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STORIA SEGRETA DEL PRIORATO DI SION, QUELLO VERO

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di Giorgio Cattaneo

Ci dice, attraverso un video Diego Marin: «Nell’anno 909, Guglielmo il Pio, Duca di Aquitania e di Settimania, finanziò la costruzione del monastero di Cluny: sarà la scintilla per quella che fu la Riforma Benedettina, che produsse una enorme diffusione di monasteri. La rapida costruzione di strade e vie di collegamento da un monastero all’altro permetteva di viaggiare in tutta Europa. Anche così, Guglielmo d’Aquitania riuscì più facilmente a consentire l’infiltrazione della famiglia che in realtà serviva, quella davidica dei Desposyni, che si ritenevano strettamente collegati ai primissimi discepoli e al gruppo familiare di Gesù».
«In effetti, subito dopo il finanziamento del monastero di Cluny, sorse una rete che comprendeva cinque priorati puri, di cui quattro in Francia (a Sauvigny, Sauxillanges, La Charité-sur-Loire, Saint-Martin-des-Champs) e uno in Inghilterra (a Lewes). A questi si aggiungeva un priorato “spurio”, rivolto all’infiltrazione della fazione avversaria: era il Priorato di Sion. Non sappiamo con sicurezza se sorse a Sion in Svizzera o nella Sion-Vaudémont francese (vicino a Nancy). Verso la fine del medioevo si ebbe la massima espansione di questa rete di monasteri: 10.000 monaci, suddivisi in 1.400 abbazie».
I DESPOSYNI INFILTRATI NEI MONASTERI
«La maggior parte della struttura monastica si era quindi sviluppata all’interno del Cristianesimo canonico, quindi con monaci benedettini “ufficiali”. Aveva comunque permesso che nei monasteri si infiltrassero in modo capillare gli esponenti della linea rivale del Vaticano, quella dei Desposyni, proprio attraverso il Priorato di Sion, quello storico. Il vero Priorato di Sion non aveva nulla a che fare con quello che fu poi rifondato negli anni ’60 del Novecento da Pierre Plantard in Francia, che semplicemente ne aveva preso il nome».
«Il Priorato di Plantard ebbe in Francia lo stesso ruolo che ebbe in Italia la P2, connessa alla Gladio e coinvolta nella strategia della tensione, che arruolava terrorismi di destra e di sinistra (dalle Brigate Rosse ai Nar). Il gruppo di Plantard, infatti, agiva a sua volta in collegamento con Stay Behind. La Cia, com’è noto, disponeva di teste di ponte in ogni paese europeo: dalla fine degli anni ’60 le avrebbe utilizzate per destabilizzare politicamente il nostro continente».
MATILDE DI CANOSSA E LA PIETRA DEL DESTINO
«Tornando alla storia medievale: Guglielmo il Pio apparteneva alla linea di Makir ben Haninai, gruppo che sosteneva i Desposyni. Dopo la fondazione di Cluny si arriva al 1070, quando compare Matilde di Canossa, che discendeva dai Desposyni di Lucca. Matilde affidò proprio al Priorato di Sion la Pietra del Destino, anticamente utilizzata per incoronare i re giudaici: i Desposyni l’avevano inizialmente recuperata nel I secolo dopo Cristo, tra mille traversie. Da Matilde ricevettero il compito di riportarla a Gerusalemme».
«In quegli anni, in seguito alle Crociate, erano diventati re di Gerusalemme personaggi come Baldovino I e Baldovino II, di effettiva discendenza desposynica. Formalmente, quindi, c’era stato un ritorno sul trono di Gerusalemme della linea di Davide, e più precisamente della frangia dei Desposyini. La cosa non durò a lungo, perché nel 1187 Gerusalemme fu perduta. Il Priorato di Sion rimase comunque a Gerusalemme, infiltrato soprattutto all’interno di un altro ordine: quello dei Cavalieri del Santo Sepolcro».
CAVALIERI, DA GERUSALEMME ALLA FRANCIA
«Quei cavalieri, come spiego in due libri (“Appunti di storia proibita” e “Cronache del dominio”) erano già presenti in Italia come Cavalieri del Tau o Cavalieri di Altopascio. La cosa interessante è che nel 1152, cioè alla fine della Seconda Crociata, il re francese Luigi VII (che alla crociata aveva partecipato) portò in Francia i Cavalieri del Santo Sepolcro: si stabilirono nel monastero di Saint-Samson ad Orléans per rimanervi fino al 1254, quando un altro Luigi (Luigi IX, il famoso San Luigi) li trasferirà nella Sainte-Chapelle di Parigi».
«Il Priorato di Sion restò invece ad Orléans nel monastero di Saint-Samson, ottenendo per la prima volta una sede tutta per sé. Non dovrà più restare nascosto tra le linee nemiche: si potrà manifestare apertamente, all’interno di questa struttura, sia pure cambiando nome nel corso del tempo. Nel 1629 infatti iniziò a farsi chiamare Compagnia del Santo Sacramento, prendendo sede nel monastero di Saint-Sulpice a Parigi».
