Home Opinioni Siamo in una fase del tutto nuova

Siamo in una fase del tutto nuova

0
Fase nuova USA - UE

Il passato non torna più

Non si può ignorare che non siamo in una fase di transizione ma di rottura con il passato.

E noi ci trastulliamo nell’essere un po’ orfani – detto a mezza voce – degli USA, improvvisamente privati del mondo nel quale il “poliziotto” c’era, il riferimento monetario pure, la leadership commerciale anche, la potenza militare indiscussa. Nel senso che essendo tutti questi unici, cioè senza alternative, erano, in fondo, la sostanza di un sistema che era tranquillizzante.

La fase di passaggio ad un nuovo sistema che ora si afferma come duale è terminata: il passato non torna più. E, come ho avuto già modo di dire, la nostalgia non è una strategia.

Piangere sul latte versato neanche: a meno che un’analisi sincera degli errori fatti non possa servire per non ripeterli e per aggiustare le storture che quegli errori hanno determinato. E poi agire coerentemente, con convinzione, senza perdere altro tempo.

Mi sembra che sinora sia prevalso il piagnisteo, il rifiuto a riconoscere tutti e i veri errori, la ricerca sulla responsabilità di essi e sul chi ha sbagliato. Il dibattito nel Parlamento e nella Commissione riposa ancora su uno scontro tra schieramenti. Per questo l’Europa, ma ogni singolo Paese dell’Europa, tentenna nel prendere decisioni.

Vedo che qualcuno tende – a livello di singolo Paese – ad una semplice sostituzione: con gli USA si litiga e dunque troviamo spazio con Cina, con India, insomma con avversari degli USA. E manteniamo così inalterata tutta la nostra debolezza.

Ma leggo anche che sarebbe in movimento un rafforzamento delle relazioni commerciali tra l’UE e il blocco del “Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership” (CPTPP), un accordo tra numerosi paesi dell’area Asia-Pacifico come Giappone, Canada, Messico, Malesia, Australia, Nuova Zelanda e Singapore.

Sarà strutturale? Su quali basi?

Mi sembra comunque un passo avanti, se la cosa sarà seria. Ma allora l’UE si troverà in un consesso nel quale solo se l’Europa sarà tale avrà la forza di essere nella leadership di questo possibile raggruppamento. Potrà avere l’ambizione di contare qualcosa.

Ampiezza di mercato, capacità produttiva, conoscenze tecnologiche e professionali, livelli qualitativi lo consentirebbero. E nel costruire la coesione tra Paesi europei non si può prescindere dal rispetto – o quanto meno dalla considerazione – delle condizioni dei rapporti internazionali e in particolare con gli USA) dei Paesi con i quali si vorrebbe – e si può – creare un blocco, terzo ed autonomo rispetto a USA e BRICS.

Il focus dunque deve essere questo. Le polemiche sulla rigidità delle posizioni da assumere contro Trump non mi sembrano opportune. Quelle del richiamo ad “assi” della storia passata altrettanto.

Il giudizio sugli “sgarbi” a Macron un modo miope di guardare al futuro (nel quale, tra l’altro, Macron non potrà esserci). Trasformare queste polemiche in “armi convenzionali” della guerra di schieramento ancor meno.

In Italia è quello che si sta facendo.

Dissento profondamente.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui