Home Opinioni SI, LA RIVOLUZIONE!

SI, LA RIVOLUZIONE!

0

di Giuseppe Augieri

Non dovrebbe esserci il rischio di essere definiti “bigotti” se si afferma che oggi è il mercato, incontrastato, che dirige il mondo; che dilaga  il declino della conoscenza, l’egoismo sulla solidarietà, il benessere personale che sovrasta quello collettivo, la cattiveria che prevarica la bontà.
Il dramma è che questo, che a me pare quasi ovvio, viene considerato “non di sinistra”, con una lettura pregiudiziale ed accecata da ideologie pesantemente degradate. E perciò tutto questo diventa uno stimolo  per ricercare iniziative ormai indilazionabili.

È necessaria una nuova era di azioni politiche e popolari (ma costruttive, non emotive e banali) per far trionfare diritti sociali (da non confondersi con le aspettative), le libertà di ogni genere (ma attente alle altrui libertà), per affermare principi di uguaglianza, il diritto di accesso alla salute e al sapere, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli: questa speranza di nuovo evo storico non appare facile da raggiungere. Il profitto a ogni costo, il mercato al di sopra di qualunque cosa, il disarmo della cosa pubblica, l’ignoranza volutamente anzi intenzionalmente dilagante, l’informazione distorcente profusa anche dai social: tutto questo rende difficile trovare strade e strumenti di lotta. Innanzitutto perché non sono individuati con chiarezza gli obiettivi. Infatti peso dei valori e gerarchia dei bisogni sono profondamente mutati anche rispetto alla appena passata generazione (cioè la mia). Ma è difficile confessarselo: la paura di non avere più su cosa fondare non dico le certezze ma almeno qualche sicurezza è più forte di ogni altra considerazione.
Io sono convinto che (e anche qui copio) “il nuovo fronte del conflitto fra conservatorismo e riformismo, destra e sinistre, non risiede più nel vecchio antagonismo fra capitalismo e socialismo”. E mi chiedo anche se il grande ombrello del liberal socialismo possa diventare il punto principale di riferimento dentro cui far convogliare i tanti filoni della storia politica e della sensibilità sociale di questi ultimi trent’anni della sinistra. Ed ancor più, se la risposta fosse positiva, in che modo, dove e quando. Sapendo che la questione non è solo nell’ambito della politica spicciola, ma anche di quella che costruisce la società a venire.
Bisognerebbe prefigurare piani di azione concreti, ancorati ai bisogni primari delle macro e micro realtà, alle quali riferirsi. E reinventare il rapporto con tutta la fascia dei corpi intermedi, a loro volta profondamente mutati nella loro identità e nei loro obiettivi. Ma anche loro in ritardo di aggiornamento. Un’altra confessione difficile da farsi.
Una classe dirigente autoreferenziale, arrogante e inetta resta l’ostacolo maggiore da superare. E questo vale a tutti i livelli. Comodo e facile pensare solo alla dirigenza politica: non basta.
Qualche amico e compagno dice “rivoluzione”. E’ proprio così: non necessariamente quella epica dello scontro, ma rivoluzione. Quella che nasce dalle testimonianze di tutti noi e di tutti i giorni. Perché una nuova classe dirigente, che può sorgere solo tra i consensi e con ancoraggi forti, deve poter ricomporre spazi fisici e mentali partendo dalla tradizione del cattolicesimo di sinistra, dei laici progressisti, del filone del socialismo liberale, dei movimenti radicali, del post comunismo democratico, del sindacalismo, dell’ambientalismo, del civismo. Tradizioni non negate: ma non rese aprioristicamente intoccabili. Coraggiosamente rivoluzionate.
Noi dobbiamo testimoniare, dicevo. Non diamoci alibi: anche i nostri atteggiamenti, le nostre proposte, la pubblicizzazione delle nostre idee, hanno importanza perché una rivoluzione culturale si nutre della convergenza di piccolissimi rivoli. Le nostre riflessioni saranno pure una goccia nell’oceano. Ma se non lo facessimo, nel mare mancherebbe comunque una goccia.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui