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SUMMIT ITALIA AFRICA LUCI E OMBRE

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di Massimo Coccia

L’altro ieri dopo aver sentito l’intervento del Presidente della Commissione dell’Unione africana ho compreso che nell’organizzazione del Summit c’era qualcosa che non quadrava.

In sostanza il Presidente Faki ha asserito che si aspettava un maggior coinvolgimento nella fase embrionale inerente all’organizzazione del vertice da parte dell’Italia per il semplice motivo che il Governo italiano non aveva consultato i paesi africani.

Mi chiedo ma come è possibile che si organizzi un vertice con l’intervento delle varie cancellerie dei paesi partecipanti senza aver preventivamente dato le linee guida inerenti ai punti all’ordine del giorno, tra cui finalità e obiettivi ben precisi del summit? Non vorrei che quelle frasi pronunciate in modo irrituali in un contesto simile siano state dette per rassicurare qualcuno o qualche nazione, come a dire non vi preoccupate noi siamo stati invitati e andiamo a sentire cosa ci propongono ma restiamo dalla vostra parte.

Detto questo accolgo con interesse che l’Italia abbia intenzione di stanziare 5.5 miliardi di euro per aiutare questi paesi “a casa loro” tanto per usare uno slogan che va molto di moda in questi tempi di grandi migrazioni di massa.

La cosa che preoccupa è che i paesi protagonisti delle rotte migratorie, tra i quali Senegal, Burkina Faso, Guinea, Mali, Niger e Sudan non hanno accettato l’invito a partecipare. Anzi il Niger ha abolito la legge che prevedeva il reato per la tratta di esseri umani.

Questo mi fa pensare che ci sono potenze straniere dietro alle decisioni di questi paesi che hanno interesse a mantenere alta la pressione dei fenomeni migratori sull’Europa per mettere in grave difficoltà il Governo italiano in primis e in secundis l’intera Unione Europea con le loro opinioni pubbliche fortemente contrarie all’immigrazione incontrollata per motivi economici.

La Premier italiana ha parlato di atteggiamenti predatori che debbono terminare nei confronti dei paesi africani. Mi risulta che le risorse energetiche e minerarie acquistate in Africa dall’Italia siano state sempre pagate ai legittimi proprietari. Poi se questi ultimi non hanno redistribuito i proventi alle loro popolazioni è una questione prettamente etica nel modo di fare politica di questi decision makers. Forse Giorgia si rivolgeva ai paesi cosidetti Brics? Perché oggi analizzando in quadro geopolitico complessivo chi ha le mire sull’Africa sono loro, in primis la Cina e poi la Russia se si considera che gli africani acquistano dalla Cina l’80 % del loro import, senza parlare dell’influenza geopolitica della Russia sul continente africano guarda caso proprio sui paesi delle rotte migratorie. Tenuto conto che gli Usa si stanno ritirando o si sono ritirati dai vari scenari africani dalla Libia all’Afganistan il quadro geopolitico assume dei contorni di estrema difficoltà per l’Italia. 

Non vorrei quindi che l’intero vertice sia stato come al solito la solita minestrina riscaldata che tutti i partiti italiani al Governo passati e presenti si sono affrettati ad organizzare prima di ogni importante evento elettorale per poi scoprire che alle parole non sono seguiti i fatti. Conoscendo però la nota determinazione della Premier italiana penso che vedremo anche dei fatti questa volta o almeno lo spero.

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  • Redazione

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