Home Politica estera NEL CUORE DELL’IMPERO: IL COUNCIL OF FOREIGN RELATIONS – III

NEL CUORE DELL’IMPERO: IL COUNCIL OF FOREIGN RELATIONS – III

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Il CFR è stato fondato nel 1921, per diffondere nel mondo il modello socioeconomico e politico culturale americano e favorirne l’integrazione sotto la bandiera a stelle e a strisce. Era nato il mondialismo. Sorto per fronteggiare i nazionalismi e il comunismo, il CFR si rafforzò nella competizione con il fascismo e il nazismo e durante la II Guerra Mondiale e la Guerra Fredda. Nel Terzo Dopoguerra, questa fucina tecnocratica della integrazione tra capitale finanziario, politica e cultura è stato il cuore dell’Impero, sia interno che esterno. Nessun Presidente USA ha avuto un Segretario di Stato che non fosse del CFR, né un Segretario al Tesoro della stessa scuola. Ma il numero dei ministri provenienti dal CFR nelle amministrazioni è sempre stato alto, con punte di picco sotto Nixon, Carter, Reagan, Bush sr. Clinton Bush jr. Obama e Biden, ma non senza una presenza pure sotto Trump. Rigorosamente bipartisan, il CFR è il vero governo ombra USA. Ma, sia quando – fino a qualche anno fa- l’Impero americano era esteso praticamente a tutta la terra, sia ora che esso è in ritirata dinanzi ai BRICS  e al multilateralismo, il CFR, composto solo di americani e, nel CDA, solo da maschi bianchi per un bel pezzo, ha suscitato la cooperazione di organismi esterni subordinati e complementari, simili a sé, per controllare il dominio esterno. Sono popolati di plutocrati e tecnocrati che sono stati di fatto cooptati nel capitalismo transnazionale. Li elenchiamo.

Il Bilderberg Group (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg), nato per iniziativa di David Rockefeller e Bernardo di Olanda,  è un incontro annuale per inviti di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità nel campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici e politici. La conferenza è organizzata da una commissione permanente (Steering Committee) della quale fanno parte due membri di circa 18 nazioni differenti. Oltre al presidente della commissione è prevista la figura di segretario generale onorario. Non esiste la figura di membro del gruppo Bilderberg ma solo quella di membro della commissione permanente (“member of the Steering Committee”).Esiste anche un gruppo distinto di supervisori. Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida nei Paesi Bassi.

La Trilateral Commission, anch’essa fondata da Rockefeller, è un gruppo di studio non governativo e apartitico. Ha la sua sede sociale a New York. Conta più di trecento membri (uomini d’affari, politici, intellettuali) provenienti dall’Europa, dal Giappone e dall’America settentrionale. I membri della commissione provengono dalle tre aree geopolitiche di Europa, Asia e Oceania e America settentrionale. Il numero dei membri provenienti da ognuna delle tre zone è tale che la rappresentanza di tali zone è, in proporzione, sempre la stessa. I membri che ottengono una posizione nel governo del loro paese lasciano la Commissione. La struttura direzionale riflette le tre aree geografiche da cui provengono i membri: un gruppo europeo (Unione europea), un gruppo nordamericano (Stati Uniti, Canada e Messico) e uno asiatico-pacifico (Giappone, Corea del Sud, ASEAN, Australia, Nuova Zelanda, Cina e India). Ogni gruppo ha una propria presidenza, il cui gabinetto è composto da un Presidente, due Vice-Presidenti e un Direttore generale. La leadership è collegiale. Le tre Presidenze sono affiancate da un Comitato esecutivo. Il compito dei presidenti e vice-presidenti è quello di selezionare gli argomenti da discutere nei meeting, di organizzarli, coordinarli e presiederli. Essa ha l’obiettivo di promuovere una cooperazione più stretta tra l’Europa, il Giappone e il nord America. Tra gli scopi che la commissione si propone c’è quello di facilitare la cooperazione internazionale nella convinzione della crescente interdipendenza tra gli stati del mondo.

