Home Politica estera THE DONALD IGNORA URSULA E ANNUNCIA UN ACCORDO CON L’UK

THE DONALD IGNORA URSULA E ANNUNCIA UN ACCORDO CON L’UK

0

Donal Trump ha annunciato ieri un accordo commerciale con il Regno Unito, ma pare continui ad aver perso il numero di telefono di Ursula von der Leyen.  

L’accordo lo ha annunciato ieri Donald Trump, descrivendolo come completo e globale.

Trump ha scritto in un post su Truth Social che l’accordo è il primo di molti, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

“L’accordo con il Regno Unito – ha aggiunto ancora Trump – è completo e globale e consoliderà le relazioni tra gli Stati Uniti e il Regno Unito per molti anni a venire. Grazie alla nostra lunga storia e alla nostra fedeltà reciproca, è un grande onore avere il Regno Unito come nostro primo annuncio. Seguiranno molti altri accordi, che sono in fase avanzata di negoziazione”.

Nel frattempo, Ursula von del Leyen fa sapere che “i dazi stanno già avendo un impatto negativo sulle economie globali.” E che l’Ue rimane pienamente impegnata a trovare soluzioni negoziate con gli Stati Uniti”.

“Riteniamo – ha spiegato la von der Leyen – che ci siano buoni accordi da raggiungere a vantaggio dei consumatori e delle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. Allo stesso tempo, continuiamo a prepararci a tutte le possibilità”.

Possibilità che sono anche quelle di uno scontro al quale la baronessa si predispone con un piano B se Bruxelles e Washington non dovessero nel frattempo trovare un accordo, con dazi che scatteranno al termine della sospensione di 90 giorni indetta da Donald Trump.

Non più l’approccio “dollaro per dollaro” ipotizzato nel primo pacchetto (poi congelato) di contromisure sui dazi su acciaio e alluminio, ma una risposta più attenta a “non spararsi sui piedi“, spiega un alto funzionario dell’esecutivo Ue.

La priorità – sottolinea senza soluzione di continuità la Commissione europea – è la ricerca di una soluzione “reciprocamente vantaggiosa ed equilibrata” con la Casa Bianca.

La Commissione europea ha stilato un elenco – sottoposto da ieri a consultazione pubblica fino al 10 giugno – di importazioni dagli Usa da colpire, che copre un’ampia gamma di prodotti industriali e agricoli per un valore, calcolato sul volume delle importazioni del 2024, di 95 miliardi di euro. C

L’Ue è anche decisa a percorrere la via che porta all’Organizzazione Mondiale del Commercio, dove Bruxelles avvierà una controversia contro gli Stati Uniti, perché “è opinione inequivocabile dell’Ue che tali dazi violino palesemente le norme fondamentali del WTO”.

Rimane il fatto che, per ora, l’Unione Europea è esclusa da tutti i tavoli dove si discutono i nuovi equilibri mondiali.

Ne è prova una dichiarazione congiunta pubblicata sul sito del Cremlino, al termine dell’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping, nella quale è stato ribadito il loro sostegno a tutti gli sforzi volti a promuovere una soluzione pacifica alla guerra in Ucraina, sottolineando la necessità di affrontarne le cause profonde nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Lo riferisce

Nel documento, diffuso in occasione dell’80mo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale, le due parti affermano che “una soluzione duratura e sostenibile della crisi ucraina richiede l’eliminazione delle sue cause profonde, il rispetto integrale dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del principio di indivisibilità della sicurezza, tenendo conto dei legittimi interessi di sicurezza di tutti gli Stati”.

 E cosa sono le cause profonde se non l’accerchiamento Nato della Russia, avvenuto in questi ultimi trenta anni, sulla base di una politica neocon rivelatasi perdente e pericolosa?

Siamo lontani mille anni luce dalle esternazioni di Kaja Kallasche anche ieri ha detto: “Domani daremo l’approvazione politica definitiva all’istituzione di un tribunale per i crimini di guerra e i crimini di aggressione.Non ci sarà impunità. Ci sarà responsabilità per i crimini commessi”.

Kaja Kallas, con il solito tempismo di portavoce dei guerrafondai  neocon, ha detta la sua al termine del consiglio esteri informale a Varsavia, annunciano che oggi i ministri del gruppo che sostiene l’iniziativa oggii saranno a Leopoli per lanciare il tribunale.

La follia regna sovrana in questa Unione Europea allo sbando politico.  

Nel frattempo ieri il parlamento ucraino ha votato a favore della ratifica dell’accordo sui minerali firmato con gli Stati Uniti, un accordo che Kiev spera garantirà a Washington un futuro supporto militare nella lotta per respingere le truppe russe, ma che esclude l’Unione Europea dal futuro economico dell’Ucraina .

I deputai ucraini hanno votato a favore della ratifica dell’accordo all’unanimità.

“Il Parlamento ucraino ha ratificato lo storico accordo di partenariato economico tra Ucraina e Stati Uniti – ha affermato il vice primo ministro Yulia Svyrydenko in un post su X – Questo documento non è semplicemente un costrutto giuridico: è il fondamento di un nuovo modello di interazione con un partner strategico chiave.”

La ratifica da parte del Parlamento arriva un giorno prima che la Russia, che ha lanciato un’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, tenti di mostrare la sua forza con una parata militare per celebrare l’80° anniversario della sconfitta della Germania nazista.

Tali preparativi sono stati oscurati dagli attacchi dei droni ucraini contro la Russia e Kiev spera che la ratifica dell’accordo sui minerali rafforzi la sua posizione nei colloqui di cessate il fuoco, che finora hanno fatto poco per colmare il divario tra Mosca e Kiev.

L’accordo sui minerali, firmato il mese scorso a Washington, garantisce agli Stati Uniti un accesso preferenziale ai nuovi accordi sui minerali ucraini e istituisce un fondo di investimento che potrebbe essere utilizzato per la ricostruzione dell’Ucraina per i primi 10 anni.

Può anche darsi che l’ipotetica e mai rivendicata da lei mediazione di Giorgia Meloni sia, come scrive Silverio Allocca in questo stesso numero del giornale, come il Wasa, l’incredibile galeone voluto dall’ambizioso Re Gustavo II Adolfo di Svezia tra il 1626 e il 1628 ed affondato nel porto di Stoccolma il giorno stesso del varo, il 10 Agosto 1628 e che l’Asse Washington-Roma si sia è rivelato per quello che era evidente fin dall’inizio: un mero sogno, ma quello che va considerato è che il sogno non è della ma, come è ormai un vizio nazionale, quello di attribuire alla Meloni obiettivi non suoi per poi dichiarare che non li ha raggiunti.

Sembra di assistere alla sceneggiata relativa a Putin, il quale un giorno combatte con le pale ed è alla fine, il giorno dopo vuole conquistare il Portogallo, il terzo giorno vuole sparare l’atomica e il quarto sottomettere Trump, dichiarato da Hillary Clinton il pupazzo del Cremlino.

La verità è che molti osservatori non hanno più argomenti e si inventano realtà inesistenti, per poi smentirle.

L’unica realtà, per ora, è quella che ogni giorno ci mette di fronte la cronaca e, guarda caso, senza mediazioni della Meloni, che probabilmente non è stata informata di essere una mediatrice, Ursula non viene chiamata da The Donald. Può darsi che prima o poi dalla casa Bianca parta una telefonata. L’importante è che a rispondere non sia Kaja Kallas.

Forse Wasa è l’Unione Europea.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui