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STATO E LOTTA ALLA CORRUZIONE

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Sul sito della Agenzia Governativa ANAC www. anticorruzione.it/report.transparency2023 pubblicato in data 30 gennaio 2024 delle ore 13.57 si può leggere:

L’Italia è al 42° posto su una classifica di 180 paesi nell’indice della percezione della corruzione 2023, secondo il Rapporto elaborato da Transparency International. L’anno precedente l’Italia occupava il 41° posto, mantenendosi sostanzialmente stabile.

L’indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la percezione della corruzione nel settore pubblico e nella politica in numerosi Paesi di tutto il mondo. Lo fa basandosi sull’opinione di esperti e assegnando una valutazione che va da 0, per i Paesi ritenuti molto corrotti, a 100, per quelli “puliti”: il punteggio dell’Italia nel 2023 è 56, lo stesso dello scorso anno e del 2021, ben tre punti in più rispetto al 2020. Dal 2012 sono stati guadagnati 14 punti. 
La media dei paesi dell’Europa occidentale è di 65 punti (peggiorata di un punto, rispetto ai 66 dello scorso anno). 
I paesi meno corrotti del mondo secondo l’indice di Transparency sono la Danimarca (90 punti), la Finlandia (87) e la Nuova Zelanda (85).
In fondo alla classifica Somalia (punteggio 11), e Venezuela e Siria (punteggio 13).
 
Il Presidente Busìa dichiara :
 
“La corruzione in Italia non si risolve criticando l’indice di percezione, cioè il termometro che segna la febbre, e che resta uno strumento utile. Lavoriamo invece, insieme, per combatterla”, ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Giuseppe Busìa, oggi 30 gennaio 2024 alla presentazione del Rapporto di Transparency, a Roma presso Spazio Europa, sede di rappresentanza in Italia della Commissione europea. 
“Aggredire il termometro è sbagliato. Vanno usati tutti gli strumenti che vi sono a disposizione, compreso l’indice del rischio di corruzione elaborato da Anac, basato su dati oggettivi. Più combattiamo la corruzione, meglio stiamo tutti”. Busìa ha poi aggiunto che “le misure anticorruzione non sono un adempimento faticoso, ma lo strumento che ci porta a stare meglio”.
Il Presidente di Anac ha poi richiamato all’importanza di una legge di regolamentazione delle lobby, di una normativa che eviti i conflitti d’interesse, stabilendo dei limiti. “Il politico non può ricevere benefici da portatori d’interesse, altrimenti la sua decisione ne viene inficiata. E’interesse di tutti colmare questa carenza oggettiva dell’Italia”.
 
Si scrive in premessa per alcune valutazione circa fatti gravissimi rilevati dalla cronaca di questi ultimi tempi.
Si potrebbe iniziare dalla vicenda Striano a Perugia,ove è possibile farlo confermare da chi queste procedure le conosce, è impossibile senza preventiva autorizzazione nell’osservanza di procedure informatiche “rigide” effettuare serie massive di accessi SOS.
Possiamo proseguire con la vicenda del bancario di Bitonto che “materialmente” non poteva accedere a nominativi clienti estranei all’anagrafica di filiale.
Possiamo proseguire con la vicenda degli 8.000 passaporti concessi dalle sedi consolari a Caracas di cui alcuni finiti in possesso di Hezbollah .
Si giunga in ultimo ma non ultimo alla vicenda SOGEI non nuova ed episodi del genere,ma in questo caso abbiamo l’arresto in flagranza di reato di un direttore generale. A seguire la scoperta che documenti “sensibili” riguardanti interessi e sicurezza nazionale sono stati ceduti da personale militare ad un rappresentante di una azienda privata.
Nella vita di tutti i giorni basta leggere i giornali e quotidianamente la nostra Guardia di Finanza, come se fosse ultimo baluardo di legalità in questo Paese, procede ad arresti circa truffe per i superbonus edilizi e non si osa immaginare cosa succederà fra qualche anno per i fondi PNRR.
Ma si continua.
La corruzione non si deve intendere solo come “dazioni in denaro”, ma anche in un Sistema, perchè questo Stato non è più Istituzione bensì Sistema, ove ogni vicenda,dal reclutamento del personale nel pubblico impiego,carriere,promozioni,assegnazioni incarichi segue logiche di lobby,apparati,cordate,oligarchie varie,che incidono profondamente nella vita democratica del Paese.
Si scrive di palesi “omissioni” più gravi di azioni pur legittimate da provvedimenti amministrativi o giudiziari come,ad esempio, la scarcerazione dell’intera enclave dei sodali di Messina Denaro di qualche giorno fà.
In tutto questo esiste una aggravante, una aggravante specifica.
Il Sistema si “autoprotegge” e si determina a perseguitare,offendere,emarginare, colpire,condannare, tutti coloro che “credono” ancora nello Stato, nelle sue Istituzioni, e sono determinati a mantenere fede al Giuramento alla Bandiera.
E’ quella che si definisce la “congiura dei mediocri”, personaggi “travet” ministeriali da profili infimi, che tutelano i propri privilegi incuranti della “missione pubblica” che sono chiamati a svolgere.
Ma è così ovunque si guardi.
Ma la Storia non fà sconti a nessuno , e poi il conto lo presenta.
Questo Paese poi diviene “terra di conquista” dello straniero, perchè un “ragazzino” di 24 anni, bravissimo e geniale come definito dal dottor Gratteri, fà sorgere il “sospetto” che grazie alle sue abilità, che i nostri “uffici” avrebbero disconosciuto ed ignorato, forse lavorava per “qualcuno” con tesserini stranieri.
Per non scrivere delle consorterie mafiose, ormai radicate nel tessuto economico del Paese.
E le nostre imprese,invece, devono combattere ogni giorno con le amministrazioni tributarie,con una burocrazia inetta, i nostri figli guardano l’estero per un lavoro migliore.
La politica non fà nulla, anzi continua a mantenere lo “status quo” dell’apparato pubblico consapevole della sua inefficacia .
Basta.
E’ necessaria una grande Riforma dello Stato. E’ necessaria una nuova Costituente che raccolga le energie sane “sopravvissute” di ogni sensibilità e colore politico.
Lo si deve fare in specie che si vivono momenti ove spirano “venti di guerra” sempre più vicini e non si è preparati a “nulla” come la vicenda in Libano di Unifil stà insegnando.
 
 
 
 
 

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  • Redazione

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