Il World Economic Forum di Davos è una fondazione senza fini di lucro con sede a Cologny, vicino a Ginevra, in Svizzera, nata nel 1971 per iniziativa dell’economista ed accademico Klaus Schwab. La fondazione organizza ogni inverno, presso la cittadina di Davos in Svizzera, un incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale con intellettuali e giornalisti selezionati, per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare, anche in materia di salute e di ambiente. Oltre a questo incontro annuale, il Forum economico mondiale organizza ogni anno un meeting in Cina e negli Emirati Arabi Uniti e diversi incontri a livello regionale. La Fondazione produce anche una serie di rapporti di ricerca e impegna i suoi membri in specifiche iniziative settoriali.

Il Group of Thirty, spesso abbreviato in G30, è un’organizzazione internazionale di finanzieri e accademici che si occupa di approfondire questioni economiche e finanziarie esaminando le conseguenze delle decisioni prese nei settori pubblico e privato. I principali temi di interesse e discussione del gruppo sono: cambi e valute, mercati capitali internazionali, enti finanziari internazionali, banche centrali e la supervisione dei servizi finanziarie e dei mercati, questioni macroeconomiche quali i mercati dei prodotti e del lavoro. L’organizzazione fu fondata nel 1978 da Geoffrey Bell su iniziativa della Fondazione Rockefeller, guidata dall’imprenditore statunitense John Davison Rockefeller. Ha sede a Washington.

L’International Crisis Group è un’organizzazione non governativa, no-profit, transnazionale, fondata nel 1995, che svolge attività di ricerca sul campo in materia di conflitti violenti e avanza politiche per prevenire, mitigare o risolvere tali conflitti. Esso sostiene le proprie politiche direttamente presso i governi, le organizzazioni multilaterali e altri protagonisti politici come i mezzi di comunicazione. L’ICG è nato dopo un incontro casuale nel gennaio 1993 tra Morton Abramowitz, ex diplomatico statunitense e poi presidente della Carnegie Endowment for International Peace, e Mark Malloch Brown, l’allora prossimo vicepresidente della Banca Mondiale. Nelle discussioni della fase iniziale è stato coinvolto George Soros, che ha fornito il capitale di avviamento. L’International Crisis Group fornisce consulenza ai governi e agli organismi intergovernativi, come le Nazioni Unite, dell’Unione europea e della Banca Mondiale sulla prevenzione e la risoluzione dei conflitti mortali. Esso combina analisi sul campo, la prescrizione della politica, e di patrocini. Con i propri conti, l’International Crisis Group svolge un ruolo importante in quattro modi: avvisare tempestivamente su blog e social media, nel bollettino mensile CrisisWatch e attraverso specifici “allarmi di crisi”; contribuire dietro le quinte al sostegno e la consulenza per i negoziati di pace; produrre analisi molto dettagliate e consigli su problemi politici specifici in conflitto o potenziali situazioni di conflitto, aiutando i responsabili politici nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le organizzazioni regionali, paesi donatori e gli altri con grande influenza, e nei paesi a rischio, fare prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti, e nella successiva ricostruzione; offrire un nuovo pensiero strategico e tattico su conflitti e crisi intrattabili. Sedi internazionali del Crisis Group sono a Bruxelles, con “uffici di patrocinio” a Washington, dove è creato come una persona giuridica, New York, Londra e Mosca. ICG ha uffici in 30 sedi, con squadre di analisti spediti in aree a rischio di scoppio, acutizzazione o la reiterazione del conflitto. Sulla base delle informazioni, queste squadre si riuniscono, ICG ha creato relazioni analitiche con le raccomandazioni per i leader e le organizzazioni mondiali. A partire dal gennaio 2014, ICG opera in 31 uffici a Abuja, Bangkok, Beirut, Bishkek, Bogotà, Bujumbura, Città del Guatemala, Città del Messico, Dakar, Damasco, Dubai, Gaza, Gerusalemme, Giacarta, Il Cairo, Islamabad, Istanbul, Johannesburg, Kabul, Kathmandu, Nairobi, Pechino, Port-au-Prince, Pristina, Rabat, Sanaa, Sarajevo, Seul, Tbilisi, Tripoli e Tunisi.

