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TIK TOC TAC

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di Giulio Galetti

Sono 1,7 miliardi e il 30% ha meno di 18anni gli utenti della social platform afferente alla “Cyberspace Administration of China” (CAC), che è al tempo stesso sia l’agenzia centrale di “regolamentazione, censura, supervisione e controllo di Internet” del Partito Comunista Cinese, sia l’ azionista di maggioranza del “China Internet Investment Fund”, che detiene una quota significativa della ByteDance (l’attuale proprietaria di TikTok)
Cosa comporta questa “quota”?
1️⃣ “Crittografia end-to-end non disponibile” si legge nelle note che accompagnano l’installazione della App più scaricata nel 2023. In parole povere, TikTok ammette che le immagini e i messaggi inviati tramite la sua piattaforma non vengono crittografati e vengono archiviati “in chiaro” sui server della ByteDance, e in caso di bisogno possono perciò essere letti dal fornitore di servizi che individua precisamente l’autore e la sua geolocalizzazione.
2️⃣ Tracciamento invasivo – Usando Exodus Privacy, sulla versione 33.8.5 di TikTok si scopre che installa i codici di 5 tracciatori di profilazione, tra i quali, oltre agli analytics di Google e quelli di condivisione con Facebook, figura anche il tracker di VKontakte, (il social network della Federazione Russa).
3️⃣ Autorizzazioni (celate) di accesso allo smartphone – Sempre dall’analisi fatta con Exodus Privacy, installando TikTok si concedono 74 permessi di accesso alle funzioni del proprio dispositivo elettronico, tra cui la webcam, Wi-Fi a cui si è collegati, oltre a tutti gli altri access point usati dalla configurazione dello smartphone in poi, tutti i contatti memorizzati in rubrica, la funzione di registrazione audio, e tutti gli appuntamenti inseriti nel calendario… Chi mai consegnerebbe il proprio smartphone a qualcuno in grado di conoscere le informazioni storiche e puntuali che attengono alla nostra privacy?
4️⃣Dati personali a spasso per il mondo – Una dichiarazione rilasciata nel Maggio 2023 dalla Bytedance nel tentativo di rassicurare le autorità che hanno invece aumentato le preoccupazioni: “Sulla base di effettive necessità per lo svolgimento del proprio lavoro, consentiamo l’accesso remoto ai dati degli utenti TikTok ad alcuni addetti che fanno parte della nostra azienda che si trovano in Brasile, Canada, Cina, Giappone, Malesia, Filippine, Singapore, Sud Corea e negli Stati Uniti“. Quindi, apprendiamo che da svariate parti del mondo i tecnici possono accedere da remoto ai dati di TikTok, e che ciò avviene da una serie paesi totalmente impermeabili al concetto stesso di privacy come: Cina, Singapore, Malesia, Filippine e Brasile, dove non esistono tutele nel merito.
 
 

 

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  • Redazione

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