TANTI NOMI, PER LA COMPAGNIA DEL GRAAL
«Quel monastero parigino è stato citato più volte anche all’interno della saga di Dan Brown, o comunque in tutta la letteratura riguardante il filone relativo alla ricerca del Santo Graal, avviato dal famoso libro di Baigent, Leigh e Lincoln. Restando ai fatti, nel 1666 assistiamo all’ennesimo cambio di nome: La Compagnia del Santo Sacramento diventa Le Amicizie Angeliche (spesso abbreviata nei documenti con la sigla AA)».
«Nel 1873 c’è un ulteriore cambio di nome: la Compagnia del Santo Sacramento si ribattezza Jérôme du Val d’Or. A quel punto, però, il Priorato di Sion era stato infiltrato dai gesuiti: quindi, lo stesso Jérôme du Val d’Or non può più essere considerato “Priorato di Sion” a tutti gli effetti, visto che stava diventando qualcos’altro. Tant’è che nel 1934 abbiamo l’ennesimo cambiamento: lo Jérôme du Val d’Or diventò il Pactum Pristinum (spesso lo si trova abbreviato PP o P², cioè P al quadrato)».
IL PACTUM PRISTINUM E LE UR-LODGES
«Il Pactum Pristinum (“patto delle origini”) verrà riformato da Giuseppe Cambareri, noto esoterista italiano, autore nel 1944 del libro “L’unità del mondo”: già dal titolo si può comprendere quale fosse la sua visione. Il Pactum venne suddiviso in tante Ur-Lodges, “logge primordiali”: quelle di cui ha parlato Gioele Magaldi nel libro “Massoni”, uscito nel 2014. Di fatto, il Pactum Pristinum andò a costituire gli ultimi tre gradi della scala massonica».
«Come sapete, in massoneria i primi tre gradi (massoneria “azzurra”) sono quelli di apprendista, compagno e maestro. Poi, fino al 33esimo ci sono i gradi del Rito Scozzese, che sono equivalenti ai 13 gradi del Rito di York. Quindi, dal 34esimo al 97esimo ci sono i gradi dei Riti Egizi. Infine, gli ultimi tre gradi – 98, 99 e 100 – sono quelli, apicali, del Pactum Pristinum. Riproducono i primi tre gradi della massoneria “blu”, aggiungendo però il nome di Orfeo (quindi: apprendista di Orfeo, compagno di Orfeo e maestro di Orfeo)».
L’ETERNO SCONTRO CON I FARISEI ALLEATI DI ROMA
«È possibile osservare svariati riflessi, anche vicini ai nostri giorni, delle vicende che storicamente hanno opposto l’ala farisaica del potere (al cui servizio operavano i gesuiti) alla fazione desposyina (su cui vigilava il Priorato di Sion). Molto evidenti, nell’ambito anglosassone, sono le conseguenze dello scontro, nato in Inghilterra, tra i discendenti degli Stuart e le case reali di origine germanica».
«Quello scontro è proseguito senz’altro fino in epoca recente, perché gli Stuart erano effettivamente discendenti della linea desposyina, mentre le case che poi li spodesteranno (in particolare gli Hannover) appartenevano invece all’altra linea, quella Anicio-Flavia e farisaica, discendente cioè dagli ebrei che avevano accettato il patto tra Giuseppe Flavio e l’Impero Romano, da cui sarebbe nato il Cristianesimo che conosciamo».
ULTIMA SFIDA, LA FREE ENERGY: MAJORANA E TESLA
«Tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 ci fu l’assorbimento della Rosacroce da parte della massoneria. E dopo la perdita dell’Inghilterra, passata dagli Stuart agli Hannover, ci fu anche l’istituzione della banca centrale inglese. Da quel momento, in effetti, dei Desposyini si perdono un po’ le tracce. Diciamo che a questo punto possiamo avere dei fondati sospetti, su come lo storico scontro tra le due fazioni potrebbe essere proseguito».
«Una volta estromessi dal potere politico, dopo che anche le banche erano finite sotto il controllo degli Anicio-Flavi farisaici, alcuni gruppi legati ai Desposyini avrebbero tentato di sviluppare tecnologie alternative, soprattutto nel campo della “free energy”, per trasferire lo scontro sul piano dell’energia. Il progetto avrebbe coinvolto svariati personaggi, a vario titolo. All’interno di questo disegno avrebbero sicuramente lavorato sia Ettore Maiorana, con Rolando Pelizza, che lo stesso Nikola Tesla. Se finora non si sono visti risultati apprezzabili, il futuro resta comunque aperto».
 
“Gesuiti e Priorato di Sion, quinte colonne”, il video di Marin: https://www.youtube.com/live/clu4v7qxwu8
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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  • Redazione

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