Il Global Board of Advisers  è composto da personalità di spicco, tra cui leader aziendali, rinomati accademici ed ex funzionari governativi di paesi sviluppati ed emergenti. Il prestigioso gruppo fornisce al CFR informazioni approfondite sulle proprie regioni e offre inoltre ai membri del GBA un meccanismo per partecipare alle discussioni sulle relazioni internazionali e sul ruolo degli Stati Uniti nel mondo. Il GBA non ha alcun ruolo nella governance del CFR. Il Global Board è presieduto dal Presidente del CFR.

L’European Council of Foreign Relations è un think tank paneuropeo con uffici in sette capitali europee. Conduce ricerche sulla politica estera e di sicurezza europea e offre uno spazio di incontro per decisori politici, attivisti e influencer per condividere idee. L’ECFR crea coalizioni per il cambiamento a livello europeo e promuove un dibattito informato sul ruolo dell’Europa nel mondo. L’ECFR ha uffici a Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Roma, Varsavia e Sofia. L’ECFR è stato fondato nel 2007 da Mark Leonard insieme a un consiglio di cinquanta membri fondatori, presieduto da Martti Ahtisaari, Joschka Fischer e Mabel van Oranje, con finanziamenti iniziali provenienti dalle Open Society Foundations di George Soros, dalla Communitas Foundation, da Sigrid Rausing, da Unicredit e dalla Fundación Para las Relaciones Internacionales y el Diálogo Exterior. Il consiglio dell’ECFR riunisce oltre 300 europei provenienti da tutta Europa. Attualmente presieduta da Carl Bildt, Lykke Friis e Norbert Röttgen, la comunità strategica dell’ECFR comprende ministri degli Esteri in carica, ex primi ministri, membri dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, commissari UE, ex segretari generali della NATO, pensatori, giornalisti e dirigenti aziendali. Il consiglio si riunisce una volta all’anno in seduta plenaria per la riunione annuale, ospitata ogni anno in una capitale europea diversa. Il consiglio è l’espressione più forte e visibile dell’identità paneuropea dell’ECFR.

Il Council of Councils è un’iniziativa del CFR che collega i principali istituti di politica estera di tutto il mondo in un dialogo comune su questioni di governance globale e cooperazione multilaterale. Il Consiglio dei Consigli si avvale delle migliori idee provenienti da tutto il mondo per trovare un terreno comune sulle minacce condivise, creare sostegno per idee innovative e introdurre soluzioni nel dibattito pubblico e nei processi decisionali dei paesi membri. Il Consiglio dei Consigli comprende istituzioni leader di ventiquattro paesi, una composizione che ricalca approssimativamente quella del G20. La rete facilita un dialogo aperto e senza attribuzione e la costruzione del consenso tra influenti opinion leader di paesi affermati ed emergenti. Ne fanno parte:

  • Il Lowy Institute of International Policy dell’Australia
  • Il Center for European Policy Studies del Belgio
  • Il Getulio Vargas Foundation del Brasile
  • Il Center for International Governance Innovation del Canada
  • Il Shangai Institute for International Affairs della Cina
  • Il French Institute of International Relations della Francia
  • Il German Institute for International and Security Affairs della RFT
  • Il Centre for Policy Research dell’India
  • Il Center for Strategic and International Studies dell’Indonesia
  • L’Institute for National Security Studies di Israele
  • L’Istituto per gli Affari Internazionali dell’Italia
  • Il Genron NPO del Giappone
  • Il Mexican Council of Foreign Relations del Messico
  • Il Polish Institute of International Affairs della Polonia
  • L’Institute of Contemporary Development della Russia
  • Il Rajaratnam School of International Affairs di Singapore
  • Il South Africa Institute of International Affairs del Sudafrica
  • L’East Asia Institute della Corea del Sud
  • Il Royal Institute of International Affairs and International Institute for Strategic Studies della Gran Bretagna
  • L’Al Ahram Center for Political and Strategic Studies dell’Egitto

Il Royal Institute of International Affairs è il CFR del Commonwealth e vale la pena di fare una puntualizzazione su di esso. La sua origine risale a un incontro organizzato da Robert Curtis il 30 maggio 1919 tra le delegazioni britannica e statunitense dirette alla conferenza di pace di Parigi. Curtis sosteneva che i dibattiti sulle questioni di politica internazionale dovessero seguire un approccio scientifico e, approfittando del clima positivamente orientato al confronto di opinioni alla recente conferenza di pace, propose che il metodo di analisi e dibattito degli esperti dovesse continuare nella forma di un istituto internazionale. Seguendo il suggerimento di Curtis, le due delegazioni formarono due istituti separati, il primo dei quali è proprio il Council on Foreign Relations, istituito nel 1921 a New York.  La delegazione britannica fondò invece il British Institute of International Affairs, come era denominato in principio, il 5 luglio 1920.

Il CFR ha dei referenti principali in tutti gli Stati. In Gran Bretagna i referenti storici sono stati Edmund Brown e Peter Carrington, in Germania Gerard Cromme e Otto Lambsdorf, in Russia Vladimir Potanin e Mikhail Friedman, in Francia Christophe de Margerie e Michel Rochard, in Italia Gianni Agnelli e Paolo Scaroni, in Svezia Percy Barevik e Jacob Wallenberg, in Spagna Juan March Delgado e Javier Solana de Maradiaga, in India Mukesh Ambani e Anand Mahindra, in Cina Zhang Xin e C.H. Tung, in Giappone Yorihiko Kojima e Toyo Gyoothen, in Arabia Saudita Lubna Sulayman Al Olayan e Khalid Ali Alturki, in Israele Jacob Frenkel e Idan Ofer, in Nigeria Obusegun Obasanjo – che ne fu dittatore – e Hakeem Belo Osagie, in Messico Ernesto Zedillo Ponce de Leon e Jose Antonio Fernandez Carvajal, in Canada Paul Desmarais jr. e Brian Mulroney.

Il CFR ha, quindi, membri non americani, sia come persone fisiche che come aziende e imprese. Ecco un elenco delle più importanti tra queste ultime.

La Barclays, che è una banca internazionale britannica e che è presente in oltre cinquanta Paesi con oltre 129.400 dipendenti.

Deutsche Bank, che è l’arcinota banca multinazionale tedesca di investimento e servizi finanziari,

Il Group Credit Agricole, che è un istituto bancario cooperativo francese, costituito da una rete di Casse locali e regionali e da Crédit Agricole S.A., la società che coordina le strategie del Gruppo ed è presente in 49 Paesi. È la prima banca in Europa per ricavi nel retail banking, la terza in Francia per capitalizzazione di mercato.

L’UBS, che è una società svizzera di servizi finanziari con sede a Zurigo e Basilea, una banca privata e d’investimento che offre servizi nei settori degli investimenti e della gestione dei patrimoni di investitori istituzionali, aziendali e privati. Inoltre, in Svizzera UBS offre prodotti e servizi finanziari completi alla sua clientela privata, aziendale e istituzionale.

La Mitsubishi, che è la più grande holding finanziaria del Giappone, ed una delle più importanti del mondo.

La Standard Charter Bank, che è una società finanziaria internazionale con sede a Londra. È una banca universale che fornisce servizi a privati, imprese e governi. Nonostante il fatto che abbia la propria sede centrale in Gran Bretagna, fino al 90% degli utili provengono dalle filiali in Asia, Africa e Medio Oriente. Standard Chartered opera in 70 paesi e impiega 80 000 dipendenti. Il gruppo bancario è il risultato della fusione fra la Chartered Bank e la Standard Bank.

La British Petroleum, che  è una società del Regno Unito operante nel settore energetico e soprattutto del petrolio e del gas naturale, settori in cui è uno dei quattro maggiori attori a livello mondiale (assieme a Shell, ExxonMobil e Total). La sede è a Londra.

The Economist, che è il noto settimanale di attualità britannico d’informazione politico-economica in lingua inglese, focalizzato su attualità globale, commercio internazionale, politica e tecnologia. Edito a Londra da The Economist Newspaper Limited, la rivista si divide in diverse edizioni per varie regioni del mondo.

La Indus Capital Partners, che è una società di gestione degli investimenti indipendente, fondata nel 2000, che si specializza in azioni dell’Asia Pacifico. Offre strategie d’investimento long/short e long-only, combinando una prospettiva globale con una profonda conoscenza locale e ricerca sul campo. I suoi partner includono fondi pensione, fondi sovrani, individui ad alto patrimonio netto e family office.

La TotalEnergies, che è una compagnia petrolifera francese, con sede a Parigi. È una delle prime quattro aziende mondiali operanti nel petrolio e nel gas naturale (assieme a Shell, BP ed ExxonMobil)

L’ENI, in origine acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi[2][3], è l’arcinota azienda multinazionale fondata dallo Stato italiano nel 1953 a Roma come ente pubblico economico, sotto la direzione di Enrico Mattei, presidente fino alla sua morte nel 1962, convertita poi in società per azioni nel 1992. Presente in 64 paesi con 32 492 dipendenti nel 2024 sotto il simbolo del cane a sei zampe, l’Eni è attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della chimica, della biochimica, della produzione e commercializzazione di energia elettrica da combustibili fossili, da cogenerazione e da fonti rinnovabili.

La Banca d’Italia, che è la banca centrale della Repubblica Italiana, parte del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), con il compito principale di garantire la stabilità dei prezzi e la stabilità e efficienza del sistema finanziario italiano.

La Intesa San Paolo, che è il più grande gruppo bancario italiano e uno dei principali in Europa, nato il 1° gennaio 2007 dalla fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI. Offre una vasta gamma di servizi finanziari a famiglie e imprese, sia in Italia, dove è leader di mercato, sia a livello internazionale con una presenza in circa 25 Paesi.

Rotschild & C., che è una banca d’investimento franco britannica, fortemente legata all’élite finanziaria e politica. La sede è a Parigi e a Londra. Anche se l’attività principale è legata all’attività di investment banking, la banca presta servizi anche nel settore del private banking (con il nome di Rothschild Martin Maurel), dell’asset management e del merchant banking.

La DeBeers, che è una società sudafricana-britannica specializzata nell’industria dei diamanti , che comprende attività minerarie, esplorative, di vendita al dettaglio, di iscrizione, di classificazione, di commercio e di produzione industriale di diamanti . La società è attiva nell’estrazione mineraria a cielo aperto, sotterranea, alluvionale e costiera su larga scala. Opera in 35 paesi, con attività minerarie in Botswana , Namibia , Sudafrica e Canada. Possiede inoltre un’attività mineraria artigianale, Gemfair , che opera in Sierra Leone .

La Airbus, che è una società costruttrice di aeromobili con sede a Blagnac, in Francia, interamente controllata dall’omonimo gruppo industriale europeo. È il primo produttore di aerei civili al mondo per numero di consegne avendo superato la rivale statunitense Boeing nella prima metà del 2019.

La Shell Oil, che  è una multinazionale britannica operante nel settore petrolifero, nell’energia e nella petrolchimica. Assieme a BP, ExxonMobil e TotalEnergies è uno dei quattro principali attori privati mondiali nel comparto del petrolio e del gas naturale.

La Telefonica, che è una compagnia di telecomunicazioni spagnola. Operante principalmente in Spagna e America Latina, è una delle più grandi società mondiali di telecomunicazioni fissa e mobile, quarta in termini di numero di clienti e quinta nel valore di mercato totale.

La Mitsui, che è una azienda giapponese, una delle più grandi sōgō shōsha ed è parte del grande keiretsu Mitsui. I suoi campi di attività sono molteplici e comprendono energia, macchinari, chimica, cibo, tessile, logistica e finanza.

La Japan Bank for International Cooperation, che è un istituto finanziario pubblico giapponese e un’agenzia di credito all’esportazione creata il 1 ottobre 1999 dalla fusione della Japan Export-Import Bank e dell’Overseas Economic Cooperation Fund.

La Toyota, che è una multinazionale giapponese leader mondiale nel settore automobilistico, nota per la produzione di veicoli, in particolare i veicoli ibridi, e per aver sviluppato il Toyota Production System (TPS), un metodo innovativo di produzione che ha rivoluzionato l’industria grazie ai principi di miglioramento continuo, eliminazione degli sprechi e flessibilità.

La Marubeni, che è una grande e diversificata trading company giapponese, definita come sōgō shōsha, che opera in numerosi settori, tra cui energia, materie prime, metalli, prodotti chimici, alimentari, abbigliamento e infrastrutture. La società si occupa di importazione, esportazione, commercio, investimenti e gestione di progetti su larga scala in tutto il mondo, fornendo anche competenze in logistica, finanziamenti e gestione del rischio.

La ITOCHU, che è un gigante giapponese, fondato nel 1858, che opera come una sogo shosha, specializzata nell’import/export, investimenti e intermediazioni in vari settori, come tessile, moda, alimentare, metalli, energia e altri.

La Hitachi, che è un grande gruppo multinazionale giapponese di elettronica ed elettrotecnica, che si occupa di diverse aree, tra cui l’energia, l’IT, la mobilità (con prodotti come treni e macchine movimento terra), l’industria e le infrastrutture sociali. Fondata più di 110 anni fa, l’azienda è focalizzata nello sviluppo di tecnologie innovative e soluzioni digitali per migliorare la vita delle persone e contribuire a un futuro più sostenibile.

La Sony, che è una delle società di intrattenimento più complete al mondo, grazie ai suoi quattro settori operativi che si concentrano sull’elettronica. I principali settori sono Sony Corporation, Sony Pictures Entertainment, Sony Interactive Entertainment, Sony Music e Sony Mobile Communications.

La Reliance Industries, che è la più grande compagnia privata indiana con un fatturato di circa 19,976 miliardi di dollari americani e profitti che superano i 2 miliardi.

La Tata Group, che è uno dei maggiori gruppi industriali indiani con sede a Mumbai e con una lunga storia industriale nei più svariati settori produttivi. È controllato dalla holding Tata Sons.

Il Banco Mercantil, che è un istituto finanziario con più di 100 anni di attività bancaria in Venezuela ed è una filiale di Mercantil Servicios Financieros.

La Cisneros Group, che è un’azienda privata a conduzione familiare con sede a Coral Gables, in Florida , storicamente basata in Venezuela , con un focus sulle persone latinoamericane e di lingua spagnola in tutto il mondo. È un conglomerato di aziende di intrattenimento multimediale, media digitali, investimenti immobiliari, sviluppo turistico e prodotti di consumo che raggiunge 550 milioni di consumatori di lingua spagnola e portoghese nelle Americhe e in Europa. Fornisce inoltre contenuti multimediali a oltre 100 paesi.

La Canadian Imperial Bank of Commerce, che è una multinazionale canadese di servizi bancari e finanziari con sede a CIBC Square nel distretto finanziario di Toronto, Ontario. La banca ha quattro unità aziendali strategiche: Canadian Personal and Business Banking, Canadian Commercial Banking and Wealth Management, US Commercial Banking and Wealth Management e Capital Markets. Ha operazioni internazionali negli Stati Uniti, nei Caraibi, in Asia e nel Regno Unito. A livello globale, CIBC serve più di undici milioni di clienti e ha oltre 40.000 dipendenti.

La Aramco Services, che è la compagnia petrolifera e del gas nazionale dell’Arabia Saudita, nonché la più grande azienda al mondo per capitale di mercato e una delle maggiori produttrici ed esploratrici di idrocarburi a livello globale. L’azienda si occupa di esplorazione, produzione, raffinazione, distribuzione e commercializzazione di petrolio e derivati, operando il più grande sistema di idrocarburi al mondo.

Il mondialismo ha, come si vede, nel CFR la sua testa e la sua piovra. Una simile concentrazione di potere non sarebbe mai sufficientemente conosciuta, ma in effetti agisce quasi nell’ombra perché l’informazione, che esso controlla, lo tiene a riparo. Eppure non vi è nessuna scelta strategica degli ultimi decenni – lo smantellamento del welfare, la mistica del pareggio di bilancio e dell’abbattimento delle dogane, la transizione ecologica, il movimento migratorio, il controllo delle nascite, l’agnosticismo economico degli stati, le guerre in medio oriente e quella contro la Russia, la globalizzazione sanitaria – che non l’abbia visto protagonista. Cuore della maggiore democrazia del mondo, forse è la prova più eloquente della crisi sistemica del modello rappresentativo e del liberalismo classico che dice di difendere.

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