni pisane Giorgio Colli ci parlò dell’importanza delle “azioni editoriali‘, quali erano quelle che stava realizzando con l’Adelphi di Luciano Foà, al fine di riproporre ai moderni la Sapienza degli Antichi, e di pochi altri posteriori. Su questa linea mi sono mosso a partire dal 1980 fino a oggi, con i miei libri su Zosimo di Panopoli, Eraclito, Oracoli Caldaici, Empedocle, Parmenide, i tragici greci, Saffo, e ora Pitagora, con il libro “Pitagora il Maestro Segreto.

Tutti lo conosciamo fin dai primi anni di scuola, quando abbiamo sentito pronunciare il suo nome davanti all’ipotenusa di un triangolo. Pochi sanno, però, che dietro quel nome si nasconde una figura di difficile collocazione, a metà tra l’umano e il divino, perfetto esempio di amante della Sophía capace di superare la sua epoca e proiettarsi nell’eternità.

In un viaggio all’interno dei precetti della scuola da lui fondata, ho ricostruito la figura di un Sapiente che amava impartire i suoi insegnamenti da dietro una tenda, e che si dice avesse una coscia d’oro, a indicare la sua realizzazione spirituale Per alcuni incarnazione di Apollo, per altri uomo ispirato dalle Muse, Pitagora si erge alle soglie del tempo come Maestro segreto, che della sua ricerca ha fatto un metodo da insegnare per accelerare lo sviluppo umano nei secoli.

In questa immersione totale nella civiltà che ci ha generato, ho rintracciato i profondi legami tra l’Occidente e l’Oriente, l’ineliminabile esperienza del mistero che permette al noûs di arrivare alla verità.

Il noûs, in Pitagora, come anche in Parmenide ed Eraclito, è la dimensione sottile della nostra interiorità, come l”atman degli Orientali, che consente la realizzazione suprema: l’esperienza dell’unità di tutte le cose, e la rivoluzione del centro, che non è più l’ego, ma il Sé profondo, che coincide con il grande Uno:’Il noûs, di per se stesso, tutto vede e tutto ode, il resto è cieco e sordo’ folgorava Pitagora.

A questa rivoluzione interiore il Maestro convocava i suoi discepoli, riuniti in comunità sapienziali in cui si praticavano meditazioni attraverso tecniche raffinatissime: la pratica del silenzio, della respirazione diaframmatica, dell’anamnesi, dell’incubazione nelle grotte, e della musica come mezzo per contattare il noûs. Questa disciplina interiore consentiva agli iniziati di vivere in saggezza e serenità, e di praticare la philía, ovvero l’amicizia, la solidarietà, l’amore. E in questo consisteva la formazione spirituale dei cittadini e soprattutto dei politici pitagorici, che governarono mirabilmente numerosissime città della Magna Grecia, tra cui Taranto.

Pitagora fu mistico, indagatore della Natura di cui rintracciò la struttura matematica, musico, e politico nel senso più alto del termine.

È questo il messaggio ancora, e sempre più,vivo che ci giunge nel pieno della crisi dell’Occidente, mentre stanno culminando gli effetti distruttivi derivanti da cause seminate nel corso di una storia dell’umanità marchiata da inconsapevolezza e ignoranza.

Da una voce ben più profonda e autorevole di quella di intellettuali e filosofi alla moda, incapaci di indicare ai contemporanei tragitti efficaci per una rigenerazione individuale e collettiva, spirituale, o meglio sapienziale, e politica.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui