
Alla commemorazione della strage di Bologna il presidente dell’Associazione vittime del 2 agosto, Paolo Bolognesi, ex deputato Pd, ha sostenuto che «le radici di quell’attentato affondano nella storia del postfascismo italiano» e oggi «figurano a pieno titolo nella destra italiana di Governo».
Le affermazioni del presidente dell’Associazione, che non è un neutrale signore, ma un esponente del maggiore partito di opposizione, rispondono perfettamente alle regole della propaganda, le quali sostengono, prima di tutto, che si deve fare dell’avversario un nemico e poi che si deve usare, per etichettarlo, una aggettivo unico, da ripetere sempre.
In questo caso: fascista.
L’aggettivo deve, ovviamente, evocare concetti che sono diffusi nella coscienza collettiva.
La magistratura ha stabilito che la strage è stata eseguita da neo fascisti, i quali sono stati individuati e giudicati.
Ci sono Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, gli ex Nar condannati all’ergastolo in via definitiva tra la fine degli anni ’90 e il 2007.
Poi Gilberto Cavallini, Paolo Bellini, l’ex Primula nera di Avanguardia Nazionale.
I processi sulla strage del 2 agosto 1980 hanno ridisegnato il contesto e fatto nuova luce sui responsabili di quell’attentato, compresi i finanziamenti della P2 di Licio Gelli, con la copertura, si afferma, dei servizi deviati. Quali?
Un passaggio importante, in merito, andrebbe fatto leggendo le carte della P2 per accorgersi che, a proposito di servizi, dietro a Gelli si agitava la Cia di Frank Gigliotti.
Frank Gigliotti nato in Italia il 15 ottobre 1896, dal 1925 al 1928 ha studiato a Roma.
Ha operato poi come capo consigliere della sezione italiana dell’OSS dal 1941 al 1945. Successivamente il suo compito in Italia è stato quello di riattivare l’organizzazione dei servizi strategici, usando gli ex agenti dei servizi segreti fascisti come strumento di lotta al comunismo, come risulta da un rapporto del Dipartimento di Stato USA del 1947.
Frank Gigliotti reclutò Licio Gelli personalmente e gli diede l’incarico di predisporre in Italia un “governo anticomunista parallelo”, in stretta collaborazione con la sede della CIA a Roma (Ganser Daniele et al., Gli eserciti segreti della Nato: operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale, Roma, Fazi, 2005, p. 91).
Come scrive Daniele Pistolato, nella sua tesi di laurea all’Università di Padova[1], Gelli, che conosceva il Generale Alexander Haig, consigliere del Presidente USA per le questioni militari, entrò a tutti gli effetti nell’ entourage di Nixon. “Nel settembre del 1969, il Generale Haig e il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Henry Kissinger – scrive Pistolato – , autorizzarono Gelli a reclutare nella sua P2 circa 400 alti ufficiali italiani e della Nato, al fine di predisporre un “governo dei colonnelli”. Come spiegò lo stesso “Maestro venerabile”: ‘Molti provenivano dai ranghi dei mercenari che avevano combattuto nella guerra civile spagnola, altri dalla repubblica fascista di Salò. Vennero selezionate persone di provata fede anticomunista. […] Se la forza comunista si fosse ulteriormente accresciuta in Italia, avremmo scatenato un’altra guerra e l’America ci avrebbe generosamente rifornito d’armi dal cielo’ ”. [2]
“Tra il 27 e il 28 febbraio 1969 – aggiunge Pistolato – , durante il primo tour europeo di Nixon, il Presidente USA venne in visita a Roma. Dalle sue memorie, l’allora Primo ministro italiano Rumor ricordava la capitale quasi in “stato di assedio”, per le proteste antiamericane di studenti ed estremisti di sinistra. Con i precedenti successi nei paesi del Sud del mondo -soprattutto in America Latina-, la strategia delle “covert operations” della CIA sbarcherà, con Nixon, in Europa”. [3]
Se vogliamo davvero parlare di radici, allora dobbiamo andare oltre la prima linea, quella evidente del neo-fascismo, per approdare alla pista che riguarda i servizi Usa.
Lo stesso si dovrebbe fare per l’utilizzo dei fascisti da parte dei servizi inglesi, ma anche delle manine dei servizi di vari Paesi per quanto riguarda l’altra parte del terrorismo, ossia quello rosso: Brigate Rosse, Prima Linea e via discorrendo. Che dire della Volante Rossa? E di Giangiacomo Feltrinelli?
Usare le vicende degli “Anni di piombo” a scopo di propaganda elettorale attuale è un pessimo servizio alla storia, alla verità e al Paese.
Che dire, ad esempio, del Pd che è l’erede del Pci? Gallinari, Franceshini, Bonisoli, fondatori delle Br sono stati iscritti e militanti del Pci.
La Commissione Mitrokin ha messo in luce la presenza di agenti del Kgb nella vicenda Moro.
Se vogliamo essere seri, dobbiamo entrare fino in fondo nel ginepraio degli anni nei quali la strategia della tensione ha visto muoversi in Italia agenti di ogni specie e, soprattutto, si dovrebbero dissecretare una quantità di documenti (a cominciare da quelli di Ustica) che consentirebbero di fare finalmente luce su come l’Italia sia stata, negli anni, terreno di scontro di interessi stranieri.
Usare la commemorazione della strage di Bologna per fare propaganda al Pd è operazione pessima.
Ha pertanto ragione il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a dire: «Sono profondamente e personalmente colpita dagli attacchi ingiustificati e fuori misura che sono stati rivolti, in questa giornata di commemorazione, alla sottoscritta e al Governo. Sostenere che le “radici di quell’attentato oggi figurano a pieno titolo nella destra di governo”, o che la riforma della giustizia varata da questo governo sia ispirata dai progetti della loggia massonica P2, è molto grave. Ed è pericoloso, anche per l’incolumità personale di chi, democraticamente eletto dai cittadini, cerca solo di fare del suo meglio per il bene di questa Nazione».
Giorgia Meloni ha poi aggiunto: «Credo che, in questo clima di crescente odio, le parole e i gesti stiano sfuggendo di mano anche alle persone più avvedute. Mi appello a tutti perché si torni all’interno di una cornice di normale dialettica in quella che, grazie ai sacrifici di tanti, è ormai una democrazia solida e matura».
Una democrazia solida e matura deve anche avere il coraggio di andare oltre la propaganda che usa la parola fascista per trasformare l’avversario come un nemico e, soprattutto, deve avere il coraggio di aprire gli armadi e togliere gli scheletri. Tutti gli scheletri.
[1] Daniele Pistolato, “Operazione Gladio” – L’esercito segreto della Nato e l’Estremismo Nero – A.A. 2023/2024 – Università di Padova
[2] Daniele Pistolato, “Operazione Gladio” – L’esercito segreto della Nato e l’Estremismo Nero – A.A. 2023/2024 – Università di Padova
[3] Daniele Pistolato, “Operazione Gladio” – L’esercito segreto della Nato e l’Estremismo Nero – A.A. 2023/2024 – Università di Padova





