
di Alessandro Roazzi
Stellantis sembra avvertire sull’inevitabilità di una accelerazione della deindustrializzazione in Italia. Naturalmente le opposizioni, prive di una strategia alternativa al riguardo, che il loro pauperismo da salotto non prevede, hanno aperto bocca per chiedere che il Governo entri nel gruppo come i francesi.
Da Stellantis si risponde: più’ incentivi. Tragicommedia? Forse ma con un eventuale finale da evitare. Stellantis è un produttore mondiale, entrare con una quota necessariamente limitata non mette al riparo da possibili disimpegni produttivi italiani a meno che gli si offra uno scenario futuro in grado di continuare a rendere appetibile non solo e non tanto il mercato italiano quanto la convenienza a produrre in Italia.
E su questo Schlein e Conte finora non hanno saputo dire nulla, perché non sanno nemmeno cosa pensare. Il motivo e’ semplice: non hanno alcun vero legame con la cultura e le attese della classe lavoratrice, sono degli estranei per quel mondo e di conseguenza non vanno oltre lo slogan “ci pensi lo Stato” che sembra essere una…protesta ed invece mostra la speranza di non dover essere costretti ad occuparsene sul serio e fare proposte.
Stellantis, d’altra parte, chiedendo più soldi non va oltre il solito gesto di furbizia, collegando gli incentivi ad un arco temporale dopo il quale e’ nebbia inevitabile; le strategie industriali si fanno altrove, almeno quelle vere.
Del resto in passato la montagna di soldi e di agevolazioni riversate nell’allora Fiat ha condotto a Stellantis, figurarsi. E gli incentivi non e’ detto, vecchia lezione, che favoriscano i marchi prodotti in Italia. La destra pare poco interessata ed e’ frutto della sua superficialità e di quel populismo ondivago che rischia di peggiorare le cose, portando l’economia del Paese verso una pesante involuzione rispetto alla sua storica vocazione.
La sinistra italiana? Peggio che andar di notte: ancora una volta sembra indirizzata a fare la penosa figura della…bella addormentata nel bosco, solo che al risveglio potrebbe non esserci il principe azzurro del potere ma una più evidente e insignificante inutilità. Verrebbe la voglia di suggerire sommessamente: mandate a casa questi inetti gruppi dirigenti, ma sarebbe poco più di un gesto di maleducazione senza seguito.
Non siamo messi bene, per niente….





