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Schlein e la disperazione del campo largo

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disperazione del campo largo

Nell’innesima apparente gaffe, tutto il disagio di chi ha come solo programma quello di annullare tutto quanto fatto da questo governo

“Meloni dica quando si va a votare”. In una sola frase, questa di Schlein, non a caso pappagallando un’affermazione di Bonelli, la sintesi del dramma della sinistra, di una caduta verso un basso che ormai non ha più fondo.
Sbaglia chi si limita a sostenere che questo “proclama” dimostrerebbe l’ignoranza costituzionale di Schlein: la “signora del PD” sa benissimo che la data delle elezioni la stabilisce il Presidente della Repubblica. Di “errori” di questo tipo ormai ne sento uno al giorno.

Ma non sono errori: è la disperazione di chi non ha nulla in mano e ricorre alla bassa lega. Perciò, lo sfottò va pure bene: ma lasciamolo a chi risponde con la pancia alla pancia.

Sbaglia anche chi pensa che vi sarebbe una sorta di rassegnazione al fatto che questa maggioranza regge senza che sia neanche scalfita dall’azione dell’opposizione; e che, dunque, resta la sola a decidere quando smetterà di stare al Governo.

Rassegnazione che però è nelle cose e, in ogni caso, segnala la consapevolezza e la rabbia di non essere in grado di fare un’opposizione incisiva.

Lo sprofondo sta nel segnalare che lo scontro sta solo nel prendere in mano le redini del potere: oggi Meloni domani Conte, pardon, il campo largo, in vista di un’alternativa di presenze nel Governo e non di progetti, questi ultimi oggi non definiti se non come “il contrario” di quanto fatto da Meloni.

“Al governo faremo tabula rasa delle leggi di Meloni”: un’imbecillità così grande da non meritare alcun commento.

Spero mi si esenti dall’enumerare cosa andrebbe, con quest’ipotesi, azzerato: perché l’elenco delle cose fatte e tutt’altro che da abolire è abbastanza lungo. E io non faccio campagna elettorale per Meloni.

“Ci dica quando andiamo a votare”: insomma dicci quanto tempo abbiamo per mettere insieme – a parte qualche panno sporco che poi laveremo in famiglia – qualche idea di programma, che non sia solo la raccolta dei desideri del “popolo”.

Senza alcun’analisi più completa, senza guardare a compatibilità, senza accettare vincoli. Senza dibattito con chi chiede, spiegando loro che il giusto, se è impossibile, resta giusto e impossibile. Cioè non cambia niente.

Non mi sembra che questo sia “fare politica”: e, anzi, in tempi di AI è una tesi pericolosa. Invece dei deputati, mettiamo al Parlamento dei robot che, in ossequio ai desiderata popolari, obbediscono e basta. Dimenticando che esiste un mondo nel quale e con il quale conviviamo.

Inutile piangerci su. Non è solo la fuga dai vecchi partiti e dalla vecchia politica quella che sta facendosi largo in Europa e nel mondo. È la fuga dai cervelli quella che abbiamo sponsorizzato, applaudito, confuso con democrazia e diritto, resa intoccabile “togandola”.

Mi sono rifiutato e mi rifiuto di essere tra quelli che si compiacciono di questi passaggi da crepuscolo di democrazia. E, perciò, non mi stupisco del risveglio dei regimi e delle pulsioni totalitarie.

Questa la nuova “forma partito” che si è realizzata. Una sovrastruttura: ma non più nel segno del grande dibattito marxista quanto nell’inamovibilità di un gruppo dirigente che sbaglia, prende batoste e le attribuisce all’idiozia di chi vota.

“Organizza convegni per spiegare che il problema sono gli elettori”.

Inutile sperare in un rinsavimento che consenta di superare l’equivoco per il quale “rivendicare” significherebbe “fare programmi”. Qualcosa di semplicemente fuori del mondo e della razionalità.

Anche perché, una volta che sei tu a stare “lassù”, a chi rivendichi?

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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